Scienza: polemiche sugli esperimenti sui montoni gay

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Animalisti e antivivisezionisti hanno criticato le sperimentazioni di un ricercatore americano che sta facendo delle ricerche su cervello e orientamento sessuale.

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OREGON – Nonostante ci sia chi si ostina a ripetere che l’omosessualità non è “naturale” (di solito sono coloro che credono nel soprannaturale e che basano tali idee su libri “sacri” che sarebbero scritti sotto una sorta di influsso da parte di una divinità superiore) la scienza ha osservato che nella realtà l’omosessualità è assolutamente comune in natura. Anche tra gli animali, così come tra gli esseri umani, la maggioranza è eterosessuale ma c’è una minoranza che è attratta dallo stesso sesso. L’8% dei montoni ad esempio ha rapporti sessuali solo con esemplari del loro stesso sesso e recentemente è scoppiata una polemica, lanciata da gruppi di animalisti e antivivisezionisti, che ha per bersaglio un fisiologo della Oregon Health & Science University che ha ucciso più di 50 montoni per capire che cosa determina il loro orientamento sessuale. Il dottor Charles Roselli sacrifica gli animali (sia etero che “gay”) per esaminarne il cervello e per vedere se può trovare delle differenze strutturali, e pare che ne abbia trovate. Del caso si è occupato in dicembre il Sunday Times di Londra, che ha pubblicato un articolo nel quale si ventila l’ipotesi che questo tipo di studi possano un giorno portare al prospettare alle donne incinte di abortire bambini perché potrebbero essere omosessuali. Insomma, una di quelle agghiaccianti prospettive di eugenetica che fanno rabbrividire tutti e che hanno provocato allarme anche nella blogsfera (se ne è occupata ad esempio Martina Navratilova).
Il dottor Roselli dal canto suo sostiene che l’eugenetica gli fa repulsione e di non avere la benché minima intenzione di intenzione di sviluppare tecniche per “curare” l’omosessualità (altra fantasia in voga in certi ambienti del fondamentalismo religioso) ma semplicemente di capire meglio cosa determina l’orientamento sessuale. Un altro gruppo di ricercatori ha scritto una lettera aperta ai giornali dichiarando il proprio sostegno alle ricerche di Roselli, sostenendo invece che servono a meglio capire le preferenze, sia omo che eterosessuali: ”L’idea che la ricerca del Dr. Roselli sia finalizzata alla prevenzione dell’omosessualità e che possa incrementare la discriminazione contro gli omosessuali è senza senso. Al contrario, capire le basi biologiche delle variabili della ricerca dei partner dovrebbe portare a una maggiore accettazione dell’omosessualità”, si legge nella lettera che ha per primo firmatario il neuroscienziato Geert J. de Vries. (Roberto Taddeucci)

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