Il vescovo alle coppie gay: “Non scimmiottate ciò che non siete”

“Abbiate il coraggio di essere come siete, ma fermatevi lì”, dice il vescovo di Acireale.

Intervistato dal sito Sicilia Informazioni, a poco più di un mese dal Sinodo previsto a settembre, il vescovo di Acireale Nino Raspanti si è pronunciato anche sulla questione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso, argomento che il Sinodo affronterà , insieme ad altri, per volere di Papa Francesco.

” Se si vuole far passare l’idea che la determinazione sessuale è un optional, e per questo dunque si può pensare a un’equiparazione tra famiglia tradizionale e unioni omosessuali io mi ribello”, ha dichiarato il porporato specificando che la sua obiezione si basa sul fatto che “entra di mezzo la generatività, la logica che sovrintende la sopravvivenza del genere umano sulla Terra”.

L’intervistatore se il principio, dunque, valga anche per le coppie eterosessuali che decidono di non mettere al mondo dei figli.

“No, a me non importa la scelta. Lì c’entra la libertà – risponde Raspanti -. Quello di cui parlo io è un problema di principio, una questione filosofica. La combinazione tra due persone dello stesso sesso non è equiparabile a una coppia etero. Non voglio dare giudizi morali, ma l’unione eterosessuale ha uno sbocco di generatività”.

“Se riconosciamo che parliamo di due piani diversi, se parliamo di due persone che si vogliono bene, che si stanno accanto e fanno quello che gli pare – spiega ancora il vescovo -, allora da questo punto di vista credo che sia giusto ragionare sulla possibilità di lavorare su un ampliamento dei diritti individuali”. Ma per Raspanti la questione non riguarda solo le persone omosessuali perché “sulle unioni civili, tengo a dire che i problemi riguardano anche le coppie etero”.

“Di recente ho avuto una discussione con lo stesso Crocetta – racconta -. Prendiamo per esempio, il diritto alle case popolari. Dare una casa a una coppia che rifiuta, anche davanti allo Stato, di ufficializzare la propria unione, credo sia un errore, perché si dà un bene pagato con le tasse della società a due persone che sin dall’inizio non sono disposte a dichiarare la volontà di voler continuare insieme sul lungo periodo”. “Io non vieto di amare – conclude Raspanti -; io non sono d’accordo con lo scimmiottare ciò che non si è. Dico: abbiate il coraggio di essere ciò che siete, ma fermatevi lì”.

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