Maurizia Paradiso a briglie sciolte: “Mi sono tagliata l’uccello, non il cervello!”

Maurizia Paradiso è tornata a briglie sciolte. Sentite cosa ha da dire sul gay pride, su Amanda Lear, Luca Barbareschi e su “quell’assassino” del suo ex marito.

È di ieri sera la notizia che Maurizia Paradiso è stata nuovamente ricoverata per un intervento al fegato. Mentre le facciamo gli auguri più pronta guarigione, ecco un’intervista che ci ha rilasciato pochi giorni prima di tornare in ospedale.

Oggi 2 Ottobre, Maurizia Paradiso è stata ricoverata dal Dottor Pioltelli, primario del reparto ematologia del San…

Pubblicato da Maurizia Paradiso su Domenica 2 ottobre 2016

Maurizia Paradiso non ha paura. Non ha più paura e forse, sentendo come parla e quel che dice, non ha mai avuto paura. Nonostante una grave malattia, non del tutto superata, la crisi e un periodo non propriamente fortunato, la celebrity più trasgressiva del panorama televisivo italiano non si ferma e, al grido di “Tesoro: guarda che io mi sono tagliata il cazzo, ma non il cervello”, la Paradiso si racconta come non ha davvero fatto mai su passato, presente e futuro, ma anche sul gay pride, sulla sua transizione, su Amanda Lear, sulla pena di morte, e sui suoi momenti bollenti con Luca Barbareschi.

Maurizia, lei che la vita la conosce davvero: cos’è la trasgressione?

La Trasgressione è la chiesa, con l’80% di preti omosessuali, taluni anche pedofili, che condanna l’unione tra due persone dello stesso sesso, quando poi, tra l’altro, loro sono i primi a sposarsi con Dio. La trasgressione è una vecchina che viene abbandonata dai figli e sono anche io che, da sette lunghissimi anni, sono single. Una trans, come me, single. Se posso esser precisa lo sono dal 28 dicembre del 2009, dopo che mandai fuori casa, in pigiama e ciabatte, a meno cinque gradi, il mio ex Roberto. In pigiama e ciabatte lo trovai e, in pigiama e ciabatte, lo lasciai.

Trans?

Io non sono come Amanda Lear, che va in giro a 80 anni a chiedere i tampax. Una volta lavorò con me, in una discoteca di Rimini, e mi chiese se potevo prestarle uno di questi assorbenti interni perché aveva le sue cose. E sa cosa le risposi?

Posso dirle che ho quasi paura di conoscere la sua risposta?

Fa bene. Gli dissi: “Che ti sei cagata addosso che hai bisogno di un tampax?”

E lei?

Cominciò a blaterare: “Ma Maurizia, guarda, sei tremenda!” Mettersi a fare la donna, con me, che sono come il diavolo per chi fa finta di essere quello che non è. Io sono una transessuale e ci tengo a precisarlo, perché voglio essere amata per quello che sono.

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Mi scusi: ma chi ricorre all’intervento definitivo non diventa, a tutti gli effetti, donna?

Non si diventa mai donne e lo dice una che si operò, a Londra, il 31 ottobre del 1978. Da quando mi sono operata ho sviluppato, incredibilmente, una mente imprenditoriale maschile. Mente che prima non avevo, o quantomeno che non avevo così sviluppata.

Nella sua vita ha fatto di tutto, eppure c’è qualcosa che oggi, col senno di poi, non rifarebbe più?

Non saprei. Forse tornerei indietro ed eviterei di rifiutare, a priori, cene di lavoro. Penso di essere l’unico esempio, in Italia, a non aver lavorato dietro favoritismi sessuali..

Lei è senza dubbio un personaggio che starebbe bene in qualsiasi contesto televisivo. Posso chiederle come mai, sino ad oggi, non l’abbiamo mai vista in un reality?

Tutti mi vorrebbero in qualche reality. Tutti. Pensi che l’anno scorso dovevo addirittura fare l’Isola dei Famosi, poi non se ne fece più nulla. Lo stesso per La Talpa. Anni fa, il marito della Cuccarini e la sua Triangle Production, mi volevano a tutti i costi, poi non andò più in porto, nonostante la paga fosse anche bassissima. Credo che abbiano paura che io bestemmi in diretta. Chissà perché continuano a chiamare la Marini. Forse sarà ammanicata politicamente parlando? Avrà preso duecentomila euro, quando io, vivo sola, sono malata, mi hanno persino classificata come inabile al lavoro perenne e campo con 286€ al mese di pensione.

