Ragazzo gay libanese cacciato di casa per aver ‘rifiutato l’eterosessualità’

Un solo modo per tornare a casa: pregare per allontanare “il gay in lui” e “tornare etero”.

Elias è un ragazzo gay libanese che ci racconta la sua, particolare, storia personale e familiare.

Elias è andato in vacanza per quattro giorni. Al suo ritorno, all’aereoporto di Sydney (Australia), riceve un messaggio allarmante dalla sorella: “Torna immediatamente a casa Elias“. Il ragazzo pensa subito ad uno scherzo, perchè lui e la sorella solitamente scherzano molto, ma l’insistenza dei messaggi lo spaventa quindi si precipita a casa. Giunto là, Elias vede un numero spropositato di auto parcheggiate al di fuori, di parenti vari, e quando entra in casa si è trova tutti i parenti, la madre che piange, presa da un raptus, e la sua foto al centro del tavolo principale, con cadele a fianco, e un prete: avevano tutti scoperto che Elias è gay e volevano esorcizzarlo.

Ragazzo_gay_libanese_cacciato_da_casa_per_aver_rifiutato_eterosessualità

Elias è corso fuori da quella situazione di caos, ridicola, e sua sorella, via messaggi, gli ha confermato che erano stati i suoi cugini (che sapevano di lui, e dei quali pensava di potersi fidare) ad aver raccontato tutto alla madre. Una madre che Elias ha sostenuto in tutti modi possibili, chiudendo anche i rapporti col padre (col quale la madre non stava piu) proprio per stringere un maggior rapporto con lei, che in un solo secondo, dopo aver scoperto che era gay, lo ha sbattuto fuori di casa.

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Elias è stato costretto ad andare in Chiesa con la madre e i parenti per andare ad ascoltare i preti che, ovviamente, hanno detto lui che ciò che è (gay) non corrisponde al vero, che dev’essere cambiato. Insomma, come avrebbe potuto dire chi si occupa di barbarie come le terapie di conversione.

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C’era solo un modo per Elias per tornare a casa: pregare talmente tanto da allontanare “il gay in lui” e “tornare etero” (come se fosse una condizione di partenza…). La risposta di Elias è stata un sonoro NO, convinto che il prete non fosse assolutamente in grado “di pregare per abbattere la sua omosessualità” perchè non ha scelto di essere gay. Il ragazzo dice:

Essere gay è naturale, fa parte di me e se dovessi scegliere di essere qualcosa sceglierei, comunque, di essere gay proprio perchè sono felicissimo della mia sessualità, perchè non c’è niente di strano o maligno in essa.

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Adesso il ragazzo si è allontanato da casa e, tramite Youtube, cerca aiuti finanziari e supporti.

Guardate il video per saperne di più.