La Sicilia potrebbe avere un registro regionale delle unioni civili

Sarebbe la prima regione d’Italia. Soddisfatta Arcigay: “Si voti il ddl senza emendamenti”

La Sicilia potrebbe essere la prima regione d’Italia a dotarsi di un registro delle unioni civili su scala, appunto, regionale. È infatti stata calendarizzata dall’Assemblea Regionale Siciliana la discussione sul ddl “Norme contro la discriminazione determinata dall’orientamento sessuale o dell’identità di genere. Istituzione del registro regionale per le unioni civili”. La legge prevede numerosi interventi anche in materia di istruzione, formazione professionale, politiche del lavoro, integrazione sociale, formazione del personale, prestazioni sanitarie (con la possibilità di designare una persona, indipendentemente dal legame di parentela, che abbia accesso alle strutture di ricovero e cura e a cui gli operatori sanitari possano riferirsi per ogni comunicazione riguardante il designante), accesso ai servizi pubblici e privati, comunicazione istituzionale e promozione culturale. Il testo, il cui relatore è il deputato del Pd Antonello Cracolici, è il frutto di due anni di lavoro che ha visto coinvolte le associazioni lgbt del territorio e che ha portato alla sintesi di tre diversi testi sulla stessa materia.

Un lavoro che il presidente di Arcigay Palermo Mirko Pace definisce “di mediazione virtuosa”. L’edizione palermitana di Repubblica parla, però, di “perplessità delle associazioni” rispetto proprio al testo che nell’iter fatto in commissione avrebbe “subito alcune variazioni che lo rendono poco chiaro”.

“Tutti i passaggi in commissione Affari Istituzionali – precisa Pace – sono stati visionati, concordati e avallati dal gruppo di associazioni che ha lavorato al disegno di legge, che è assolutamente positivo, moderno, rivoluzionario, rappresenta quasi il massimo di quanto una regione possa legiferare in materia di diritti civili e posizionerebbe la Sicilia all’avanguardia nello scenario nazionale”. Nessuna perplessità, dunque, da parte delle associazioni che anzi “sono pienamente favorevoli all’approvazione senza emendamenti del ddl”. “Qualsiasi altro gruppo – conclude Pace – non ha il diritto di parlare a nome delle “associazioni” minando un delicato lavoro portato avanti da anni”.

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