Le sarebbe piaciuto fare il Grande Fratello e condividere, magari, lo stesso tetto assieme a Valeria Marini e Pamela Prati?

Certo: Valeria Marini, poverina, ma che le è successo? Sembra una macchina agricola dell’Iveco, mentre Pamela Prati la trovo una donna meravigliosa. Scherzi a parte, anche Valeria è una donna simpatica e spiritosa. Piuttosto, quanti anni ha la Valeriona nazionale?

Ne dichiara 49..

Allora ne avrà almeno 54/55. La prego: guardi me. Vado in onda con Vizi Privati su RTB Network, tutti i mercoledì, dalle 23 a mezzanotte e, nonostante i miei sessantuno anni, sono una figa.

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Rileggendo la sua biografia, uscita nel 2007, apprendo che ha passato dei momenti bollenti assieme a Luca Barbareschi. Si è mai chiesta come mai questa notizia, nonostante fosse riportata nel suo libro, non sia mai uscita?

Luca che amore: mi fece chiamare lui per recitare assieme. Eravamo giovanissimi. Non è gay Luca, eh? A Luca piace il bello. Con lui feci un film, Romance.

Che ricordo ha di quei momenti insieme al Signor Barbareschi?

Non sono stati momenti bollenti, ma momenti piacevoli. Ho solo dei bei ricordi e schizzate infinite.

Il suo libro si doveva chiamare Quella puttana da mia madre, poi optò per I Travestiti vanno in paradiso. Come mai questo cambiamento?

Pensi che quel libro non ho mai avuto il coraggio di rileggerlo. Ora ho un secondo libro, pronto, ma sto cercando un editore, perché a loro non lo darò mai più. Con cinque ristampe, non presi neanche quattro mila euro. Aveva ragione Gianfranco Funari: “con i libri non si guadagna niente!”. Nel mio nuovo libro parlerò anche del mio matrimonio con il figlio di un noto politico svizzero, Claudio Tajana. Ci lasciammo, definitivamente, dopo che scoprii che investì un giovane ragazzo, senza farsi neanche un giorno di galera. Lo schifai. Ho sposato un assassino!

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Alcune ex trans, si sono pentite del loro intervento definitivo. Lei, ad oggi, ha fatto pace con il suo corpo?

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Io, con il mio corpo, litigavo anche quando avevo l’uccello. Pensi un po’. C’erano delle notti in cui tiravo il mio pene, puntandogli, davanti, delle forbici. Quando rivedo Il silenzio degli innocenti, rivedo quella che sono. Ad ogni modo, con la mia vagina, io, godo. Lo psichiatra di allora, cercò in tutti i modi di dissuadermi dall’intervento definitivo, ma io ero convinta della scelta che stavo per fare. Mi dicevano, poco prima di operarmi, che con l’intervento che avrei fatto, avrei avuto comunque il mio orgasmo prostatico.

Faccio fatica a capire..

Mi hanno rivolto il pene all’interno e lasciando mezza zona cavernosa. E’ come se avessi  una mezza erezione al contrario. La persona che mi penetra è come se mi facesse una sega al contrario, ecco. Posso fare un appello alle giovani trans?

Prego..

Non prendete gli ormoni femminili o, quantomeno, fate attenzione. A me il cancro è venuto per tutte le medicine prese ed io sono stata fortunata, mentre molte altre, no.

 

Piuttosto, molte transessuali si sento discriminate dal mondo gay. Lei ha mai avvertito questa sottile ironia tra due mondi così vicini?

I gay sono, prima di tutto, persone e, in ogni società che si rispetti, c’è sempre la mela marcia. Mi è capitato di assistere a battutine sterili da parte di certi gay, nei confronti delle trans, ma se posso, per me, quelli non sono gay. Sono checche. Io, ad esempio, come trans, non provo simpatia per le checche. Per quelli che vanno in giro con la nota borsa di L.V. e che scheccano in giro per le strade. Loro non sono l’orgoglio di nessuno. Ad esempio, io, non vado mai al Gay Pride. Lo trovo controproducente.

In passato fece molto discutere la sua apertura verso la Lega Nord. Oggi, politicamente parlando, il suo cuore dove batte?

Io simpatizzavo per la Lega Nord e feci addirittura la tessera che pagai, se non erro, cinquanta euro. Ero d’accordo con il Federalismo che loro volevano fare, non di certo sull’omofobia dei leghisti. Ai tempi simpatizzavo anche per Berlusconi, poi iniziò a fare battute scomode e smisi di seguirlo. Anche se poi, col tempo, si è ripreso. Pare che abbia il gene dell’omosessualità in famiglia. Comunque, oggi, mi piace Salvini, soprattutto per l’aspetto dei migranti. Qui, se non ci sbrighiamo, verremo sommersi e il nostro Paese verrà comandato dal Partito Islamico. Il nostro Governo dovrebbe fare come altri Paesi. Se non rispettate il confine, bombardiamo.

