Renzi: 2016 anno delle unioni civili e della legge contro omofobia

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Conferenza stampa di fine anno del Premier. Il video. La reazione di Arcigay.

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Il presidente del Consiglio Matteo Renzi non ipotizza uno “stralcio della stepchild adoption” dal ddl sulle unioni civili, come anticipato oggi dal quotidiano La Repubblica. “La step child adoption nasce come proposta nella Leopolda del 2012, è una proposta che noi abbiamo appoggiato allora, ma su cui ci sono opinioni diverse, non c’è unanimità di consensi ma c’è una grande occasione: finalmente si può fare una discussione seria, non partendo dagli steccati ideologici del passato“. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, rispondendo alle domande dei giornalisti nel corso della conferenza stampa di fine anno in corso a Montecitorio: in particolare è stato Senio Bonini, un giornalista di Rai News 24, a fargli una domanda specifica.

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La legge sulle unioni civili ci vuole e nel 2016 va fatta, non mi tiro indietro. La discussione dovrà essere rapida e deve avere dei tempi di realizzazione più veloci possibili. Metterò la stessa energia che ho messo sulle riforme costutuzionali sulle riforma dei diritti, non sole le unioni civili ma anche lo Jus soli e il terzo settore e l’associazionismo, queste non sono cose di sinistra ma di buon senso” ha concluso Renzi aggiungendo che porterà avanti anche il provvedimento sull’omofobia, di cui – ha dichiarato – ha parlato proprio oggi con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Ivan Scalfarotto.

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“Abbiamo ascoltato con attenzione gli impegni presi da Matteo Renzi in tema di riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso e apprezziamo la determinazione con cui il premier ha definito il traguardo dell’approvazione della legge sulle unioni civili nei primi mesi dell’anno, oltre allo sblocco della legge contro l’omotransfobia”: Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay, commenta le parole del Presidente del consiglio alla conferenza stampa di fine anno. “Tuttavia – prosegue Piazzoni – non possiamo lasciare questo traguardo avvolto nell’indeterminatezza dei tempi e del merito delle questioni, perché da sempre quell’ambiguità è stata la sua peggior nemica. Pochi giorni fa, quando la Grecia ha esteso l’istituto delle unioni civili alle coppie di gay e lesbiche, il primo ministro Alexis Tsipras non ha potuto fare a meno di sottolineare il ritardo con cui giungeva quella riforma, ritardo che ha chiamato “stagione di vergogna” e che ha avuto un contraccolpo concreto nella vita delle persone. Occorre perciò interrompere anche in Italia un’attesa che crea una diseguaglianza reale nella vita di tanti cittadini e cittadine. Dobbiamo fare presto, dice il premier, è un fatto di giustizia, di equità e di dignità. E su questo non possiamo che essere d’accordo. Ma oltre a questo, anzi: proprio per questo, è necessario definire con chiarezza l’obiettivo che si intende centrare: la proposta di legge in discussione al Senato non riesce a puntare all’uguaglianza piena ma all’interno del dibattito parlamentare ha già trovato un equilibrio su alcuni punti di uguaglianza sostanziale, fra cui la stepchild adoption. L’auspicio, allora, è che si faccia presto e si faccia bene: quella legge parla di persone che chiedono di essere uguali alle altre, non semplicemente un po’ meno diseguali di prima”, conclude Piazzoni.

Sul disegno di legge sulle unioni civili aveva rassicurato stamattina in un’intervista al Quotidiano Nazionale la vicesegretaria del Pd Debora Serracchiani. “Dobbiamo chiudere, ce lo ha fatto capire anche l’Europa – osserva -. Il Ddl Cirinnà arriverà al Senato il 26 gennaio e, alla faccia dei maligni, il 99% del nostro partito ha condiviso il testo”. Ad ogni modo il Pd voterà il testo col M5S, ma questo per Serracchiani non è un problema, perché “le grandi riforme vanno fatte con la più larga condivisione possibile. In certi casi partecipano alcuni partiti e non altri. Dovrebbe essere un fatto normale”. Dunque, il governo tira dritto. Nonostante i ‘maldipancià dell’Ncd di Alfano, dal quale, sottolinea Serracchiani, “non siamo così distanti. L’unico punto su cui non siamo d’accordo è la stepchild adoption”.

“Finalmente il segretario del Pd Matteo Renzi ha espresso una posizione forte e chiara rispetto alle polemiche degli ultimi tempi sulla stepchild adoption”, commenta Aurelio Mancuso presidente Equality Italia. “Siamo molto soddisfatti che – prosegue – vi sia stata oggi una assunzione di responsabilità politica piena che vuole fare del 2016 l’anno dei diritti civili”. “Sarebbe ora necessario che – conclude – le espressioni associative e culturali che da decenni si battono per l’ottenimento di queste riforme siano all’altezza del dibattito che si sta per aprire in Parlamento contribuendo a una campagna di informazione corretta e inclusive”.

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