Vincenzo Spadafora favorevole ad ‘adozioni per coppie gay e a una legge contro l’omofobia’ – l’incoerenza al Governo

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Da una parte c'è un Governo che ci attacca a giorni alterni, dall'altra un sottosegretario che fa la voce amica. Ma ci hanno preso per fessi?

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Ha finalmente preso vita il tavolo di consultazione permanente per la promozione dei diritti e la tutela delle persone Lgbti voluto dal sottosegretario della presidenza del Consiglio con delega alle Pari Opportunità Vincenzo Spadafora. Ma nel peggiore dei modi.

10 delle 48 associazioni LGBT (Certi Diritti, Circolo di Cultura omosessuale Mario Mieli, Coordinamento Torino Pride, Di’ Gay Project, Edge, Famiglie Arcobaleno, Iglbt, P.o.st. – Pensare oltre gli stereotipi, Rete Genitori Rainbow, Stonewall Glbt Siracusa) hanno diramato un durissimo comunicato nei confronti dell’iniziativa, sulla carta sicuramente positiva, a causa delle tante, troppe uscite razziste, sessiste e omofobe di un Governo che ai diritti parrebbe essere poco interessato.

“Il clima ostile nei confronti delle persone Lgbt+, va di pari passo con gli attacchi alle libertà della donna, come dimostra il disegno di legge Pillon sull’affido dei bambini in caso di divorzio, e ai diritti dei migranti, come dimostra il varo del decreto sicurezza e il vergognoso sgombero del centro Baobab a Roma avvenuto proprio qualche ora prima che il governo si sedesse al tavolo con le associazioni. Le contraddizioni sono diventate ancor più evidenti il giorno dopo, quando la stessa maggioranza che sostiene il governo ha votato alla presidenza della commissione diritti umani al Senato Stefania Pucciarelli, che invoca ruspe contro i migranti e si dice favorevole alla “famiglia naturale e tradizionale”, quella composta da un uomo e una donna, l’unica possibile secondo lei. Il senatore Simone Pillon, vicino al movimento pro-vita e antigender, è stato invece nominato vicepresidente della commissione bicamerale infanzia e adolescenza, da dove potrà continuare a insultare le famiglie arcobaleno e a ignorare il bullismo omofobico nelle scuole come ha sempre fatto, in questo non diverso dal ministro per la famiglia Lorenzo Fontana. Come movimento LGBT+ italiano siamo impegnati a difendere i diritti delle minoranze e siamo a fianco di chi si batte per un Paese laico, multietnico, femminista”.

Parole chiare e inattaccabili, quelle co-firmate da un totale di 18 realtà, nei confronti di un tavolo che rischia di tramutarsi in un chiaro paravento per nascondere la deriva autoritaria di questo Governo. Se così fosse, tuonano le associazioni interessate, “meglio sospendere il confronto“.

“Varare qualche campagna pubblicitaria per condannare la violenza quotidiana contro le persone Lgbt+ continuando, allo stesso tempo, ad alimentare con scelte istituzionali ed atti normativi le pulsioni omotransfobiche del Paese, insieme a quelle misogine e razziste”, prosegue il comunicato, “è un controsenso nella migliore delle ipotesi, nella peggiore un lavarsi la coscienza a poco prezzo. Operazione a cui noi non ci prestiamo. Ben vengano i tavoli, ma solo quando a questi seguono i fatti”.

Spadafora, da parte sua, si è detto «in parte stupito. Temo che alcune associazioni preferiscano strumentalizzare la funzione del Tavolo per possibili altri fini; se così fosse, sarei io ad auspicare che queste associazioni non partecipino al Tavolo. Ho molto a cuore i diritti e le condizioni di vita delle persone Lgbt, mi interessano molto meno la visibilità che cercano alcune sigle, peraltro in contrasto tra loro (come è emerso chiaramente anche durante i lavori del Tavolo) rendendo così meno efficace la loro azione. Il mio lavoro continua e lo valuteremo insieme nei prossimi mesi. Aspetto, chi vorrà, il 22 gennaio 2019 a Palazzo Chigi per la prossima riunione del Tavolo».

Intervenuto ad Agorà, su Rai 3, il sottosegretario ha infine ribadito il suo appoggio alle adozioni da parte delle coppie omosessuali (“Io lo sono, ci mancherebbe“) e ad una legge contro l’omofobia (“La vedo come una cosa possibile nel 2019 anche se non è nel contratto di governo“), prima di sfidare Pillon e il suo tanto chiacchierato Ddl:” Io sono convinto che non possa essere approvato e sono certo che non sarà approvato così come è stato proposto. O si trova il modo per modificarlo in modo però netto o non credo che questo Parlamento approverà mai quel decreto così com’è“.

Mani tese ad una comunità terrorizzata da un Governo di estremisti, nella consapevolezza che tutto ciò (adozioni e legge contro l’omofobia) non potrà mai diventare realtà. La verità è che ci hanno preso per allodole, a noi omosessuali, utilizzando lo specchietto Vincenzo Spadafora per farci fessi. Ma è finito il tempo delle false promesse.

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