San Valentino è tutto l’anno, amatevi alla luce del sole

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Una giornata d'amore da replicare altre 364 volte l'anno, senza maschere o paure.

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C’è chi la chiama ‘festa degli innamorati’, chi ‘Giornata Perugina’ e chi ’24 ore di invidia single’.

Nel dubbio il 14 febbraio è arrivato, con il suo carico di stucchevoli cuori, dolcezze, cene romantiche e regali marchiati San Valentino, martire cristiano diventato ‘festività’ nel 496 per volere di papa Gelasio I. Una giornata da amare e/o odiare, da gestire con assoluta indifferenza oppure esagerata attesa, ma comunque voi la vediate da vivere senza paura alcuna, alla luce del sole.

Mai come in questo momento, con il centrodestra che torna a minacciare i diritti LGBT, è doveroso camminare a testa alta e schiena dritta, senza imbarazzo e/o timore alcuno. San Valentino è quel giorno l’anno in cui tutto, o quasi, viene permesso alle coppie innamorate, con noi omosessuali spesso impauriti ad uscire dal quel guscio sicuro chiamato ‘Comunità’. Sbagliando, perché due mani che si stringono, due corpi che si abbracciano e due bocche che si baciano non possono e non devono generare vergogna. Il problema è di chi guarda, non dovrebbe mai essere nostro, e allora nel caso in cui vogliate festeggiare San Valentino uscite, prenotate un tavolo al ristorante, andate a teatro o al cinema come qualsiasi coppia eterosessuale, senza mai porvi il problema dell’affetto, che solo quando coinvolge noi viene incredibilmente definito ‘ostentazione’.

Passato il 14 febbraio, però, ricordatevi di amare in egual misura anche il resto dell’anno, senza censurarvi o nascondervi. E’ un Paese strano, il nostro, profondamente cattolico e politicamente parlando populista, più orientato a destra che a sinistra, negli ultimi anni alimentato dalla paura nei confronti del diverso, dalla disinformazione, dalle menzogne e dalla violenza verbale. E’ un Paese che va educato attraverso leggi di pura e semplice civiltà, come la Cirinnà, e una politica che sia d’inclusione, e non di divisione tra ‘noi’ e ‘loro’, ma è anche un Paese che chiunque di noi potrebbe contribuire a far crescere.

Un’evoluzione culturale e sociale da imboccare quotidianamente, vivendo semplicemente le nostre esistenze senza pensare agli sguardi altrui, alle evitabili battute, alle possibili conseguenze. Un bacio, una carezza, un sorriso, un abbraccio non dovrebbero mai essere limitati, frenati, taciuti. Sarà incredibilmente retorico ma solo così, vivendo i nostri amori alla luce del sole, potremo mostrare agli altri la semplicità, la bellezza, la ‘normalità’ di un gesto d’affetto. Che sia etero o gay non fa differenza, si chiama amore e non dovrebbe mai conoscere discriminazione.

 

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