AMORE GAY NELL’ESERCITO

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Anteprima italiana al Festival del Cinema di Milano di "Yossi & Jagger", film su una coppia di soldati israeliani tra guerra e visibilità. Le prossime sorprese della rassegna.

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MILANO – Sulle alture del Golan innevato e freddo, tra Israele e Libano, un distaccamento di soldati israeliani presidia il confine. I giorni scorrono tra ispezioni, turni di guardia, pasti in mensa e festicciole improvvisate. La tensione di uno stato perenne di guerra viene alleviata da brevi momenti di intimità come quelli che si procurano Yossi e Jagger con vari pretesti. Yossi è il superiore serio e severo, l’aitante Jagger (soprannominato così dai suoi amici perché sembra una popstar) è un soldato amato da tutti per la sua allegria e ottimismo.

Yossi & Jagger” scritto da Avner Bernheimer, e’ una delle migliori sorprese della sezione Panorama del Festival di Berlino, ed ha conquistato anche il pubblico del Festival del Cinema Gay di Milano, dove è stato proiettato ieri in anteprima italiana della versione doppiata che sarà anche distribuita nelle sale da Metacinema. Poco piu che un cortometraggio, che rappresenta Israele in tutto quello che, oscurato dall’urgenza della guerra, non si osa più raccontare. La vita, la voglia di vivere e di amare. In primo piano, la storia d’amore tra i due protagonisti, Yossi e Jagger. Una commedia sentimentale con intermezzi musicali, immagini che ballano mosse da un sentimento di felicità sorridente. Immagini fugaci, rare nei film di guerra e nei film del mondo gay, ma sul cui sfondo, mai esplicite, appaiono tutti i problemi di una terra solo apparentemente assuefatta alla guerra: il pericolo, la paura del nemico, il silenzio dell’omosessuale sconosciuto alla famiglia, il tentativo delle donne di farsi strada nel mondo machista dell’esercito, l’abuso dei superiori sui soldati, le gelosie e sopra tutto la morte.

In una delle scene più intime e dolci, quella del bacio tra i due soldati innamorati, i due si rotolano scivolando abbracciati lungo un pendio ghiacciato. Così la loro relazione tra i due oscilla tra il desiderio di Jagger di vivere l’amore per Yossi alla luce del sole con la benedizione dei suoi genitori, e la paura di Yossi nel rivelare un aspetto di sé che poco si concilia con il suo ruolo macho di militare. Sarà una pericolosa azione notturna a rivelare a Yossi che la più audace prova di coraggio può essere quella di dichiarare il proprio amore. Un film che emoziona con semplicità riuscendo a raccontarci l’universale meraviglia, l’intensa umanità e il dolore dell’amore.

Scritto da un autore di sitcom, progettato per la Tv con una durata di 50 minuti e poi esteso a 65, il film ha gia spopolato le sale in Israele, anche per la presenza nel cast di una popolare star televisiva (Yehuda Levi, nel ruolo di Jagger accanto a Ohad Knoller). Sara presto distribuito in Belgio, Francia, Germania e proprio oggi, nellInternational Film Market del Festival, la produzione ha firmato un accordo con Metacinema per la sua prossima distribuzione in Italia.

Il Festival prosegue oggi con Girl King della canadese Ileana Pietrobruno, un’opera visionaria che illustra la storia di alcune drag king (donne travestite da uomini) pirata, che partono alla ricerca di un tesoro perduto. Acclamato alla Berlinale Girl King è un film sperimentale che restituisce all’erotismo e alla seduzione il fascino dell’odissea nei mari del Sud, quella del buon vecchio Salgari. Versione”queer”. Le musiche del film sono di Amon Tobin, musicista di punta dell’etichetta Ninja Tune.

Sabato 31 maggio alle 20.30 è atteso invece Ma vraie vie à Rouen il capolavoro voyeristico dell’apprezzata coppia Ducastel & Martineau, già autori del toccante Drole di Felix. La pellicola ritrae la vita di un giovane liceale francese che, dopo aver ricevuto in dono una videocamera, inizia a documentare i dettagli della vita delle persone che lo circondano. Tra cui il suo professore di geografia, di cui forse è segretamente innamorato. Una storia emozionante e delicata sui tormenti della gioventù. In collaborazione con Emik.

Sabato sera da mezzanotte, infine, si festeggia nel Party per sole donne al Recycle Via Calabria 5 a Milano, e il Gayfilmfestival Party al Billy, in Via Circonvallazione idroscalo Milano park Fila dalle 0.30.

Le altre proiezioni di sabato 31 maggio (per il programma completo, visita il sito del Festival:

^SLUNGOMETRAGGI^s

ALICE
Sylvie Ballyot, Francia 2002, Beta, 48′
Alice ha 20 anni ed è innamorata di Elsa ma il ricordo di un’infanzia di abusi invade ancora il presente. Il matrimonio di sua sorella Manon scatena ricordi e odi repressi nei confronti di una struttura familiare che fa del silenzio una delle sua armi più forti. Un film che è un puzzle composto di tre elementi: la rabbia, la storia d’amore e i ricordi d’infanzia, ciascuno rappresentato attraverso tecniche e formati cinematografici diversi. In attesa del lungometraggio di esordio della promettente Sylvie Ballyot. Da non perdere.

