Il 26 ottobre è la giornata della consapevolezza intersessuale

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Lo 0,5% della popolazione mondiale si dichiara intersessuale.

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Una data importante per chi si dichiara intersessuale. Non è una malattia, né un orientamento, ma potrebbe definirsi una condizione.

Sicuramente, delle etichette che costituiscono la comunità LGBT+ è tra quelle meno conosciute e discusse. Il 26 ottobre, come capita in queste occasioni, non è una data scelta a caso. Difatti, il 26 ottobre 1996 si svolse la prima manifestazione delle persone intersessuali a Boston. Una data e una manifestazione importante, che ha fatto conoscere al mondo l’intersessualità.

Una persona intersessuale mostra delle particolarità anatamo-fisiologiche di entrambi i sessi. Significa che presenta i cromosomi sessuali e gli organi genitali maschili e femminili. Quindi, non si può definire né uomo né donna.

Le operazioni per correggere l’intersessualità

Solitamente, una persona intersessuale già da bambino/a viene sottoposta a un intervento chirurgico, mirato a conferirle un’identità. Saranno quindi i genitori a decidere quale sesso dare al/alla figlio/a.

E se da un lato questo aiuta la persona ad avere una sua identità di genere, dall’altra sono molti gli studiosi che avvertono sulla possibilità di minare la vita sessuale dell’individuo. Anche per questo motivo si celebra questa giornata, in particolare nei paesi del Nord America. E in Italia, i medici chiedono di parlare del fenomeno, soprattutto per impedire ulteriori operazioni chirurgiche senza il consenso della persona.

Herculine Barbin: la prima intersessuale

Nata a Saint-Jean-d’Angély l’8 novembre 1838, Herculine Barbin era una persona intersessuale. Alla nascita mostrava una variazione dei genitali. Nonostante questo, venne certificata come femmina. Per tutta la sua vita Herculine ha sempre provato attrazione per le ragazze, ma il suo aspetto non la aiutava a trovare una compagna o avere delle relazioni.

Di aspetto maschile, doveva radersi gambe e volto, e il seno non cresceva. Un medico certificò la presenza di una vagina, nonostante una corporatura mascolina e un piccolo pene e testicoli all’interno del corpo (quello che in medicina viene definito pseudoermafroditismo maschile). Dopo l’ordine del tribunale di identificarsi come maschio, Hercucline cambiò il nome in Abel, e il 13 marzo 1868, a Parigi, si suicidò.

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