Gran Canaria, dove diritti, affari e divertimento si fondono

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Sintesi perfetta della cultura di due continenti, la più grande isola delle Canarie ha saputo fondere accoglienza, integrazione, divertimento e affari. E adesso festaggia il decimo Gay Pride.

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Difficilmente si vede al mondo un luogo dove la cultura e la storia di un paese si fondono con la tolleranza e il rispetto come a Gran Canaria. Politicamente spagnola ma distante soltanto 210 km dalla costa marocchina, la più grande isola dell’Arcipelago delle Canarie fonde le caratteristiche di due continenti.

Un mix di ospitalità e integrazione che ha permesso all’isola di diventare ciò che è oggi: una delle mete preferite da gay e lesbiche che qui volano da tutto il mondo per trascorrere le loro vacanze estive all’insegna del divertimento in libertà.

Il risultato più tipico di questo cocktail è sicuramente la vita nella località di Maspalomas con la sua zona turistica di Playa del Inglés. È qui che le strade sono piene di coppie gay; che una moschea sorge dentro il maggiore centro di aggregazione lgbt, lo Yumbo Centrum; che gli hotel espongono le bandiere rainbow su ogni terrazzo in occasione del Gay Pride (ce ne accorgiamo da subito, appena arriviamo col volo Iberia da Roma); che viene organizzato il Gala Drag Queen, il festival che elegge ogni anno la celebrità (qua lo sono per davvero) en travesti alla fine di una gara fra talenti; e che i turisti eterosessuali fanno combaciare perfettamente le loro vacanze con l’agenda di appuntamenti messi in piedi per il Maspalomas Gay Pride.

Quest’anno ricorre il decimo anniversario della prima Cabalgata del orgullo gay e per celebrare l’evento sono stati organizzati dieci giorni di festa pieni di eventi collaterali al Pride che si alternano al centro della piazza interna al Yumbo Centrum, vero centro della vita notturna lgbt (a dispetto del nome di "centro commerciale" che non ha niente a che fare con l’equivalente italiano del termine). Tutto intorno, distribuiti su quattro piani, si trovano piccoli negozietti di qualiasi cosa stipati di merce all’inverosimile, punti di ristoro, bar, qualche sex cruising.

Sopra le porte di molti di questi è appeso il solito striscione: "Sponsor ufficiale del gay pride". Il meccanismo sembra funzionare: i commercianti attraggono le migliaia di turisti gay con prezzi molto contenuti che permettono di spostarsi da un locale all’altro dando origine a una movida arcobaleno che dura fino al mattino e dove ognuno puó trovare il proprio locale ideale dove sostare. La vita gay viene rilanciata poi in tutto il mondo dalle istituzioni

Il Patronato del turismo di Gran Canaria, ad esempio, insieme all’Ufficio del turismo di Roma ci organizza un soggiorno per farci provare dal vivo la gay life locale. Anziché partecipare ad un tour guidato dell’Isola, però, preferiamo girare per i locali e parlare con la gente alla scoperta del trucco che non c’è. Ce lo spiega bene Pedro, 25 anni. "Se non nasci o cresci a Gran Canaria, è difficile capire a fondo il nostro senso dell’ospitalità che qua è un valore, e i turisti ricambiano col rispetto verso tutti, etero o gay".

Il progresso dell’Isola si basa per lo più sul turismo e proprio sull’accoglienza di cui ci ha parlato Pedro. Chi governa ha capito da tempo che lo sviluppo  civile va a braccetto con quello economico e ha fatto di tutto per agevolare un mercato gay integrato perfettamente con quello tradizionale delle famiglie tedesche e inglesi, da anni clienti delle strutture isolane. Una scelta semplice, che dà i suoi frutti, eppure poco imitata dagli altri paesi.

di Daniele Nardini

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