Posta Svagata: Come parlare senza ferire?

Come faccio a parlargliene senza ferire i suoi sentimenti?

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Una delle mie più care amiche non sta passando un bel periodo (è fuoricorso, si sente indietrissimo in un contesto ormai imputridito dalla cultura della fretta e della competizione; cerca di superare la rottura di una relazione – non tanto sana – da ormai un anno; vive in una casa priva di amore). Io amo ascoltarla, cercare di dar conforto e aiutarla nei momenti peggiori; cerco sempre di dirle la cosa che più si allontani dall’area grigia dello sbaglio perché trovo sia più facile che “consigliare” di fare la cosa giusta (posso dirle “okay se ti senti così cerca di *non* fare questo almeno” – ha senso? Spero di sì); ma ogni volta finiamo sempre per parlare della sua situazione e questa cosa mi sta lentamente portando all’esasperazione: lei stessa sa di avere gli strumenti e la possibilità di cambiare e migliorare la sua condizione, ma preferisce continuare a lamentarsi e a utilizzare un linguaggio negativo e pessimista che purtroppo non fa che rovinare l’atmosfera generale, facendo sentire tutte a disagio. Mi sento una vera merda a dover riconoscere che questa mia amica ha evidenti problemi e ne parla con noi perché cerca persone con cui confidarsi e noi in quanto amiche siamo più che disponibili a farlo (è una cosa ovvia, mi aspetterei proprio questo da un’amica) ma il suo costante malessere che non vuole assolutamente abbandonare è ormai troppo da sopportare e adesso sono arrivatə al punto in cui inizio a sentirmi male perché non sono prontə all’ennesimo pianto addosso con conseguente gruppo di supporto e conclusiva affermazione di lei “giuro che farò [cosa che effettivamente la farebbe star bene]” per poi non farlo. Il mio problema è: come faccio a parlargliene senza ferire i suoi sentimenti? Penso che abbia bisogno di fermarsi, cercare di trovare le sue priorità e lavorare su questo, gli strumenti li ha, io ci sono per lei, e allora come faccio a dirglielo?

In una puntata di Girls (serie HBO sbertucciata in Italia, ma fenomeno di culto oltreoceano) Adam Driver ad un certo punto dice a Lena Dunham: “Non mi interessa quello che hanno da dire le tue amiche” e lei risponde “Non interessa nemmeno a me. Ma è proprio questo il punto dell’amicizia”.

Qualunque sia la tua opinione su Lena Dunham, quella frase ce l’ho ancora stampata in fronte ogni volta che unə miə amicə diventa insopportabile. Non è un passepartout per rapporti tossici o persone che non vanno bene per noi, ma significa prendere atto che a volte anche le persone che amiamo possono essere uno scoiattolo appeso alle mutande.

Ci sarò sempre per te, ma che succede quando restarti accanto diventa una croce per ogni persona coinvolta? A volte i nostri problemi diventano il centro del mondo, inglobano ogni interazione come se esistessimo solo noi e fossimo lə unicə a stare male. La soluzione non è immediata e non tuttə vogliono ritirarsi in una baita isolata tra i monti a riflettere su sé stessə: così un amicə non è solo una spalla su cui piangere, ma anche un cassonetto dove svuotare tutti i nostri narcisismi e idiosincrasie.

Lo so che risulterà molto banale, ma anche le tue emozioni sono valide: stanchezza e fastidio fanno parte del pacchetto di ogni essere umano. Non vanno sbattute in faccia, ma nemmeno archiviate in funzione delle esigenze di qualcun altrə. Non sei una merda e neanche un bidone dell’indifferenziata.

Sì, puoi dirglielo, senza per forza demolirla. La sincerità in un rapporto è sopravvalutata a tal punto che ci sentiamo in dovere di vomitare addosso l’altrə tutto quello che proviamo, e chi se ne frega se ci rimane male perché noi eravamo sincerə. Ma la linea sottile tra sincerità e comportarsi da stronzə è spesso impercettibile, e capire bene cosa vale la pena dire non è così scontato come sembra.

Se riesci trova un momento adatto e tranquillo per entrambə, spiega cosa provi ma non aggredirla, e crea un clima di confronto reciproco, dove condividere le rispettive debolezze senza recriminarle a vicenda. Dire “Mi sento così e sono in difficoltà anche io, possiamo aiutarci a vicenda?” è un po’ diverso da “tu fai questo quindi sbagli e non ti sopporto“.

Se non riesci, riconosci quando è il momento di farsi da parte. Perché crescere insieme a volte significa anche accorgersi che siamo arenatə su tappe diverse del percorso.

È lecito stancarsi di ripetere sempre le stesse cose a chi ci tratta come valvola di sfogo fine a sé stessa, ma non è cattiveria: a volte le nostre difficoltà non si incontrano. Piuttosto che farci a pezzi a vicenda, tanto vale preservarci e dosare il tempo insieme, e utilizzarlo per diluire i dissapori, mettere in ordine gli strumenti che abbiamo a disposizione e comprendere davvero come utilizzarli.

Possibilmente senza tirarceli addosso.

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