Cecenia: aperto un campo di concentramento per omosessuali

di

Il presidente ceceno nega l'esistenza di persone gay nel suo Paese e i sopravvissuti raccontano violenze e pestaggi; il tutto nell'indifferenza dei media

100361 7

Continua l’ondata di violenza nei confronti degli omosessuali in Cecenia: all’inizio del mese il quotidiano russo Novaya Gazeta aveva lanciato la notizia del rastrellamento di circa un centinaio di cittadini omosessuali della piccola repubblica russa. Oggi i giornalisti dello stesso giornale rivelano che nella città di Argun, a pochi chilometri dal confine con la Georgia, sarebbe stata aperta una prigione segreta in cui da giorni sarebbero rinchiusi gli uomini arrestati nelle ultime settimane.

 La notizia è stata confermata dalla Human Rights Watch, che ha raccolto la testimonianza di chi è riuscito a scappare:
Diverse volte al giorno ci portavano fuori e ci picchiavano. Il loro scopo era conoscere la cerchia dei contatti di ciascuno di noi, nella loro mente se sei sospettato allora tutti i contatti della tua cerchia sono gay. Tenevano accesi i nostri cellulari. Ogni uomo che chiamava o scriveva era il loro nuovo obiettivo. […] Ci colpivano sempre sotto la vita – sulle cosce, le natiche e i genitali. Ci dicevano che eravamo peggio degli animali e che non avevamo più diritti.

 

Si tratterebbe di veri e propri campi di concentramento dunque, con torture, violenze fino a degradare completamente i prigionieri; alcuni testimoni confermano che la propria famiglia ha dovuto pagare un vero e proprio riscatto per poter riabbracciare i propri cari. Le torture sono finalizzate a scoprire altri membri della comunità LGBT e in seguito a queste violenze i morti confermati sono almeno 3.

La notizia è stata negata dal portavoce del presidente ceceno Ramzan Kadyrov (alleato di Putin che in Russia sta proseguendo una forte campagna anti-LGBT) il quale ha affermato che gli articoli di Novaya Gazeta  “riportano bugie assolute e disinformazione”, e si è spinto fino ad affermare la non esistenza di gay in Cecenia: “Non si può arrestare e perseguitare persone che semplicemente non esistono nella nostra repubblica. Se ci fossero queste persone in Cecenia, le forze dell’ordine non avrebbero bisogno di avere a che fare con loro perché i loro parenti li avrebbero già inviati in un luogo senza ritorno.”

Il gruppo russo LGBT Network ha rilasciato in queste ore un comunicato in cui spiega di essere pronto ad evacuare le persone che sono in pericolo in Cecenia, richiedendo al tempo stesso l’aiuto e il supporto di chiunque sia in grado di dare maggiori informazioni a riguardo.

LEGGI ANCHE

http://www.gay.it/attualita/news/campi-concentram…ia-nazismo-renzi

Leggi   Stati Uniti, politico anti-gay sorpreso a fare sesso con un uomo
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...