Il digiuno? Un’iniziativa violenta

Il presidente di GayLib Enrico Oliari: «Credo nella gradualità, nel dialogo e nella lotta condivisa, non nelle iniziative autonome e culturalmente violente».

«Non concordo con la strategia politica di Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia di digiunare per ottenere il matrimonio gay, poiché sono convinto che, accanto alla condivisibile lotta di principio, vi siano un sensazionalismo ed un personalismo fini a sé stessi. I due ragazzi di Savona hanno sempre agito in modo autonomo ed improvviso, pretendendo l’appoggio delle associazioni tramite comunicati stampa e solo a iniziativa decisa. Non è così che si fanno le cose. Credo infatti nella lotta coltivata con il dialogo e con la sensibilizzazione e, come giustamente ci disse lo stesso presidente Fini, portata avanti con la dovuta gradualità, specie se si tiene in considerazione della complessità del nostro tessuto sociale.

Io penso che i diritti dei gay siano argomento serio ed improcrastinabile nel dibattito politico di una Nazione, la nostra, che è ultima nell’Europa occidentale ed ormai superata persino da Paesi del terzo Mondo, ma sono convinto che il ruolo delle associazioni (che appunto vuol dire stare insieme, lottare insieme) resti primario e di certo non minato dalle iniziative autonome di chi sbatte i piedi e cerca il clamore prima dei risultati».

Enrico Oliari

Presidente di GayLib

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