DOLCENERA: CANTERO’ CON LA BERTÈ

Concerto di chiusura della vincitrice di ‘Music Farm’ il 21 agosto al Versilia Mardi Gras. “Con Loredana abbiamo preparato 4 pezzi per voi”. Il rapporto con i reality e con le donne.

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PISA – È lei stessa a dare la notizia ufficiale: sul palco del Friendly Versilia Mardi Gras 2005, a Torre del Lago la sera di domenica 21 agosto, insieme a Dolcenera ci sarà Loredana Bertè con cui l’energica cantante vincitrice di Music Farm ha stabilito un solido legame di amicizia. Il concerto di Dolcenera & Friends chiuderà la settima edizione del Mardi Gras versiliese, che parte il 17 con il concerto dei Village People. E sarà una chiusura alla grande: Dolcenera, che ha spopolato con il suo ultimo album Un mondo migliore, è amatissima dal pubblico di Torre del Lago, che l’ha accolta già più volte in zona, come racconta lei stessa.

Manu, ormai sei una habitué di Torre del Lago…

Ogni volta che vengo lì è una festa. Nel 2003 avevano preso “Siamo tutti là fuori” come sigla dell’estate del Mama Mia. Quest’anno, nel 2005 ho presentato per la prima volta il mio album lì. La prima serata l’ho fatta lì, con tre canzoni del mio album. Ed è stata la solita festa, la solita voglia di divertirsi ma insieme anche con un po’ di voglia di riflettere. Io ho notato questo ogni volta che sono venuta là. Secondo me hanno preso “Siamo tutti là fuori” come sigla perché in qualche modo quella canzone raccontava la voglia di divertirsi ma anche l’introspezione del perché uno ha voglia di star fuori fino alle sei o va in giro ogni notte.

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Quest’anno sul palco ci saranno con te alcuni amici importanti; puoi farci qualche anticipazione?

Ci sarà Loredana Bertè e faremo insieme quattro canzoni. Ovviamente faremo Sei bellissima insieme. Te ne posso dire un’altra: Il mare d’inverno. La faremo insieme piano e voce. Loredana dopo questo invito l’ha presa subito bene, perché conosce il mondo gay, ha detto ‘ma loro son simpaticissimi, prepariamoci’. E noi ci siamo preparate, abbiamo studiato e abbiamo messo su quattro pezzi insieme.

Tu hai sempre parlato del potere che la musica ha di aiutare il mondo. Come pensi che una canzone possa intervenire su questa situazione piena di discriminazioni, di guerre di terrorismo?

Io credo che i cantautori sono dei privilegiati perché hanno la possibilità di rendere pubblico il loro pensiero. Ma questa possibilità deve essere tradotta in un obbligo di portare avanti dei messaggi in funzione di una coscienza collettiva. Che esiste ancora, che c’è. Io credo che la musica possa servire come coscienza collettiva, come identificazione in un messaggio, in un pensiero. Per condividerlo, perché la musica è condivisione. E condividerlo vuol dire prendere una parte che spesso nella vita di tutti i giorni non si prende. Però in realtà se tu senti una canzone che identifica il tuo pensiero e nella quale tu ti identifichi allora il tuo pensiero diventa manifesto e diventa condiviso.

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Tu hai attraversato alcune delle manifestazioni considerate tra le più artefatte del mondo dello spettacolo: Sanremo, i reality show… Come ti ha cambiato tutto questo?

Uno prende delle occasioni che gli capitano. Sanremo, la Music Farm sono state due possibilità che mi sono state offerte. Ce ne sono state altre, ma altre ancora non le ho trovate. Uno comincia a giocare in un campionato, e comincia da lì perché così ha la possibilità di farsi conoscere. Poi uno va avanti; se però hai la possibilità di sfruttare queste occasioni, perché non farlo? Dici: io vado lì ma io sono me stessa e non mi faccio condizionare.

Rifaresti Music Farm l’anno prossimo?

Non credo che si possa fare due volte, ma conoscendo il risultato finale lo rifarei. Se non lo conoscessi, forse no perché alcune volte mi sono sentita scomparire là dentro.

Parliamo delle tematiche gay. Cosa pensi della legge spagnola sul matrimonio gay, incluso il diritto di adozione per le coppie dello stesso sesso?

Io credo che chiunque abbia dell’amore da dare a dei bambini che sono soli, deve avere il diritto di poterlo fare. Quindi anche i gay.

Hai mai ricevuto una dichiarazione da una donna?

Sì. È stata una cosa normale, come se me l’avesse fatta un uomo. È comunque una questione di natura. È naturale essere etero come essere omosessuale.

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Tu come intendi la relazione di coppia?

Dipende, se trovi la persona giusta la intendo come essere una persona sola. L’esser eumano in realtà cerca l’amore in giro per trovare qualcuno che lo capisca e quindi la complicità. Quando trovi la persona giusta, alla fine la relazione è essere una persona sola…

Ma sei fidanzata?

Sì.

In bocca al lupo… Ti propongo un gioco: io suggerisco una coppia di scelte alternative e tu mi dici cosa scegli e in una frase il perché. Cominciamo dalla musica: Beatles o Rolling Stones?

Beatles, perché hanno inventato tutto.

Mare o montagna?

Mare, perché sono terrona. Per una questione di cultura.

Il fuoco della passione o la sicurezza di un nido?

La sicurezza di un nido.

Uomo o donna?

Tutti e due.

Dolce o Nera?

Oddio…(ride) Ti rispondo con la parola SIAE. È la Società dei diritti d’autore, e rifiuta i nomi composti come nome d’arte. E quando io ho cercato di iscrivermi alla SIAE con questo nome mi hanno fatto un po’ di storie, ma alla fine l’hanno accettato. Ho lottato per avere Dolcenera con la SIAE e quindi ora non sono disposta a scegliere tra le due.

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foto di Carlo Baldacci

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