Inchiesta di Report su Alessandro Zan e il Padova Pride Village

La trasmissione giornalistica di Rai 3 chiede al deputato dem se il suo coinvolgimento in una realtà commerciale non costituisca conflitto di interessi.

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Alessandro Zan intervistato da Report a proposito del suo ruolo nell'ambito dell'organizzazione del Padova Pride Village
Alessandro Zan intervistato da Report a proposito del suo ruolo nell'ambito dell'organizzazione del Padova Pride Village
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“L’onorevole Alessandro Zan ha una società che incassa oltre un milione di euro dal Festival Lgbtqia+ di Padova” racconta la trasmissione giornalistica Report, in onda su Rai 3 domenica 10 Dicembre. L’inchiesta promossa sui social da team di giornalisti diretto da Sigfrido Ranucci punta i fari sul Padova Pride Village, che va in scena ogni anno dal 2008 nella città veneta. Si tratta di uno dei più importanti eventi commerciali annuali dedicati alla comunità LGBTQIA+ in Italia, dura all’incirca tutta l’estate, raccoglie eventi di vario genere: concerti, talk, confronti, approfondimenti culturali, serate di clubbing, presentazioni di libri. Il Padova Pride Village è una delle realtà imprenditoriali apertamente LGBTQIA+ più di successo in un paese nel quale anche il sistema economico è attualmente genuflesso all’influenza vaticana.

11.12.2023:  aggiornamento > Alessandro Zan: “Ringrazio Report per l’inchiesta, orgoglioso del Padova Pride Village” >>>

Report riferisce, qui il post IG, che Alessandro Zan risulta amministratore unico, socio di maggioranza e beneficiario economico della società B-Proud srl, attività commerciale secondo Report, che chiede direttamente a Zan se non si tratti in effetti di uno scenario in cui egli guadagni denaro: “Non c’è alcun tipo di guadagno” risponde Zan “ho prestato il mio nome per dare una mano, ma lo faccio per spirito di servizio, a titolo gratuito“.

 

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È nel 2008 che si svolge la prima edizione del Padova Pride Village, dura soltanto un mese, dal 1° al 31 Agosto, e va in scena presso l’ex Foro Boario di Corso Australia. Concerto di apertura di Paola e Chiara, presenta Fabio Canino. Ma già dal 2009 il Village si sposta alla Fiera di Padova e allunga la durata, dal 10 Luglio al 29 Agosto – si legge sul sito. Durante gli anni, fino ad oggi, il Padova Pride Village va man mano crescendo di successo ed influenza, rafforzando la propria identità di tradizionale appuntamento per la comunità LGBTQIA+ italiana. Gran parte dello star system e dell’intellighenzia italiani (politici, scrittori, giornalisti, studiosi, attivisti) ha calcato il palco della Fiera di Padova davanti alla platea queer veneta, e non solo.

Secondo Report la società B-Proud srl è stata costituita con tremila euro di capitale iniziale, da tre soci tra cui Alessandro Zan. A leggere i bilanci, nel 2022 la B-Proud ha fatturato € 1.322.803 con una perdita di €934. Nel 2021 il fatturato è stato di € 148.311 con un utile di € 117.401 e nel 2020 la B-Proud srl aveva fatturato €333.726 con una perdita di €119.837. Alessandro Zan – spiega Report – risulta amministratore unico e socio di maggioranza della B-Proud.

I giornalisti di Report, nell’anticipazione, sottolineano: “Abbiamo chiesto all’onorevole Zan se il Pride Village è a tutti gli effetti un evento commerciale e se questo non costituisce un conflitto di interessi con la sua attività politica”. Secondo Report ci sarebbe conflitto nel gestire un’attività commerciale che si occupi di temi sui quali Zan svolge battaglie politiche.  Non è ben chiaro a cosa alluda Report, ma certamente nessuna inchiesta è mai di troppo, e chi non ha nulla da nascondere, non ha timore di inchieste. Infatti lo stesso Zan non si è sottratto alle domande dei giornalisti.

Alessandro Zan è nato il 4 ottobre 1973 a Padova. Apertamente gay, nel 2001 è entrato in politica con i Democratici di Sinistra. Nel 2002, ha promosso e organizzato il Pride nazionale a Padova (quando i Pride erano pochissimi e si era solitə scegliere ogni anno una città in cui fare un Pride di rilevanza nazionale). Nei primi anni 2000 Zan si impegna per l’introduzione in Italia dei Pacs, patti civili di solidarietà: il tentativo italiano di seguire l’allora modello francese e approvare le unioni civili per le coppie omosessuali, progetto poi fallito (in Italia si dovrà attendere il 2016 per le unioni civili).

Nel 2004, Alessandro Zan viene eletto consigliere comunale a Padova con i Democratici di Sinistra, e nel 2006, il Consiglio Comunale di Padova approva l’attestazione di famiglia anagrafica basata su vincoli affettivi, riconoscendo le coppie di fatto come “famiglia fondata su vincoli affettivi”. Nel 2009, Alessandro Zan si candida alle elezioni europee con Sinistra e Libertà, ma non viene eletto a Strasburgo. Successivamente è eletto consigliere comunale a Padova e nominato assessore con deleghe all’ambiente, al lavoro e alla cooperazione internazionale. La sua carriera politica in quegli anni continua in Sinistra Ecologia e Libertà (SEL) con cui nel 2013 viene eletto alla Camera, ma successivamente entra nel Gruppo misto. Nel 2018, è nuovamente eletto eletto alla Camera dei deputati nel Partito Democratico (PD). Durante questa legislatura, il suo nome diventa popolare grazie al disegno di legge detto Zan (DDL Zan), che si proponeva di aggiungere un aggravante per i reati penali legati all’odio verso le persone LGBTQIA+, verso le persone con disabilità e verso le donne. Dopo un dibattito che vede Zan ascendere a simbolico portavoce della comunità LGBTQIA+, il disegno di legge viene bocciato dal Senato nell’Ottobre 2021, tra le risate e gli applausi di una parte dei senatori, in quello che resta come un triste momento della storia repubblicana. Sostenitore di Elly Schlein alle primarie PD del 2023, Alessandro Zan dallo scorso Aprile 2023 è nella segreteria del Partito Democratico con delega ai diritti civili.

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