INCONTRI AL BUIO

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Un lettore ci scrive indignato per una precedente risposta sul sesso in dark. Le precisazioni dell'esperto in merito.

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Ho appena letto la risposta del medico all’utente romano che dichiarava la sua indignazione circa l’abitudine dei gay a socializzare poco nei locali e pensare solo al sesso occasionale. Bene, questo medico ritiene importante la liberazione dalle proprie insicurezze tramite l’esperienza della dark (riassumo a grandi linee).
Il problema a mio avviso non è la dark in se, ma gli psicologi come lei che sparano stronzate semplicemente perchè senza parcella non sanno neanche vagamente di cosa parlano, del perchè parlano, e della facoltà che hanno frequentato per arrivarci.
Le dark infatti sono luoghi a pagamento e bui. Non aggiungo altro.
Si svegli dottore… fatato….
Mars
Continua in seconda pagina^d
Mars carissimo,
sono rimasto molto colpito dal suo attacco e sinceramente, pur ricordando la risposta data al “ragazzo romano” non comprendo esattamente cosa abbia suscitato la sua rabbia. Le chiedo di rileggere attentamente quella mia risposta e non liquidarla come sottolinea (riassumendo a grandi linee) troppo rapidamente.
Non credo di aver affermato così categoricamente l’importanza delle dark come liberazione dalle proprie insicurezze.
…“Nell’esperienza di outing di un omosessuale credo che le saune, ovvero i luoghi di battuage, le dark rooms, sono esperienze importanti (non obbligatorie), e sicuramente utili per liberarsi dalla paura di poter vivere il proprio sé omosessuale. In seguito, però, se questo elemento così liberatorio si conferma come unico modus vivendi dell’esperienza relazionale dell’individuo, potrebbe rivelarsi pericoloso e controproducente.
Io parto dal presupposto che ogni individuo ha il diritto di vivere affermandosi e confermando i propri pensieri e le proprie emozioni a prescindere dall’orientamento sessuale.
Ognuno, nel rispetto di se stesso e degli altri, deve vivere in linea con quello che sente di essere!
Ognuno dovrebbe cominciare ad essere se stesso proprio confrontandosi con la società in cui vive, non avendo particolari paure di giudizi e pregiudizi, rinforzando la naturale espressione di ciò che si sente di essere: gay, lesbica, etero, bisex, transessuale, transgender…in un’unica parola un INDIVIDUO!

Come vede non parlo di “problematiche” legate ai luoghi come le dark rooms. E poi come può essere così convinto che io non sappia nulla a tale proposito?
I luoghi come le dark rooms hanno costituito nel tempo un modo alternativo, “protetto” e allo stesso tempo particolarmente legato all’esperienza sessuale. Inizialmente si potevano trovare solo nei locali di tendenza omosessuale come le saune, ma anche alcuni pub o discoteche. Ad oggi si sono sviluppate forme alternative di tali luoghi e non necessariamente di tendenza omosessuale.
Sicuramente ciò che crea l’attrazione, ma anche la curiosità e a volte lo “schifo” come potrebbe sembrare nel suo caso, è legato all’esperienza dell’ignoto. Il buio crea l’ambiente ideale. La fantasia di poter incontrare liberamente lo “sconosciuto” può, nell’immaginario collettivo, determinare una forte eccitazione.
È probabile che nel tempo anche le modalità d’incontro e di semplice contatto dentro alla dark rooms si siano evolute, o comunque abbiano lasciato spazio a movimenti alternativi che, come lei ha rimandato dalla sua diretta esperienza, diventano esplicito scambio a pagamento.
L’esistenza di luoghi come questi a mio avviso non deve impaurire, anche perché ogni individuo può liberamente decidere di entrarci in contatto, oppure evitarli!
Ognuno di noi non deve aver paura della sessualità, ma di quelle persone che la temono e decidono di rilegarla a un qualcosa di orribile, ingiusto e spaventoso. Il sesso è gioco, divertimento, piacere. Nel rispetto di se stessi e degli altri è giusto viverlo serenamente e senza particolari tabù.
Dr. Fabrizio Quattrini

di Fabrizio Quattrini

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