Arcilesbica, il Mario Mieli mette in guardia: ‘approccio deflagrante, è in gioco l’identità stessa del movimento LGBT+’

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Anche il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli prende posizione dopo la deriva estremista intrapresa da Arcilesbica.

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Continua inevitabilmente a far rumore la mozione estremista anti-gpa che ha vinto il congresso di Arcilesbica la scorsa settimana, con successiva autosospensione da parte del circolo di Perugia Omphalos e posizione netta da parte di Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay.

Quest’oggi è infatti arrivata la lunga nota del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, da sempre storico organizzatore del Pride capitolino, che ha ribadito la necessità e l’utilità di un processo democratico nell’elargire ‘chiarezza‘, che sia a noi più o meno gradita.

Risultati congressuali, fa sapere il Mario Mieli, che dovranno portare ad un indispensabile e serio confronto da parte del movimento LGBT+ ‘sui temi sollevati, essendo fondamentale comprendere su quali basi il movimento voglia continuare a muoversi nei prossimi anni in tema di autodeterminazione, lesbismo, rappresentanza, singole tematiche rivendicative e culturali, nonché possibili future strategie comuni‘.

Un approccio, quello portato avanti da Arcilesbica, definito ‘deflagrante rispetto a taluni fondamenti basilari del movimento LGBT+ e anche del movimento delle donne più in generale‘, la scorsa estate affrontato da parte del Mario Mieli lanciando un allarme che si sperava potesse portare ad una reazione politica, ‘d’orgoglio da parte del resto del movimento LGBT+ italiano‘. L’attualità, prosegue il circolo romano, ‘non è il risultato del congresso di Arcilesbica ma la presenza di queste posizioni tra le fila di chi ha condiviso un pezzo della storia del movimento; anche con l’affermarsi di una mozione differente, infatti, sarebbe stato ineludibile fare i conti con tutto ciò’. ‘Non si tratta “solo” di GPA o di tematiche trans, che già di per sé coinvolgono tutte e tutti noi radicalmente, ma dell’identità stessa del movimento‘. ‘Chi pensa sia solo una questione interna fra lesbiche, se da un lato certamente coglie la necessità per le lesbiche di riappropriarsi di una soggettività plurale più evidente e incisiva -e, secondo noi, differente da quella proposta da Arcilesbica post congresso -, dall’altro tuttavia suggerisce quasi una relatività residuale del mondo femminile che come Circolo Mario Mieli rifiutiamo – certamente in amplissima compagnia – coerentemente con la nostra storia di comunità inclusiva‘.

Impossibile non prendere posizione, a questo punto, mettendo paletti inattaccabili sin da ora, con il Mario Mieli che ‘contrasterà senza sosta le istanze di esclusione delle persone trans, le posizioni contro la genitorialità per le coppie dello stesso sesso, la negazione della libertà di autodeterminazione delle portatrici di gravidanza per altri e altre o dei/delle sex workers e il concetto eteronormativo e binario di “maschi vs femmine”. Queste posizioni rappresentano una piattaforma politica e valoriale totalmente incompatibile con la storia e le rivendicazioni del movimento LGBT+ e per contrastarle dobbiamo ricorrere all’unico strumento possibile: la buona politica fatta di elaborazione culturale, di inclusione e libertà di autodeterminazione‘.

Una battaglia, conclude il Circolo, che ‘non può prescindere dall’impegno e dal protagonismo di tutte le donne e le lesbiche che sono state oscurate da questo processo involutivo, perché il movimento LGBT+ è lesbico a pari dignità e valore, come per ogni altra sua “lettera”, e non ci sono questioni “esterne” più urgenti che possano sminuirne la presenza e l’influenza sul futuro della storia LGBT+ di questo Paese‘.

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