DO I LOVE YOU?
Lisa Gornick, Regno Unito 2003, Beta, 75′
Una tesi sull’amore, un dottorato sul lesbismo, un saggio sulla crisi che ti assale verso la trentina. Nel cercare di capire la fine della sua relazione Marina, interpretata dalla regista Lisa Gornick al suo primo lungometraggio, intraprende un viaggio per rispondere a delle domande centrali: Perché sono lesbica? Cosa devo fare della mia vita? Meglio fare un figlio o fare un capolavoro? Cos’è un uomo nella vita di una lesbica, un modello o un desiderio segreto? A fare da contorno a questa serie di sketch dallo sfondo filosofico troviamo una serie di personaggi che accompagnano più o meno consapevolmente Marina nella sua ricerca. I suo genitori, comprensivi e moderni, la sua ex alle prese con fidanzata e amante, una giornalista etero che va a letto con le donne per scrivere di lesbismo sulla sua rubrica…Tra introspezione e ironia, tra luoghi comuni e sperimentazione, Do I Love You? è un film vivace e intelligente sull’essere lesbiche nel terzo millennio. Se il giovane Moretti fosse stato donna e inglese si sarebbe chiamato Gornick. Presentato Anteprima italiana dopo il recentissimo brillante esordio ai festival di cinema gaylesbico di Londra e Miami.

MA VRAIE VIE À ROUEN
Olivier Ducastel e Jacques Martineau, Francia 2002, 35mm, 102′
Etienne frequenta il liceo nella sua città, Rouen. La sua vita cambia completamente quando gli viene regalata una videocamera con cui inizia ossessivamente a documentare tutti i dettagli della sua vita e delle persone che lo circondano. Con il tempo la sua mania dà vita ad un avvincente video-diario in cui trovano spazio altri personaggi chiave nella vita di Etienne. Ludo, il suo migliore amico e compagno di scuola, sua madre, il suo professore di geografia, di cui forse e’ segretamente innamorato. Quest’ultimo viene inseguito e spiato da Etienne nei giri solitari che alterna agli allenamenti di pattinaggio sul ghiaccio in vista di una gara importante. La vita di provincia scorre ed Etienne arriva improvvisamente a chiedersi se l’amore tra due uomini è possibile. Chissà che alla fine non trovi una risposta…Quanti ricordi da riscoprire riflessi nello stupore degli intensi e curiosi occhi di Etienne! Dalla prolifica e apprezzata coppia Ducastel & Martineau, autori di Drôle de Felix. Una storia emozionante fresca e delicata sui tormenti della gioventù. Al di la’ del tempo delle famose mele. In collaborazione con Emik. Presentato al Festival di Toronto 2002. Anteprima italiana.

^SDOCUMENTARI^s

BLOSSOMS OF FIRE
Maureen Gosling e Ellen Osborne, USA 2000, Beta, 74′
Blossoms of Fire è un viaggio nella regione messicana dello Yucatan, luogo mitico dall’organizzazione sociale particolare. I suoi abitanti detestano la definizione di ‘società matriarcale’ ma secondo i nostri criteri occidentali è proprio così. Le donne, ‘guardiane degli uomini e distributrici di cibo’, vendono i prodotti della terra al mercato, fulcro della vita economica, mentre gli uomini sono contadini o artigiani. I costumi delle donne (in cui si ritrasse anche Frida Kahlo) hanno colori sgargianti, la loro etica del lavoro quasi di tipo calvinista si affianca ad una ricca tradizione di feste e danze. In questa società pacifica e immune dal sessismo non esiste discriminazione nei confronti di gay lesbiche e transessuali, spesso considerati delle benedizioni in famiglia. Un paradiso che difende la propria identità e la propria lingua, che lotta per l’eguaglianza economica e che è sempre più minacciato dall’avanzare della globalizzazione.

BROTHER OUTSIDER: The Life of Bayard Rustin
Nancy Kates e Bennet Singer, USA 2002, Beta, 84′
Bayard Rustin, pacifista afroamericano, iniziò la sua militanza nel Partito Comunista negli anni ’30, divenne discepolo della non violenza gandhiana e quindi renitente alla leva negli anni ’40, fu leader del neonato movimento anti-nucleare negli anni ’50, e tutto questo senza mai nascondere la sua omosessualità. Arrestato nel 1953 come ‘pervertito sessuale’, non interruppe la sua attività politica fino a diventare consigliere del giovane Martin Luther King. Nel 1963 Bayard fu l’organizzatore della storica Marcia su Washington, culmine della lotta per i diritti civili dei neri d’America.
Dalla personalità trascinate e dalla visione politica lucida, Bayard Rustin è uno dei molti personaggi i cui grandi meriti e contributi sono stati oscurati dal pregiudizio. Un documentario avvincente che ci ricorda ancora una volta come molti uomini e donne siano stati attaccati a causa del loro orientamento sessuale nonostante abbiano lottato a vantaggio di tutta la società.

Prezzo dei biglietti: Solo serata inaugurale Mercoledì 28 maggio 20.30 e 22.30 10 euro (riduzioni 8 euro sotto i 25 anni alle 22.30)
Pomeridiano 6.50 euro dalle 15 alle 20
Serale 1 film 8 euro alle 20.30 o alle 22.30
Serale 2 film 10 euro dalle 20.30 a fine programma
Giornaliero 14 euro dalle 15 a fine programma
Le proiezioni avranno inizio ogni giorno alle ore 15 presso il Cinema Pasquirolo di Corso Vittorio Emanuele II, 28 a Milano: tel 02 76020757

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