Lo staff dell’ospedale specializzato lo tratta da ragazza, teenager trans si suicida

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L'assurda vicenda del ragazzino trans che prima del suicidio ha subito l'incompetenza e la mancanza di sensibilità dello staff ospedaliero.

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Un teenager trans FtM si è tolto la vita dopo che lo staff dell’ospedale in cui era ricoverato – e sorvegliato affinché non tentasse il suicidio – ha continuato per tutto il ricovero a trattarlo come una ragazza. Kyler Prescott aveva solo 14 anni quando si è ucciso nel marzo 2015 a causa della depressione e dei suoi gravi disturbi d’ansia.

Prima della sua morte, era stato ricoverato al Rady Children’s Hospital di San Diego, dove è presente una clinica per la gestione dei bambini con disforia di genere, proprio per essere meglio sorvegliato e scongiurare tentativi di suicidio.

Ciononostante la madre di Kyler, Katherine Prescott, ha detto che lo staff della clinica ha continuato a riferirsi come se fosse una femmina, usando anche pronomi femminili.

Intervistata dal Washington Post, la donna ha detto che tutto ciò ha mandato il figlio “in una spirale”. “Era fuori si sé” ha detto. “L’hanno fatto peggiorare. L’hanno traumatizzato completamente”.

Nei giorni scorsi la donna ha fatto causa all’ospedale. La madre del ragazzino ha dichiarato di non voler dare la colpa della morte del figlio alla struttura sanitaria, ma più che altro di non volere che situazioni del genere si ripetano. “Quando mio figlio era disperato, ho affidato all’ospedale la sua sicurezza e il suo benessere” ha detto.

“Gli ospedali dovrebbero essere posti sicuri che aiutano le persone che ci vanno (…) invece mio figlio è peggiorato per il fatto che lo staff ha continuato a umiliarlo e traumatizzarlo trattandolo da femmina e ignorando i suoi seri problemi di salute. “Fa male dirlo, ma voglio essere sicura che nessun altro debba trovarsi in una situazione del genere”.

In risposta alle accuse, il Rady’s Children Hospital ha per il momento dichiarato solo che la priorità della struttura è sempre quella di fornire il più alto livello possibile di cure ai pazienti e che la politica dell’ospedale è quella di non commentare questioni legali pendenti sino a che non viene fatta chiarezza sui fatti per come sono effettivamente accaduti.

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