Milano, Corte d’Appello dichiara illegittime le trascrizioni dei figli delle coppie di donne

Ribaltata a sorpresa la decisione presa pochi mesi fa dai giudici di primo grado.

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fratelli
Per due bimbi con due mamme, un sentenza storica: sono fratelli.
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Un colpo di scena all’improvviso. La Corte d’appello di Milano ha dichiarato illegittime le trascrizioni degli atti di nascita dei figli di tre coppie di donne che erano ricorse alla fecondazione assistita all’estero. Accolto il ricorso della Procura, che si era mossa nei confronti delle trascrizioni effettuate dal sindaco Beppe Sala.

A detta della Corte d’Appello di Milano, con presidente Fabio Laurenzi, a latere Alessandra Arceri e Maria Vicidomini, è fondamentale “l’intervento del legislatore”, in quanto “unico soggetto capace di operare un articolato disegno normativo idoneo a declinare in modo corretto i diritti dei soggetti coinvolti e a realizzare il bilanciamento di diritti di rango costituzionale che non devono venire a trovarsi in conflitto tra loro, ivi inclusi quelli del nascituro, soggetto capace di diritti nel suo essere e nel suo divenire“.

La Corte ha così ribaltato la decisione dei giudici di primo grado, che avevano definito validi i riconoscimenti all’anagrafe dei figli delle coppie di donne nati con procreazione assistita, sottolineando come non potessero essere cancellati dai giudici. Ora non sarà più così. Anche in primo grado, invece, i giudici avevano bocciato le trascrizioni legate alle coppie di uomini con figli nati da GPA effettuata all’estero.

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Adesso, in sostanza, sarà considerato ammissibile il reclamo della procura nei confronti delle trascrizioni dei figli con due mamme, sarà considerata ammissibile la procedura di rettificazione del registro e “illegittima” l’iscrizione sul registro degli atti di nascita della doppia maternità del bambino. La mamma non biologica, scrivono i giudici, potrà affidarsi alla procedura di adozione”. Esattamente quanto si verifica al momento con i figli con due papà.

Per la Corte d’Appello, come scritto da Repubblica, è necessario “il bilanciamento di diritti di rango costituzionale che non devono venire a trovarsi in conflitto tra loro, ivi inclusi quelli del nascituro, soggetto capace di diritti, nel suo essere e nel suo divenire”.

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