Il ministro Rotondi annuncia: Unioni civili anche per i gay

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Il ministro charisce in parte i contenuti della già annunciata legge sulle unioni civili in salsa cattolica. E chiama Arcigay: "La presenteremo entro 10 giorni".

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"Scendiamo in campo per disciplinare i diritti dei conviventi, senza alimentare equivoci su matrimoni di serie B." Con queste parole Gianfranco Rotondi ha tentato di chiarire, anche se di poco, le intenzioni della proposta di legge annunciata la scorsa settimana per regolamentare le unioni civili.

"La nostra proposta – ha proseguito il ministro -, che cadrà nell’ambito del diritto privato, non susciterà entusiasmo da parte di nessuno dei due eserciti in campo: né quello dell’ideologia omosessuale, da cui si dissociano significativamente le associazioni dei gay, né quello dell’ideologia altrettanto estrema di chi dice che la famiglia cattolica è il modello e va imposto per legge a tutti. Sono due posizioni estreme: al centro c’è il diritto dell’Italia di disciplinare una materia che gli altri paesi europei hanno risolto, forse, in maniera più vicina agli istituti familiari".

"Gli articoli della proposta riguarderanno anche le coppie di fatto dello stesso sesso – ha precisato il leader della Democrazia Cristiana –  in quanto non andiamo a controllare cosa avviene nel letto dei conviventi".

"Credo che le condizioni [per un approvazione] ci siano: c’è qualche reazione istintiva, ma quando noi assicuriamo che le parole del Papa di ieri, il suo no alle unioni civili, sono l’ispirazione della nostra legge, ci resta solo l’onere della prova, ovvero un testo che confermi che la nostra legge è la soluzione al tema di disciplinare alcune convivenze, ma è la soluzione data dai cattolici".

Dopo le dichiarazioni di Rotondi, Arcigay si era detta piuttosto seccata dalle affermazioni "fumose" del ministro per l’Attuazione del Programma chiedendo chiarimenti. «È davvero difficile capire di che tipo di provvedimento sulle unioni civili il ministro Gianfranco Rotondi stia parlando – ha affermato il presidente Aurelio Mancuso -: ci piacerebbe poter commentare una proposta concreta e non una sequela di annunci su un riconoscimento per ora scritto sull’acqua.»

In serata la telefonata tra Rotondi e Mancuso: "Il ministro Gianfranco Rotondi  – ha fatto sapere Arcigay – questa sera ha chiamato il presidente nazionale Arcigay Aurelio Mancuso per informarlo sullo stato del lavoro che insieme al ministro Renato Brunetta stanno svolgendo rispetto alla proposta di regolamentare le convivenze. Il ministro ci ha tenuto a ringraziare Arcigay per il ruolo di difesa e di promozione delle concrete richieste della comunità omosessuale italiana e per l’interesse mostrato dall’associazione rispetto alla sua proposta. Il ministro ha informato il presidente Arcigay che entro una decina di giorni dovrebbe essere pronto un testo base, che sarà immediatamente trasmesso all’associazione.

Aurelio Mancuso, nel ribadire le posizioni di Arcigay rispetto al pieno riconoscimento dei diritti e di doveri per le persone e le coppie lgbt, ha concordato con il ministro un incontro da svolgersi appena in possesso della proposta.

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