Vi spiego perché quella contro l’omofobia è una buona legge

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Sui social network monta la rabbia per la legge contro l'omofobia. Le associazioni gay si dicono deluse. Ivan Scalfarotto si difende e spiega perché quella di ieri è...

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Chi lo ringrazia per aver finalmente portato a casa una legge contro l’omofobia e chi lo accusa di non essere riuscito a portare a casa una buona legge. Nel bene e nel male il protagonista della giornata di ieri – storica, ad ogni modo – è Ivan Scalfarotto, deputato democratico, gay dichiarato (ma non chiamatelo “politico gay”) che dopo aver affrontato il PDL per mesi, col quale alla fine un accordo è saltato, ha incassato i voti favorevoli persino di Paola Binetti e Rocco Buttiglione. Ha perso il sostegno di Arcigay, in compenso, e di una larga fetta di elettori gay, a giudicare dai post su Facebook e dai cinghuettii su Twitter. Lì è tutto un “Dimettiti”, “Venduto”, “Hai istituzionalizzato l’omofobia”. Fuori dal palazzo il clima è stato rovente per tutto il pomeriggio di ieri, quando si era capito che il testo in votazione avrebbe consentito per legge a gruppi organizzati di esprimere opinioni omofobe, anche in settori delicati della vita pubblica come la scuola e la sanità. A Gay.it, spiega il suo punto di vista.

Il testo approvato dalla Camera dà il diritto ad esprimere opinioni omofobe a partiti, sindacati, chiese e strutture sanitarie. Cosa rispondi?

Che la Camera ha approvato una legge che per la prima volta considera reati la discriminazione, l’odio e la violenza contro le persone LGBT; che prevede un’aggravante per i reati commessi con motivazioni omofobiche e transfobiche; che stabilisce il divieto di organizzare gruppi che abbiano tra le loro finalità l’omofobia e la transfobia, e che prevede la rimozione di simboli di questi gruppi da eventi tra i quali le manifestazioni sportive. Una legge che in pratica, per la prima volta, riconosce che gay, lesbiche e trans in Italia esistono. Che esistono e che meritano tutela e protezione in quanto tali. Questo ha approvato la Camera, ieri.

Qualcuno potrebbe obiettare che per propagandare idee omofobe da oggi basterà iscriversi a partiti politici oppure a organizzazioni sindacali, religiose. Non trovi che ci sia il rischio – paradossalmente – di incentivare la formazione di organizzazioni basate sull’odio?

Questo qualcuno darebbe prova di parlare senza aver nemmeno letto ciò di cui parla. L’emendamento prevede che, ai soli fini della Legge Mancino (e quindi non di altre leggi, come quelle che vietano la discriminazione sul lavoro) non costituiscono discriminazione le condotte conformi al diritto vigente (sottolineo, che sianonconformi al diritto), che riguardino l’organizzazione interna (e non all’esterno) di enti quali partiti, sindacati o organizzazioni dotati di personalità giuridica e che riguardino i principi costituzionali (della nostra costituzione democratica e repubblicana) che ispirano tali organizzazioni. Non dimentichiamo inoltre che questo emendamento non riguarda solo l’omofobia e la transfobia, ma l’intera legge Mancino.

Le associazioni lgbt sono scontente. Un politico gay non dovrebbe ascoltarle?

Non so cosa sia un politico gay, o un politico etero. Io sono un politico. Poi sono gay, ma questo non incide: combatto per i diritti dei gay non perché sono gay, ma perché penso che sia giusto. Combatto anche per i diritti delle donne, degli immigrati, dei precari e dei carcerati e non appartengo a nessuna di queste quattro categorie. Conosco gay di sinistra e di destra, non so come potrebbe un “politico gay” rappresentarli tutti. Mi pare una visione molto corporativa del mondo: i gay si occupano di gay, le donne di donne e i metalmeccanici dei metalmeccanici. un vecchio vizio italiano. Dobbiamo comprendere che, come tutte le minoranze, ce la faremo solo quando cominceranno a battersi per noi anche tutti gli altri. Per questo io so che, gay o etero, il parlamento doveva dare una risposta e una tutela a chi viene picchiato e discriminato e che oggi la Camera, per la prima volta, ha dato finalmente questa risposta. Per la prima volta il parlamento ha detto al Paese intero che odiare le persone LGBT è sbagliato. Mi pare una grande novità.

Una volta saltato l’accordo col Pdl si è cercato di farne uno con Scelta Civica. Perché non con il M5s e Sel che invece hanno offerto i loro voti per una legge migliore?

L’accordo si è cercato con tutti: PdL, Scelta Civica, M5S, SEL. Alla fine solo il PdL ha votato contro la legge. SEL e M5S si sono astenute nel voto finale ma hanno votato quasi tutta la legge. Fosse stato questo obbrobbrio, immagino avrebbero votato contro.

Cosa diresti a gay, lesbiche e trans italiani scontenti dopo il voto di ieri?

Che oggi, per la prima volta, esistono davanti alla legge. Ieri non era così. A chi dice che era meglio niente che questa legge, io dico che oggi, per la prima volta, la legge è dalle nostra parte e non dalla parte chi ci discrimina o ci odia. E che a furia di dire meglio niente che questo, l’Italia è l’unico paese occidentale dove le persone LGBT si sono trovate a non avere in mano niente.

Ora la palla passa al Senato. Quali sono i numeri?

Il mancato accordo col PdL rende le cose più difficili, a dimostrazione che cercare l’accordo con loro era la cosa giusta da fare. Però non volevano l’aggravante, e abbiamo dunque preferito andare per la nostra strada: l’impegno era portare a casa l’intera Mancino e l’intera Mancino abbiamo portato a casa. Al Senato, il mio amico Sergio Lo Giudice e gli altri colleghi potranno fare del loro meglio per migliorare il testo. Ma se non glielo avessimo mai mandato già approvato dalla Camera il loro prezioso lavoro non sarebbe potuto cominciare. Buon lavoro, dunque.

di Daniele Nardini

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