FUMO SUL GIALLO VERSACE

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Chi vuole nascondere la verità sulla morte dello stilista calabrese? Cosa c'è dietro il suo omicidio? Un libro Mario Guarino prova a lanciarsi in una ricostruzione. E rivela...

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Gianni Versace, lo stilista che aveva imposto al mondo glamour della moda internazionale il logo con la mitologica Medusa, una delle tre figlie dei mostri alati Forco e Ceto, viene assassinato martedì 15 luglio 1997 a Miami, al 1116 Ocean Drive South Beach, indirizzo della splendida villa Casuarina in Florida acquistata nel 1992. Stava rientrando dopo la consueta passeggiata mattutina. Al momento del tragico epilogo della vita dello stilista, nella villa vivevano Antonio D’Amico, compagno da molti anni di Gianni, e Thomas, colui che gestisce con cura e devozione la splendida abitazione poggiata sulle dorate spiagge dell’Atlantico. A sparare i due colpi mortali è Andrew Philip Cunanan, un “marchettaro” inserito tra i “wanted” della polizia americana con una taglia di 10 mila dollari.
Come sempre avviene in omicidi che coinvolgono personaggi noti, anche la morte di Gianni Versace è seguita da strascichi di illazioni, presunte testimonianze, ricostruzioni di ogni genere che aggiungono nuovi interrogativi a quelli esistenti. I mille perché rincorrono e chiedono risposte inedite che, alla fine, ritornano con altrettanti perché, e formano quel velo magico che gli addetti ai lavori chiamano “giallo”, destinato a non chiudersi con alcuna verità certa (sempre che ne occorra e ne esista qualcuna).

Su Gianni Versace ci prova Mario Guarino, per anni inviato della casa editrice Rusconi, collaboratore di diversi periodici e autore di saggi, come il best-seller Berlusconi. Inchiesta sul signor TV (Editori Riuniti; Kaos, 1994). “Versace versus Versace – La biografia di Gianni Versace” è l’ultimo libro di Guarino, dato alle stampe da Fabio Croce, un editore-scrittore romano, curatore di sette collane librarie, cresciuto tra pile e scaffali di volumi nelle librerie di famiglia. Guarino non si occupa solamente della figura di Gianni, della sua vita e della sua morte, ma tenta di raccontare la dinastia dei Versace. A partire dal padre Antonino e dalla madre Francesca Olandese, due persone umili e generose che vivono a Bovalino, a circa settanta chilometri da Reggio Calabria, e degli enormi sforzi economici affrontati per far studiare Gianni, il fratello Santo e la più piccola Donatella.
Gianni, registrato all’anagrafe Giovanni Maria, abbandona presto gli studi per seguire mammma Francesca nel suo atelier casalingo e carpirne segreti, avere dimestichezza con stoffe e cuciti che faranno più avanti la fortuna sua e dei fratelli. “L’influenza della signora Versace sul suo secondogenito” racconta Guarino, “a cui aveva trasmesso l’amore per l’estetica e il gusto dell’arte, finirà ovviamente per lasciare in Gianni un segno indelebile”. Gianni ha screzi con Santo, ma rimane legato alla sorellina Donatella. Per lei, dirà poi, ha cominciato a inventare i primi vestitini.
A vederlo così, il libro di Mario Guarino sembrerebbe un idillio e un omaggio verso la famiglia. La lettura invece risponde alla dicitura ai piedi della copertina: “Tra contrasti in famiglia, sesso e miliardi, la vita di uno stilista geniale. I retroscena segreti di una fine violenta”. Quali contrasti? Da dove arrivano i miliardi, che per Guarino, non sempre sono solo il frutto del prezioso lavoro? L’autore del libro narra le vicende della nascita e dello sviluppo dell’impero dei Versace, citando alcune testimonianze e suggerendo aiuti “miracolosi” da personaggi dell’alta finanza inquisiti per altri fatti. La “Givi Two”, la prima srl dei Versace, nel luglio del 1981 decreta un aumento di capitale da 20 milioni a 1 miliardo di lire, trasformando la srl in Finanziaria Versace Spa. Guarino preme sull’accelleratore, dichiarando di aver scoperto qualcosa, e non poco, su chi sottoscrisse il vertiginoso aumento di capitale della holding di Versace, preferendo però poi rimanere nell’ombra.
Tra i tanti fatti riportati nel libro si racconta del tentativo di trafugare la salma paterna a scopo di estorsione e di rapporti con boss della malavita organizzata. E poi la Milano craxiana “arraffona e tangentista”, le battaglie tra lo “spendaccione” Gianni che adorna le sue case di reperti archeologici preziosissimi (una statua di Dioniso, dio greco del vino e della felicità, era stata posta nella camera da letto in modo da poterla contemplare nei momenti di riposo e intimità), o la smodata passione condivisa con Donatella per i gioielli, mentre il più attento Santo cura le finanze della famiglia. Eppure, pur ricco di cifre e date, il libro di Mario Guarino lascia molte ombre. Quella storia dei coca party, ad esempio, sembra uscita più dalla fervida immaginazione di un Micael Cimino che da un saggista come Guarino. Molti fatti sono più suggeriti che supportati da prove provate, col rischio che gli episodi narrati somiglino più alla scrittura scandalistica.
Nell’insieme, perde pathos la dichiarazione di omosessualità che Gianni fa a Silvia Giacomoni quando la giornalista gli chiede come incide l’omosessualità nel suo lavoro e, come mai ci sono tanti gay nella moda. La cristallina risposta di Versace ricompone la figura di un personaggio di successo, che ama gli uomini “senza porsi problemi” e ha “amore per la figura della donna”. Gianni, comunque, è rimasto legato per quindici anni ad Antonio, con il quale, secondo alcuni rapporti della polizia di Miami, ogni tanto incontrava prostituti per rapporti sessuali. Dov’è lo scandalo? Sospetti, per il resto, ne rimangono tanti. Come la cremazione fatta fare dalla famiglia con una fretta esagerata. La morte di Cunanan, suicida in un’houseboat, ha lasciato perplessi anche investigatori dell’epoca. Più incisiva la storia del detective Frank Monte che dichiarò di essere stato assunto da Gianni per recuperare 5 libri contabili, libri che avrebbero provato i legami con la mafia, e che lo stilista gli confidò di voler denunciare un riciclaggio di denaro dentro la sua multinazionale. Riciclaggio iniziato dopo che, a detta di Monte, Gianni era stato emarginato dalle attività commerciali del gruppo. Il succo più apparentemente ghiotto è la citazione di parti del libro “The Spying Game” scritto da Monte e fatto sequestrare dai Versace in Australia. Il lato debole, su questo succo, è che Monte riferisce cose che gli sarebbero state dette da Gianni, ma non esibisce prove!
La complessità del caso, comunque, dovrebbe indurre cautela e a non far sposare alcuna tesi, se non quella dei misteri mai chiariti. Insomma, un bel giallo! E un libro da leggere.

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Mario Guarino
Versace versus Versace – La biografia di Gianni Versace
Fabio Croce Editore, 15 euro
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di Mario Cirrito

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