40 ANNI SENZA AMORE

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"Alla mia età non mi sono mai innamorato, né mai qualcuno di è innamorato di me. Ora sono depresso". L'esperta: "Costruisci una vita forte e pensa che il...

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Salve! E’un 40enne molto confuso e demoralizzato che Vi scrive.
Mi sono reso conto di essere omosessuale solamente nel 1997, anche se prima non avevo mai avuto “storie” né con donne né tantomeno con uomini.
La mia scoperta è avvenuta frequentando saune gay ed avendo avuto rapporti sessuali con uomini dove io mi ponevo come attivo, trovando sempre soddisfazione. Ora la questione attivo/passivo mi preoccupoa meno e quando capita la persona giusta accetto di buon grado di essere versatile nel rapporto.
Arrivo al mio problema. Ho 40 anni e non sono mai riuscito ad innamorarmi di qualcuno nè mai ho avuto occasione di sentire che un altro si innamorasse di me. Questa situzione esiste da moltissimi anni. Comprendendo il mio periodo di non presa di coscienza della mia omosessualità, direi che la situazione persiste da più di vent’anni.
Mi sento molto depresso e triste, perchè sono sinceramente stanco di andare per saune e discoteche dove si trova solo del sesso vissuto più come sfogo animale e non certo come espressione d’affetto. Spesso penso di suicidarmi se questo problema non si risolverà. Non voglio invecchiare e rischiare di diventare come quegli anziani gay che girano i locali importunando i ragazzini. Desedirerei tanto avere una sana vita affettiva e sessuale.
Se vi può aiutare io soffro di depressione maggiore da circa 20anni ed ho intrappreso diverse psicoterapie di cui la prima interrotta perchè senza successo. Ora, dal 1996 seguo una psicoterapia di tipo cognitivo comportamentale, ma nemmeno ora trovo giovamento. Relativamente al mio nulla affettivo sono disperato. Sono pure diventato aggressivo nei confronti di mia mamma, a volte provo sentimenti di odio verso di lei e di rabbia verso me stesso. Ditemi sarò condannato alla solitudine affettiva, ma io mi ammazzo piuttosto. Vi prego aiutatemi.
P.S.:per la depressione assumo 2 ANAFRANIL 75Rilascio prolungato ed al bisogno TAVOR.
Attendo una Vostra risposta al più presto, porgendoVi cordiali saluti..
Marco

Certamente non è facile darti una risposta. Quello che racconti di te fa pensare a una situazione complessa, critica su più fronti, primo fra tutti quello del tuo equilibrio psichico. Vivere da così tanto tempo una condizione di depressione profonda probabilmente riduce la tua capacità di provare emozioni significative (dici non solo di non essere stato amato, ma anche di non esserti mai innamorato) non solo nei rapporti con gli altri, ma nella vita in generale. Essere poi costantemente concentrato sul tuo mondo e sul tuo malessere interiore forse ti dà la sensazione di essere separato dagli altri, dal loro modo di affrontare la vita e, di conseguenza, inadeguato.
Vorrei chiederti se lo/a psicoterapeuta che ti segue ha un atteggiamento positivo nei confronti del tuo orientamento sessuale e se ti ha accompagnato psicologicamente nel tuo percorso di scoperta della sessualità. Anche se la depressione maggiore non può essere causata soltanto da una non accettazione della propria omosessualità, è però possibile che una certa quota di omofobia interiorizzata abbia contribuito ad aggravarla. In questo senso, un/a terapeuta che sia rispettoso e empatico nei confronti della diversità sessuale potrebbe forse aiutarti maggiormente a costruire un’autostima più solida, a darti maggiore sicurezza.
Comprendo profondamente il tuo bisogno di affetto, ma quello all’amore non è un diritto sancito per legge, né un premio che ci spetta per essere delle belle persone o per avere tanto da dare agli altri. In parte dipende dal caso: incontrare la persona giusta al momento giusto. In parte dipende forse dalla nostra capacità di essere duttili, andare incontro all’altro essendo disposti a essere un po’ cambiati o perfino messi un po’ in crisi, senza irrigidirci eccessivamente nel nostro inamovibile stile di vita e nelle nostre sicurezze.
Infine sarà banale, ma credo sia vero, che se non siamo almeno un po’ interessanti per noi stessi, è ben difficile che riusciamo a esserlo per gli altri. Tu parli di tua madre come di una figura molto presente. Mi verrebbe da pensare che abiti ancora con lei. Mi chiedo se hai una lavoro oppure no e se questo lavoro ti interessa almeno un po’. Hai degli amici che frequenti regolarmente? Insomma, cerca di fare un bilancio del tuo stile di vita e di capire se ne sei abbastanza soddisfatto. Nel caso il bilancio sia fortemente negativo, pur senza pretendere la perfezione, potresti impegnarti a cambiare in meglio alcuni aspetti della tua vita, ad esempio, andare a vivere da solo. Questi cambiamenti rafforzerebbero certamente la tua identità, facendoti sentire più vivo e al pari degli altri e, di conseguenza, anche più attrattivo per i tuoi potenziali patners.
Ti prego però di tener presente che il principe azzurro non esiste. Quella dell’amore è certamente un’esperienza fondamentale e insostituibile nella vita di ciascuno di noi, ma sarebbe sbagliato pensare che esista al mondo una persona capace di amarci in modo così perfetto da annullare ogni nostro dolore e disagio, da cambiare per incanto tutto quello che non ci piace di noi stessi. Il rapporto amoroso soddisfa i nostri bisogni affettivi e di condivisione, ma è anche fatto di contrasti e compromessi. Quello che voglio dirti è che non si può demandare alla speranza di incontrare prima o poi l’amore ideale, il compito di salvarci la vita. C’è tanto da fare, tanti piccoli cambiamenti possibili nel qui e ora, che vale la pena di mettere in atto perché uno dopo l’altro possono produrre inaspettatamente a una migliore qualità della vita, una certa soddisfazione di sé. Vale la pena di provarci, meglio se con accanto qualcuno che ci ama, ma certamente anche senza.

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di Mirella Sandonnini

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