Dyke: movimentata storia di un gruppo di lesbiche americane

Nelle librerie la raccolta di fumetti della bravissima Alison Betchdel. Vent’anni di disegni su una comunità di ragazze omosessuali statunitensi e sul loro modo spensierato di vivere la sessualità.

Non è semplice recensire l’edizione italiana di “Dykes” di Alison Betchdel, per almeno tre motivi: il primo è che si tratta di un’opera corale con decine di personaggi di rilievo, il secondo è che parliamo di un’antologia che raccoglie il meglio di oltre venti anni di pubblicazioni e il terzo è che, leggendo “Dykes”, si mettono a fuoco tutti i limiti della comunità omosessuale italiana rispetto a quella statunitense. Correva l’anno 1983, quando una ventitreenne Alison Betchdel mandò una tavola di prova al periodico femminista Womannews, che decise di farne la tavola inaugurale della serie “Dykes To Watch Out For” (Lesbiche da tenere d’occhio).

Tuttavia il fumetto non ebbe un cast fisso di personaggi fino al 1987, quando la striscia iniziò ad essere pubblicata da vari periodici locali settimanalmente, permettendo a Alison di dedicarsi a tempo pieno ai fumetti a partire dal 1990, e facendo in modo che “Dykes To Watch Out For” diventasse il fumetto a tema lesbico più longevo mai realizzato (la sua serializzazione si è interrotta solo negli ultimi anni, per permettere a Alison di seguire le sue Graphic Novel autobiografiche: il grande successo “Fun Home” e l’imminente “Live Life”). Il grande successo di “Dykes” (questo è il titolo abbreviato dell’edizione italiana), sta tutto nella capacità di raccontare la vita di un gruppo di ragazze lesbiche, seguendone in tempo reale le vicissitudini, gli amori, i cambiamenti e i rapporti con il mondo circostante (che è esattamente quello in cui viviamo noi).

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All’inizio il personaggio principale della serie è Mo (abbreviazione di Monica Testa, personaggio in parte modellato sulla stessa Alison Betchdel). Lesbica femminista, politicamente impegnata, ha la tendenza a farsi problemi per tutto, dallo stato della sua vita sentimentale a quello della società consumistica occidentale. Col tempo però la storia si allarga, includendo altri personaggi altrettanto interessanti e sfaccettati. Ad esempio Lois McGiver è una vivace attivista "sex-positive" e drag king a tempo perso, che condivide l’appartamento con altre due protagoniste della serie (nonché sue ex): Ginger e Sparrow. Ginger Jordan è un bell’esempio di come in questa serie i personaggi crescono in tempo reale, infatti negli anni passa da studentessa a professoressa, mentre Sparrow è una ex New Ager poi ateista, che si definisce "lesbica bisessuale" e che nel corso della serie inizia una relazione con un uomo, Stuart Goodman, dal quale avrà un figlio di nome Jiao Raizel (o J.R.).

Poi abbiamo Clarice Clifford, avvocato ambientalista, maniaca del lavoro, (amante di Mo durante gli anni del college) è sposata con Toni Ortiz, commercialista e "donna di casa" con cui ha avuto un bambino, Raffi (abbreviazione di Rafael). Sydney Krukowski, invece, è la yuppie amorale e accademica che diventerà la donna della vita di Mo. E non bisogna dimenticare Jezanna Ramsay, manager della libreria gay e lesbica Madwimmin Books in cui hanno lavorato per buona parte della serie Mo, Lois e Thea, lesbica ebrea e precedente amore di Sydney, ora affetta da sclerosi multipla. E questa, per inciso, è solo una parte del cast che anima le pagine di Dykes, facendone un mosaico affascinante e coinvolgente di vite e storie che si intrecciano e si influenzano a vicenda, fra gioie e tristezze, alternando momenti commoventi e umorismo raffinato. Alla fine è impossibile non affezionarsi a Mo e alle sue amiche, davvero credibili e "vere", ma soprattutto è difficile accettare che il loro modo dinamico e consapevole di vivere l’omosessualità sia così lontano dallo standard italiano.

Allo stesso modo dispiace che l’edizione italiana (uscita per Rizzoli) manchi quasi del tutto delle necessarie note di approfondimento per comprendere appieno i riferimenti culturali e lo slang lgbt presenti nel testo, così come lascia perplessi il fatto che un asterisco dopo il titolo Dykes in copertina rimandi ai sinonimi "lesbiche/lelle/invertite". Premesso che Dykes è un termine impossibile da tradurre letteralmente (sarebbe qualcosa tipo "ragazzaccia/lesbica/maschietta"), era davvero necessario includere il termine "invertite"? Ed inoltre la prefazione di Melissa P. (molto bella e pertinente), sembra essere segnalata in copertina proprio nella speranza di attirare il pubblico tramite l’associazione di idee lesbiche/Melissa P., e anche questo non è molto elegante. Speriamo almeno che un eventuale buon successo di questo volume solleciti l’edizione italiana di altre serie a tematica lgbt altrettanto valide, e che magari puntano sulla vita degli omosessuali maschi (come Wendel di Howard Cruse e Leonard & Larry di Tim Barela). Attendiamo fiduciosi.

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di Valeriano Elfodiluce