Andrologi da oggi a caccia del gene dell’omosessualità

Andrologi italiani da oggi a Congresso. Caccia al gene dell’omosessualità, appello per la vaccinazione maschile contro i condilomi e risposte alle domande dei giovani, tipo: “Come fanno sesso i gay?”

Si è aperto da oggi a Roma il XXVI congresso nazionale della Società italiana di andrologia (Sia). Tanti i temi che verranno trattati nella tre giorni: dai test genetici per l’infertilità maschile al gene dell’omosessualità. Dalle prospettive delle cellule staminali e della spermatogenesi in vitro alla prevenzione del Papillomavirus nell’uomo. Il tema centrale rimane però uno solo: "La salute sessuale nel terzo millennio: un diritto dell’uomo e della coppia, un dovere dell’andrologo". «Avevamo l’ambizioso progetto – afferma in una nota il presidente della Sia, Vincenzo Gentile – di coniugare la crescita delle scienze andrologiche e una sempre maggiore definizione dell’andrologo, quale specialista di riferimento per l’uomo, con la necessità di aprirci alla società civile, creando una vera e propria ‘cultura andrologica’»

Per quanto riguarda il Papillomavirus umano (HPV), fino ad oggi considerato un pericolo solo per le donne, i medici lanciano un appello per gli uomini, nel cui corpo il virus causa tumore dell’ano, del pene, del tratto oro-faringeo, e condilomatosi. Nuove prove, infatti, mostrano l’efficacia della vaccinazione HPV nel prevenire le patologie anche nell’uomo. In generale si stima che il Papillomavirus colpisca il 75% della popolazione sessualmente attiva almeno una volta nel corso della vita, indipendentemente dalle abitudini sessuali. L’uso del preservativo, pur restando uno strumento preventivo di primaria importanza, non garantisce una protezione totale dall’HPV. «Quando si parla di patologie da HPV e prevenzione fino ad ora ci si è rivolti solo "all’altra metà del cielo" – spiega il professor Gentile – Da oggi, anche grazie ai più recenti dati scientifici e clinici, è necessario fare un passo in avanti pensando di estendere la vaccinazione anti HPV anche nel maschio per combattere efficacemente il virus e le patologie ad esso correlate». Per quanto riguarda i condilomi genitali, noti comunemente come le ‘creste di gallo’, nuove evidenze sull’impatto di questa malattia arrivano dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) sulla base del sistema di sorveglianza sentinella (Netwotk IST) che raccoglie i dati delle infezioni sessualmente trasmesse in 12 centri clinici di riferimento in Italia. «I condilomi genitali rappresentano il 33% di tutte le malattie sessualmente trasmesse in Italia – spiega la dottoressa Barbara Suligoi, Direttore del centro operativo sull’AIDS, Dipartimento Malattie infettive dell’ISS – e di questi il 73% colpisce gli uomini". «È necessario – conclude l’infettivologa – informare ed educare la popolazione sui segni e sintomi di questa patologia, rivolgendosi precocemente al proprio medico curante in caso di sospetto anche per evitare la trasmissione al partner di tutte queste infezioni sessualmente trasmissibili».

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All’appuntamento verrà infine presentato il libro Sesso under 18 di Roberta Giommi, sessuologa che da anni lavora con i ragazzi di scuole medie e superiori. Il testo raccoglie le domande più frequenti dei giovani fra cui "Perché provo dolore al primo rapporto sessuale?", "Come fanno sesso gli omosessuali?", "Il sesso può essere separato dall’amore?", "Chi è il transessuale?". «Ho raccolto – spiega l’autrice – tutte le domande che gli adolescenti si fanno e che solo raramente rivolgono agli adulti: dai dubbi più ingenui sulla fisiologia, alle leggende metropolitane più esilaranti, ai tabù, alle paure riguardo la prima volta, l’identità sessuale, la contraccezione, l’orgasmo».