ETERO, IL COMMANDO GAY VI SALVERÀ

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Parte il 15 dicembre su La 7 "I Fantastici 5", versione italiana di "Queer eye for the straight guy". Intervista a uno degli autori del primo reality italiano...

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2007 0

E’ il primo reality show interamente gay della tv italiana. ‘I Fantastici Cinque – gay specializzati per uomini trasandati‘ sbarcherà al suono di cinque nomi comuni (Alfonso, Guido, Marco, Massimo e Mattia) il 15 dicembre alle 21.00 su La7, ormai il canale più gay-friendly in assoluto tra quelli non a pagamento. Format americano di gran successo, ‘Queer Eye For The Straight Guy‘ è divenuto dal suo debutto nel luglio 2003 un vero fenomeno di costume, esportato in Danimarca, Gran Bretagna, Germania e in Francia addirittura su TF1. La squadra di supereroi dichiaratamente gay è un variegato team di giovani composto da specialisti in diversi settori (beauty, fashion, interior design, lifestyle e food&wine) che hanno una missione precisa: migliorare look e modi di un ragazzo eterosessuale in occasione di un evento importante. Quindi consigli di moda, skin e body care, buon gusto, lezioni di bon ton e utili suggerimenti sui negozi più trendy, gli istituti di bellezza più glamour e le enoteche più fornite da parte di cinque esperti di stile nel senso più ampio del termine.

Il tutto in una sola giornata in cui il commando gay irrompe a casa dello ‘straight guy’, lo porta in giro a fare shopping in boutiques esclusive, poi dal parrucchiere o dall’estetista a dargli una risistemata alla ‘facciata’ mentre l’arredatore gli risistema il focolare per la serata in cui sopraggiungerà la fidanzata piuttosto che i parenti o gli amici. Insomma, un restyling a 360° per rieducare un etero un po’ selvaggio o semplicemente distratto, che non conosce bene il mondo ‘metrosexual’ in cui vive e ha davvero bisogno di una ‘riaggiustatina’.

Abbiamo contattato uno degli autori, Paolo Dago, che è a Roma per girare gli ultimi episodi dello show.

Che puntata avete girato stamattina?

La nona delle dodici previste. Finiremo a gennaio, le ultime tre le gireremo dopo la ‘prima’ del 15.

E’ stato difficile trovare i cinque ‘fantastici’ candidati gay?

E’ stato più difficile trovare gli ‘straight guys’. I provini per i gay sono iniziati prima, abbiamo convocato circa 200 ragazzi. I casting sono stati fatti anche al Gay Village di Roma. Quelli per gli etero sono partiti più tardi. Ci sono stati due ordini di difficoltà per reperire le persone giuste: l’idea di farsi invadere da cinque gay e il problema di trovare una casa adeguata da risistemare per creare uno spazio anche per la regia. Poi ci voleva una storia personale che giustificasse il loro intervento. Ma volevamo anche mostrare i loro talenti: in un caso abbiamo scelto un artista che ha allestito una piccola mostra personale in casa sua.

Che tipologie di etero si sono presentate?

Abbiamo avuto baristi, studenti universitari, istruttori di palestra, investigatori privati e persino una body guard. Mancavano professionisti come avvocati e commercialisti ma, si sa, è difficile che un appartenente a queste categorie si lasci stravolgere il look.

Al contrario della cinquina omo, in cui c’è un volto noto al pubblico gay, Mattia di Gay.tv, che sarà l’esperto di lifestyle. Anche il ‘guru’ di bellezza e dintorni, Marco, è un noto visagiste delle dive conosciuto nell’ambito milanese. Come mai questa scelta, non c’è il rischio di fare ‘L’isolato dei famosi 2’?

Sono noti tra i gay ma non tra gli etero e il pubblico de La7 è composto prevalentemente da etero. Erano le persone più adatte al ruolo.

Ci sono stati episodi imprevisti durante la registrazione?

Sì. In una puntata Guido, l’esperto d’arredamento, si è rotto una gamba e abbiamo dovuto rimandare la registrazione di una settimana. Niente di grave, per fortuna.

La dinamica dello show rispetterà il format originale di ‘Queer Eye For The Straight Guy’?

Sostanzialmente sì. I Fab Five vanno a casa dell’etero e lo accompagnano a fare shopping, a farsi i capelli, poi tornano a casa dello straight per vedere i cambiamenti fatti dall’arredatore. Alcuni vengono davvero rivoluzionati, altri solo ‘ripuliti’. Dipende dal tipo di esigenze che hanno. In alcuni casi abbiamo provveduto a tagli drastici di capelli lunghi, sfibrati e distrutti da mèches orrende. Abbiamo restituito loro un colore decente!

Sembra un reality tutto al maschile… Ma le donne ci sono?

Certo! Ci sono le fidanzate, le mogli, le sorelle. Non vengono coinvolte direttamente nella rivoluzione del look dei loro uomini ma spesso sono quelle che approfittano di più del cambiamento: li ritrovano finalmente come li desideravano. Ci è capitato più di una volta. I Fab Five hanno cambiato in meglio il ragazzo etero senza però mai snaturarlo.

E ‘conversioni’ gay ce ne sono state?

No, ma tranne un caso tutti hanno legato molto. Alla fine della registrazione il rapporto era di affetto e di simpatia reciproca. Si vede che omosessualità ed eterosessualità sono davvero due realtà che possono convivere molto bene insieme.

Qual è il target ideale de ‘I Fantastici Cinque’, secondo te?

Il programma non è pensato per un pubblico gay. Gli omosessuali si divertiranno, si potranno riconoscere. Vedranno cose che appartengono al quotidiano, cinque persone che sono loro stesse, si sa che sono gay. L’omosessualità non è oggetto di conversazione, è un dato di fatto, non è l’argomento di cui si parla, viene presentata in una maniera molto normale. E’ più interessante osservare ed analizzare le relazioni, le aspettative e i desideri sia dei ragazzi gay che degli etero.

Ci sono premi in palio?

Nessuno vince e nessuno perde. Ne ‘I Fantastici Cinque’ l’esperienza premia se stessa.

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