Scannarsi con i propri amici come sui social, l’aggiornamento del gioco di Immanuel Casto

Frustrazioni, bias cognitivi, reati da estendere universalmente, caro-affitto e chi più ne ha, più si indigni: "Non si può dire niente - Indignazioni perenni".

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Immanuel Casto - Non si può dire niente - Indignazioni perenni
Immanuel Casto - Non si può dire niente - Indignazioni perenni
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Di Immanuel Casto non ne abbiamo mai abbastanza. Dopo aver ripreso la sua rubrica “C’è Posta per Casto” su Gay.it e aver annunciato il suo tour di monologhi teatrali “Non erano battute”, l’uomo che non vedrà la Casa del Grande Fratello neanche ora che i Berlusconi e Signorini vorrebbero rendere il reality più intelligente, ha annunciato un aggiornamento al suo gioco “Non si può dire niente“, pubblicato la prima volta nel 2022 e oggi arricchito di nuove, smaglianti provocazioni.

Immanuel Casto - Non si può dire niente - Indignazioni perenni
Immanuel Casto – Non si può dire niente – Indignazioni perenni

Nato da un’idea di Immanuel Casto, “Non si può dire niente” è un game che si prende gioco delle indignazioni volatili che oggi affliggono i social network. Ciascun giocatore, nel rispetto del proprio ruolo assegnato dalle carte, è chiamato ad esaminare gli indizi e le segnalazioni forniti dagli altri giocatori – come se stesse osservando l’area commenti di un post – per capire quale sia il motivo per cui tutti sono indignati. Ora alle indignazioni che sui social durano poche ore, il party-game aggiunge ora le ormai conclamate indignazioni perenni. Quelle che in un certo senso stanno diventando corpo di un nuovo fronte di reazione (se questo fosse un articolo politico, parleremmo dei reazionari, e in effetti a ben pensarci questo articolo è più politico di quanto si possa pensare).

Immanuel Casto - Non si può dire niente - Indignazioni perenni
Immanuel Casto – Non si può dire niente – Indignazioni perenni

Non si può dire niente – Indignazioni perenni (2023)

Oggetto dell’aggiornamento sono le indignazioni perenni, che animano per l’appunto le “nuove carte indignazione”, veri e propri input che metteranno i giocatori nella condizione di doversi barcamenare tra politcally correct, cancel culture, teorie gender e tutti quei temi controversi e divisivi che flagellano la contemporanea vita socialnetworkista di oggi. In questo modo, come spiega lo stesso Casto:

“potrete scannarvi con i vostri amici”

Cos’è, cosa non è la cancel culture e come la usano contro di noi (di Riccardo Conte)

Hai aperto i social e anche oggi nuovamente divampa l’indignazione” spiega Casto “ma tu non hai ancora capito cosa infiammi opinioni e fegati e non puoi accettare di vivere nell’ignoranza, nonostante sia quello che fai abitualmente“.

Tra indizi e commenti che celano frustrazioni, bias cognitivi, reati da estendere universalmente, caro-affitto e chi più ne ha, più si indigni, il party-game “Non si può dire niente – Indignazioni perenni” vi metterà nella condizione di taggare le altre persone al tavolo, esprimere “mi piace” o “non mi piace”, e ovviamente impersonare vari ruoli. C’è il cittadino indignato e c’è il cittadino onesto, il troll incapace che flamma senza ritegno e si fa espellere da tutte la pagine Facebook possibili e c’è il tuttologo.

Ideato da Immanuel Casto e Dario Massa, illustrato da vari artisti tra cui il collettivo Acid Free, realizzato con Studio Supernova, il gioco sarà disponibile in anteprima al Lucca Comics & Games 2023 che ci sarà dal 1° al 5 Novembre.

Immanuel Casto - Non si può dire niente - Indignazioni perenni
Immanuel Casto – Non si può dire niente – Indignazioni perenni

 

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