Napoli, cacciato di casa perché gay e costretto a vivere tra i topi

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La tragica storia di un 58enne disabile cacciato di casa dal fratello perché omosessuale. La denuncia choc da Monte di Procida (Napoli).

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Ancora un caso di omofobia in famiglia, con conseguenze purtroppo drammatiche.

L’ultimo allarme arriva da Monte di Procida (Napoli), dove un 58enne disabile è stato cacciato di casa dal fratello perché omosessuale. L’uomo, che ha trovato riparo in un sottoscala lercio e inagibile, senza acqua, elettricità e servizi igienici, è poi finito in ospedale perché morso dai topi. A denunciare l’accaduto Arcigay, che ha contattato il sindaco di Procida affinché possa trovare una dignitosa sistemazione all’ultima vittima di omofobia all’italiana.

Non siamo una comunità omofoba. Conoscevamo da tempo le condizioni di difficoltà di Sergio e abbiamo provato in più modi ad aiutarlo, dal Comune alla parrocchia. Ora cercheremo di trovare ulteriori soluzioni che gli consentano di non vivere in condizioni disumane“, ha commentato il Sindaco Giuseppe Pugliese, come riportato da LaRepubblica.

Io, e ritengo la maggior parte dei miei concittadini, non sapevamo nulla fino ad oggi degli orientamenti sessuali di Sergio, e non so fino a che punto il clamore sollevato dall’Arcigay possa giovare alla soluzione dei suoi problemi”. “I servizi sociali del Comune lavoravano da tempo sul caso. Gli abbiamo erogato un contributo una tantum, gli abbiamo proposto ricoveri in strutture che lui però ha sempre rifiutato. Gli abbiamo inviato per alcune ore la settimana un operatore sociosanitario, abbiamo provato a erogargli il Rei, il reddito di inclusione, ma l’Inps glielo ha negato probabilmente perché risulta intestatario di quote di beni ricevute in eredità. Insomma era ed è un caso pienamente al centro dell’attenzione della comunità, parrocchia compresa. Moltiplicheremo gli sforzi per cercare insieme a Sergio e alla sua famiglia una soluzione, perché è indegno che nel 2018 un uomo possa vivere in un seminterrato privo dei requisiti di abitabilità“.

Da parte di Arcigay Napoli, ovviamente, la piena solidarietà a Sergio.

Abbiamo avuto occasione di conoscerti come persona piena di voglia di vivere nonostante i problemi. Vogliamo tornare a vederti e, con te vogliamo vedere tutte quelle persone LGBT non più giovani che vivono isolamento sociale e problemi economici“.

YouMedia ha intervistato Sergio, invalido, discriminato e abbandonato perché omosessuale: ‘mi ha sempre detto che sono un gay, una puttana, perché non ti prostituisci così farai soldi, sei anche simpatico’. ‘Vorrei vedere se c’è un senso a tutto questo, vedere se c’è un senso alla mia vita… perché io mi sono scocciato di vivere’.

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