Alemanno: “Nessuna escalation, Roma è tollerante”

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Dopo l'attentato incendiario alla discoteca QUbe, sede della Muccassassina, unanime la condanna, ma molto diverse le visioni di quanto sta accadendo.

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Le istituzioni "Non c’è nessuna escalation nelle violenze contro i gay a Roma perchè è una città tollerante". Con queste parole, dal meeting di Comunione e Liberazione di Rimini, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, risopnde a chi vede nell’attacco incendiario al Qube solo un altro esempio di una lunga serie di atti di intoleranza nei confronti delle persone lgbt. "Ci sono delle ristrette minoranze e dei soggetti pericolosi  – dichiara Alemanno – che agiscono in nome delle intolleranze sessuali. Vanno isolati, colpiti. Bisogna essere molto sicuri della certezza della pena e chiediamo che i responsabili vengano subito individuati". "Crediamo che una legge che introduca le aggravanti per moventi di intolleranze sessuali – spiega il sindaco – sia indispensabile". Intanto, al Gay Village, fa sapere Alemanno, "è già partito il lavoro per mettere le telecamere e il questore mi ha garantito un aumento della vigilanza".

Di emergenza da affrontare parla invece il presidente della Regione Lazio, il democratico Piero Marrazzo. "Roma, i suoi cittadini e le sue istituzioni non lasceranno che la citta’ venga aggredita dal fanatismo di alcuni violenti – ha dichiarato Marrazzo -. L’attentato incendiario al Qube è un atto intollerabile che conferma che un’emergenza esiste e va affrontata. E’ finita l’epoca delle giustificazioni: il clima di intolleranza che sta crescendo in questa città è reale. Atti distruttivi come quello del Qube, botte e feriti stanno lì a testimoniarlo e a dirci che è arrivato il momento di impegnarci tutti perché quello che sta succedendo mette in pericolo non soltanto la sicurezza dei cittadini, ma anche la dignità di una città intera". Il Presidente della Provincia Nicola Zingaretti, parla, invece, di "regressione civile e culturale che ha come principali responsabili tutti coloro che in questi mesi e in questi anni hanno strizzato l’occhio a posizioni xenofobe e intolleranti" e invoca politiche sociali e culturali "che facciano comprendere la ricchezza e l’importanza, anche di tipo economico e sociale, di ogni tipo di diversita’ in una grande metropoli".

Le associazioni Esprime solidarietà al Mario Mieli l’associazione Certi Diritti. "Ormai – dichiara il segretario Sergio Rovasio – non passa giorno senza che la cronaca registri azioni di violenza omofobica, evidentemente non più atti isolati. Non rimane che fare appello al Governo italiano, alla prefettura di Roma, alle forze dell’ordine, alla magistratura affinché vengano perseguite adeguatamente tali violenze. Gli amici del Circolo Mario Mieli impegnati da sempre nella difesa dei diritti della comuntà Lgbt, meritano il massimo sostegno e protezione, ci auguriamo che le autorità sappiano muoversi in tal senso e non attendano che accada qualcosa di più grave".

E a chiedere un segnale forte e inequivocabile arriva anche l’Agedo, associazione dei genitori e amici degli omosessuali. Secondo l’associazione, quanto successo la scorsa notte al Qube "è una chiara dimostrazione del bisogno primario che il governo e le autorità tutte debbano assolutamente dare un segnale forte e positivo perché questo crescendo di violenza contro la comunità Lgbt abbia fine". Chiede, l’Agedo, "tutela per l’incolumità dei propri figli e dei luoghi che essi frequentano". I genitori delle persone lgbt, lanciano poi un appello a tutti: "Sollecitiamo inoltre tutte le persone che credono ancora nella possibilità dell’uguaglianza di partecipare alla prossima manifestazione che si terrà in autunno a Roma. Ribadiamo che l’apertura colloquiale del Presidente della Camera Fini e del Sindaco di Roma Alemanno trovi un serio riscontro in fatti di rilevanza politica. Sottolineiamo che se tutti fossimo visibili e non schiavizzati dalla paura e dal pregiudizio, figli, genitori, parenti e amici, avremmo i numeri per cambiare radicalmente questa ignobile piega presa dalla nostra società".

I partiti Quello che si respira in Italia è un clima simile a quello che precedette l’avvento del nazi-fascismo, secondo Vladimir Luxuria. "Siamo ormai all’emergenza civile e ci sentiamo di vivere in uno Stato che non garantisce la nostra sicurezza. E’ arrivato il momento di una grande mobilitazione – dichiara l’ex parlamentare  -. E’ la stessa atmosfera che si respirava poco prima del nazi-fascismo quando squadracce intimidivano e picchiavano i gay per le strade e nei loro luoghi di aggregazione. Tutta la mia solidarietà a Shlomo, proprietario del Cube, dove per molti anni ho diretto la serata Muccassassina".

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E dal Pd romano giunge la richiesta di discutere e approvare la famosa legge contro l’omofobia. Secondo Gianluca Santilli, membro dell’esecutivo romano del Pd siamo davanti a "segnali inconfondibili di una deriva violenta proveniente da frange estreme nei confronti della comunità Glbt. Si approvi immediatamente la proposta di legge contro l’omofobia, invece di aprire guerriglie demagogiche a mezzo di giornali tra organi politici e guidiziari che creano solo confusione (…). Soprattutto si prendano le distanze con chiarezza e senza equivoci, con i fatti e non solo a parole. Per questo inviterei il Sindaco Alemanno il prossimo anno a concedere il patrocinio al Gay Pride, cosa che non è accaduta nei mesi scorsi, ed evitare magari di patrocinare e finanziare associazioni di estrema destra come Casa Pound".

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