E lei sarebbe d’accordo sul bombardamento?

Sì, assolutamente. Se non possono passare le acque territoriali, che non le passino, no? Io sono anche pro pena di morte.

Ho capito bene?

Lo so che ora perderò un sacco di consensi, ma io sono per la pena di morte, per i casi di omicidio di primo grado e nei casi di assassinio. Alla Franzoni, ad esempio, non do la pena di morte, ma l’ergastolo, perché malata.

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Ha fatto molto parlare la sua malattia. Oggi come sta?

Insomma, la leucemia è regredita, ma aspetto di essere ricoverata in ospedale perché ho ancora tre lesioni al fegato. Ho fatto una cura, per tre mesi, che alla Regione Lombardia è costata trentamila euro.  Gli ospedali non hanno soldi, aiutate l’Onlus Luce e Vita. La cosa che mi ha fatto più male, oltre alla malattia stessa, è stato il fatto di esser stata abbandonata da tutti. L’unico che veniva regolarmente, mi derubò..

Prego?

Mentre stavo male, sono stata derubata da un mio fan che io consideravo un amico. Ma la storia è molto lunga. Sono stata costretta ad iscrivermi su un sito di escort, ma grazie a Dio, i miei clienti, non mi chiedono prestazioni. Mi vogliono aiutare perché sono miei sostenitori da sempre.

C’è chi sostiene che si possa guarire da certi mali solo con l’aiuto della positività interiore. Pensa che siano tutte cazzate o che ci sia un fondo di verità?

Sono dei ciarlatani. Sicuramente la positività serve, ma senza la medicina, non si va da nessuna parte.

Cosa le manca oggi?

Mia madre, anche se poi è stata lei a chiedere al giudice di non volermi vedermi più.

E perché?

Lei non si perdona di aver messo al mondo un figlio come me; mi ha sempre chiamato frocio, culattone e travestito.

Ma si è mai chiesta come mai?

Certo: lei perse la testa per un uomo, il Sandrone, con il quale ebbe anche un figlio (Massimiliano, ndr). Sandrone, dopo diverso tempo, scappò via e la lasciò per una transessuale. Quindi, da quel momento, lei ha riversato tutto il suo odio sulla sua figlia trans. Non la perdonerò mai, sono un cancro, ascendente cancro.

 

6 commenti su “Maurizia Paradiso a briglie sciolte: “Mi sono tagliata l’uccello, non il cervello!”

  1. Severa ma giusta Maurizia. Purtroppo è vero, come lei stessa afferma, che si diviene impopolari per il solo fatto di esprimere delle libere opinioni su immigrati, zingari e musulmani! Questo è il vero integralismo ideologico che mi spaventa: trovo molto più fascismo e privazione di libertà nella forma mentis e nell’atteggiamento sociale che l’Italia al tempo del politically correct e dei social network tenta di imporci perennemente.
    Parlo di quel fascismo ideologico secondo cui zingari, immigrati clandestini, musulmani integalisti e qualunque minoranza debba essere protetta e ritenuta intoccabile anche se commette azioni illegittime, illegali o immorali, e chiunque proferisce parola contro una qualunque minoranza viene tacciato di intolleranza! Non siamo più legittimati ad opinare su qualsivoglia minoranza sociale, politica o religiosa perché esse sono diventate tutte automaticamente ed inoppugnabilmente sacre e intoccabili. E chi si macchia del reato di opinare viene etichettato e boicottato.
    A tutti coloro che si ergono a difensori accaniti di questa categorie, manderei a vivere in casa immigrati, zingari e musulmani. Vorrei vedere se poi restano tanto idealisti come lo sono su Facebook.

  2. Ma complimenti, non è omofoba ma vorrebbe bombardare chi emigra. Paladina della libertà, non c’è che dire… e te credo che andava d’accordo co’ Barbareschi…
    Si chiama “ignoranza”, ormai è uno stile di vita, essere coatti. La voglia dell’uomo forte, una certa violenza nell’espressione, questo lagnoso mantra del “abbasso il buonismo, non sono ipocrita” (io buonista invece sarei falso?), hanno rotto i coglioni. Vabbe’, ad ognuno ciò che merita e vuole, se vuoi il coattume, prenditelo. Io con te non vorrei mai avere a che fare, però.

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