E all’Università Statale di Milano si studia Omosessualità

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E' il primo corso di questo tipo che viene istituito in un ateneo italiano, mentre all'estero ci sono interi master. Crediti formativi, laboratori e seminari, il corso parte...

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"Quanto hai preso in "Omosessualità’"? "30 e lode e tu"? No, non stiamo scherzando, questa potrebbe davvero essere una conversazione tra due studenti universitari, fra qualche mese. ‘Omosessualità: un mondo nel mondo’ è infatti il nuovo insegnamento istituito presso la facoltà di Sciense Politiche dell’Università Statale di Milano.
A raccontarcelo è il quotidiano La Repubblica che spiega come il prossimo 20 gennaio partirà il laboratorio che prevede undici lezioni di due ore ciascuna e il riconoscimento di 3 crediti formativi agli studenti che vi parteciperanno.
La notizia arriva all’indomani dell’inequivocabile monito del Papa sull’educazione sessuale dei giovani contenuta nel discorso al Corpo diplomatico.

Ad essere affrontate saranno tematiche che riguardano l’omosessualità e la politica, ma anche il lato filosofico "nel tentativo di dare un vocabolario per leggere la questione omosessualità", ha spiegato Antonella Besussi, ordinario di Filosofia Politica della Statale e coordinatrice del corso. "È il primo anno che lo facciamo — spiega la professoressa Besussi a Repubblica — e credo possa essere un esperimento interessante. Probabilmente sconta ancora qualche ingenuità, ma è un modo per parlare della questione evitando scivolamenti che, purtroppo, sono ancora molto presenti al giorno d’oggi".
Le lezioni saranno tenute da diversi docenti, in base agli argomenti specifici da affrontare. Il professor Lorenzo Bernini dell’Università di Verona, ad esempio, parlerà di "Queer Theory e i generi", mentre il professor Matteo Maria Winkler, della Bocconi, affronterà il rapporto tra omosessualità e politica.

Per ottenere i crediti formativi, gli studenti dovranno frequentare l’80 per cento delle ore e alla fine presentare un elaborato
Non mancheranno anche discussioni sul lato giuridico e quello sociologico, ma scopo principale del corso è quello di parlare di diritti civili delle persone gay e di cultura delle differenze. L’idea è nata da alcuni studenti del collettivo "Gay Statale Milano". "Dopo l’attacco omofobo subito da un ragazzo in Statale lo scorso anno – ha spiegato Fabio Galantucci, del collettivo – ci siamo riuniti, convinti che in Università fosse giunto il momento di fare qualcosa, anche dal punto di vista culturale. Ma la stessa cosa vale anche per il resto del Paese: nelle università italiane non esistono corsi legati alle questioni di genere e l’argomento è sempre stato trattato in maniera sporadica". Diversa, invece, la situazione all’estero dove, soprattutto nei paesi in cui i diritti delle persone lgbt vengono riconosciuti o sono in via di legalizzazione, alcuni atenei hanno attivato da tempo master dedicati proprio alle questioni della sessualità e di genere.

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