Cannes: pochi applausi per Almodovar

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Pochi applausi alla prima proiezione stampa de 'La mala educación' di Almodóvar. Nessun fischio ma un'accoglienza abbastanza fredda a livello internazionale.

CANNES – Pochi applausi alla prima proiezione stampa de ‘La mala educación’ di Almodóvar. Nessun fischio ma un’accoglienza abbastanza fredda a livello internazionale. Anche i giornali italiani sono divisi: buono per ‘La Stampa’ e ‘Corriere’, medio per ‘La Repubblica’ e ‘Manifesto’. Lietta Tornabuoni de ‘La Stampa’ lo definisce «molto ricco e bello, divertente, toccante, un film gay esplicito e appassionato, con esercizi di sesso e sussulti di sentimento ugualmente schietti e forti come una confidenza». Tullio Kezich sul ‘Corriere della Sera’ parla di «film incantevole che partendo da uno spunto autobiografico [.] attinge a una sfrenata fantasia romanzesca. Le scene di violenta attrazione omosessuale (qui le donne contano poco) sono presentate con garbata naturalezza. Fra gli interpreti, tutti perfetti, spicca Gael Garcia Bernale in una triplice incarnazione toccante e virtuosistica». Fredda invece Natalia Aspesi su ‘Repubblica’: «Un film volutamente privo di emozioni che diventa bruscamente un melodramma nero carico come nessun altro dei suoi film di omofilia: bei sederi nudi virili, quel tipo di mutanda di cotone molliccio che pare sia molto appetibile tra intenditori maschi, sodomie esuberanti, fellatio volonterose ma scoraggianti causa caduta nel sonno del partner». Non convinta nemmeno Mariuccia Ciotta de ‘Il Manifesto’: «E’ stato difficile entrare nella ‘magnifica passione’ di Almodóvar sempre più rapito da se stesso e dai suoi ricordi. [.] ‘La cattiva educazione’ di Pedro è circoscritta dentro le regole della narrazione.»
Il Festival ha omaggiato il regista spagnolo facendo salire sul palco cinque attrici feticcio di Almodóvar che hanno dichiarato aperto il Festival in altrettante lingue diverse: Victoria Abril, Carmen Maura, Angela Molina, Marisa Paredes e Eleonor Watling. Almodóvar, abbracciandole, ha poi aggiunto: «Se qualcuno mi chiedesse qual è il miglior posto del mondo non avrei dubbi a rispondergli, questo qui. Voglio pubblicamente dedicare il mio film alle vittime dell’attentato di Madrid dell’11 marzo, alle loro famiglie, ai loro amici.».
Pedro ha anche dichiarato ai giornalisti italiani: «Che brutto momento per l’Italia e non parlo di cinema. La Spagna è un esempio da seguire, fate qualcosa anche voi, uscite in strada, mobilitatevi, se siete contro la politica del governo, ditelo». Jean-Paul Gaultier, autore dei costumi de ‘La mala educación’, ha invece omaggiato i cronisti con un kit di bellezza della nuova linea ‘Male’.

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