Unioni civili: è ormai forte il rischio slittamento a metà maggio

Terminate le audizioni in Commissione Giustizia, emendamenti entro il 31 marzo

Va a rilento la Commissione Giustizia, coi tempi purtroppo dettati da una burocrazia parlamentare che non ha mai brillato in velocità e neppure in questa occasione sembra volere dimostrare il contrario: è forte e reale infatti il rischio slittamento dell’arrivo in aula del ddl sulle unioni civili a metà maggio.

E’ terminata oggi la seconda ed ultima tranche delle audizioni in Commissione Giustizia della Camera dei Deputati sul ddl 3634 delle unioni civili. Relatrice, come sappiamo, è l’on. Micaela Campana del Partito Democratico, da noi intervistata tre settimane fa. Al tentativo della Lega Nord di iniziare l’ostruzionismo che abbiamo già conosciuto al Senato, ha risposto con fermezza la presidente della Commissione Giustizia, Donatella Ferranti che, oltre a depositare le audizioni fatte al Senato (della serie, evitiamo di perdere tempo…), ha disposto che ciascun gruppo parlamentare potesse chiedere due sole audizioni, così da limitare il tempo perso. Terminate le audizioni, la Commissione ha quindi disposto il termine di presentazione degli emendamenti entro il 31 marzo: emendamenti che quindi dovranno essere esaminati e vagliati dalla stessa Commissione.

Prende così corpo la preoccupazione, che abbiamo rilevato in diversi ambienti parlamentari, che chi pensava di unirsi civilmente per il mese più gettonato per chi vuole sposarsi, e cioè maggio, rimarrà deluso. Niente capigruppo in questa settimana per decidere una calendarizzazione entro metà aprile, rumor che vi avevamo anticipato settimana scorsa: purtroppo, a quanto si apprende, il ddl sulle unioni civili non arriverà in aula prima di metà maggio. Del resto, la Commissione Giustizia è molto ingolfata di provvedimenti – ci dicono -, i tempi parlamentari sono questi ed ad aprile i “poveri” deputati hanno meno giorni di lavoro a disposizioni, tra Pasqua ed altre festività. Quindi tutto a rimandato alla stagione dei Pride di giugno per le prime unioni civili, visto che dall’approvazione dovranno decorrere trenta giorni per la sua entrata in vigore? A quanto pare sì… a meno che qualcuno non inizi nuovamente a far sentire la propria voce nelle sedi più opportune, e cioè in quelle politiche.

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