Gender Fluid: quando sei sia un uomo che una donna

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Quando si rifiutano le identità binarie di maschio e femmina.

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Cosa si intende per gender fluid? Con questo termine si identificano quelle persone che non si sentono né uomo né donna. O Meglio: quando ci si sente rappresentanti da entrambi i generi binari, ma si rifiuta l’ideologia di appartenere all’uno o all’altro. Si rifiuta insomma il concetto di due generi, semplicemente per il fatto che ci si sente rappresentanti da entrambi. Una persona gender fluid (o gender queer) si sente “a volte” un ragazzo e “a volte” una ragazza.

Una persona gender queer appartiene a un terzo genere, attraverso il quale si può identificare come maschio e femmina contemporaneamente, ma anche con nessuno dei due. In questi casi, l’interessat* può decidere se procedere a riconoscersi in un solo genere e iniziare la terapia ormonale e le conseguenti operazioni chirurgiche, ma anche semplicemente mostrarsi come preferisce, a seconda della sua volontà.

Il gender fluid: moda o necessità di non identificarsi?

Rosita Borlimi è la vicedirettrice del corso di Psicologia Clinica alla Sigmund Freud University di Milano e coordina il progetto fluIDsex.  Questa piattaforma si rivolge ai ragazzi che non sanno identificarsi in un genere, che secondo uno studio di YouGov del 2016 riguarda il 43% dei ragazzi europei e statunitensi dai 18 ai 24 anni.

La dottoressa Borlimi ci tiene poi a sottolineare che i ragazzi di oggi rifiutano le etichette di maschio e femmina, rivendicano di nuove. Inoltre, precisa, il gender fluid “riguarda l’intera identità sessuale“. Cosa significa questo? Che riguarda il genere di una persona, ma anche il legame affettivo con un o una partner e i rapporti sessuali.

In qualche modo sono esattamente nel mezzo […] nella mia immaginazione è come prendere il meglio da entrambi i sessi“. Queste parole sono dell’attrice Ruby Rose (ha recitato nella terza stagione di Orange Is The New Black) e si definisce gender fluid. Per spiegare il concetto, ha anche girato un cortometraggio (disponibile su YouTube), intitolato “Break Free“. In questi 5 minuti, si capiscono le difficoltà di una persona nel non sapersi identificare.

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