Uno straordinario, normalissimo Gay Village

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Dal 26 giugno, nella nuova location del Parco del Ninfeo, riparte la più grande kermesse dell'estate gay romana. Musica, cinema, teatro, fitness, cultura e anche i drag king,...

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Settima edizione, quarta location. Il Gay Village cambia ancora e in meglio: per l’edizione 2008 il più grande evento dell’estate gay romana si sposta al Parco del Ninfeo, proprio alle spalle del "Colosseo quadrato" all’Eur, peraltro a pochi passi da una delle più note aree di battuage della Capitale. A partire dal 26 giugno, ogni giovedì, venerdì e sabato, il Gay Village 2008 accoglierà i suoi tantissimi visitatori (l’anno scorso sono stati più di 300.000) in un’area di oltre 6.000 metri quadri finalmente su di un unico livello, dopo i due anni passati a fare su e giù per le scalinate del Parco delle Cascate che ha ospitato la manifestazione fino all’anno scorso. «Unico livello, accesso e viabilità sicura, parcheggi sufficienti per una fruibilità agevole della manifestazione: il Parco del Ninfeo era lo spazio che tutti volevamo, quello che tra l’altro avevamo già chiesto di poter occupare nel 2005 quando dovevamo lasciare il Parco San Sebastiano. Praticamente ritroveremo qui lo spirito che il Gay Village aveva nei primi due anni trascorsi al

Testaccio, dove le aree che ospitavano le varie discipline culturali si contaminavano piacevolmente». Imma Battaglia, presidente di

Di’ Gay Project e anima del Gay Village, sottolinea che la scelta della nuova location non è vissuta come una sconfitta ma anzi come una grande vittoria.

E allora via alle iniziative, con un programma come sempre ricchissimo di eventi articolati in teatro, cinema, musica, sociale e anche sport, grazie al Villaggio del benessere con lo spinning dei maestri del Team Mac, reiki, pallavolo e tango. Il programma cinematografico, curato da Armilla, apre il 27 giugno con il film Riparo – Anis tra di noi di Marco Simon Piccioni, una pellicola del nuovo cinema lgbt italiano al quale gli organizzatori hanno dedicato ampio spazio insieme con altre aree tematiche (transessualità e carcere, lesbismo e religione). Il teatro inaugura invece la settimana successiva, con la presentazione-spettacolo del libro Come fidanzarsi con un uomo senza essere una donna condotta da Alessandro Fullin e il Trash recital di Katia Beni, in programma il 3 luglio. Si prosegue con un cartellone di tutto rilievo, in cui si segnalano i nuovi spettacoli di Cinzia Leone, Gennaro Cosmo Parlato, Vladimir Luxuria e le Sorelle Marinetti; da non perdere il 17 luglio il ritorno in Italia (dopo due anni di "esilio volontario" in Brasile) della bravissima Dodi Conti e del suo Bevabbè.

Sarà ancora Dodi Conti, accompagnata da ospiti come Lucrezia Lante della Rovere o Sabrina Impacciatore, a presentare la prima edizione del festival internazionale King’s Village, organizzata dal 10 al 12 luglio in collaborazione con il gruppo dei Kings of Rome: donne provenienti da vari paesi europei, dagli Stati Uniti e America Latina, accompagnate dal gruppo romano Eyes Wild Drag, interpreteranno personaggi della storia del rock o del cinema o semplici stereotipi maschili, caratterizzati dalla loro nazionalità. Ospite d’eccezione, Dianne Torr, apparsa anche nel film Venuz Boys, che terrà un workshop sul drag kinging il 10 e 11 luglio (per informazioni e iscrizioni, www.kingsvillage.it).

In conferenza stampa, una nota di colore l’ha data il resoconto fatto da Imma Battaglia della vicenda legata alla campagna di comunicazione commissionata ad Oliviero Toscani e poi rifiutata: «Quando ho visto questo enorme preservativo giallo e rosso sono rimasta per cinque minuti muta e a bocca aperta davanti a Toscani – ha raccontato – Ma era un’immagine fallocentrica che non ci rappresentava. Lui continuava a blaterare l’importanza di questa provocazione ora che c’era Alemanno come sindaco, ma era una strada che non volevamo percorrere. Gli abbiamo chiesto se c’erano altre proposte, lui ha urlato che la soluzione unica era quella. Davanti a un atteggiamento fascista come questo non abbiamo potuto far altro che rifiutare». La nuova campagna, realizzata gratuitamente in due giorni da Wichy Hassan, ha risolto i problemi: tanti pupazzetti colorati, uno diverso dall’altro, in un ambiente naturale come il cielo, «perfetta per il nostro slogan "Straordinaria normalità"» ha sottolineato Imma.

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Alla conferenza stampa è intervenuta anche l’unica deputata dichiaratamente omosessuale del nostro Parlamento, Anna Paola Concia, che ha ricordato il suo coming out avvenuto proprio in occasione della prima edizione del Gay Village, nel 2002: «Ho appiccicato i manifesti del Gay Village per tutta la sede dei Ds in cui lavoravo – ha raccontato – Da lì è cominciato un impegno per costruire un percorso affinché un giorno, speriamo non lontano, l’omosessualità sia considerata una cosa normale».

Un po’ com’è appunto al Village, dove ogni sera dal giovedì al sabato entrano gay, lesbiche, transessuali ma anche tanti eterosessuali, italiani, stranieri, giovani e meno giovani. Per tutti, l’ingresso è gratuito fino alle 21.30; poi 7 euro il giovedì e 13 il venerdì e il sabato. Ci sarà il ristorante Il Corallo (che, assicurano, offrirà cucina ricercata ma economicamente accessibile a tutti), si potrà incontrare gli amici, aggirarsi tra i tanti stand (in uno di questi Anna Paola Concia dialogherà con il pubblico una volta al mese) e ballare con i tantissimi dj set, musica dal vivo, spettacoli di performers e go go dancers, tutti con la direzione artistica della ottima Anna Chiara Romagnoli. A proposito: per chi non sa resistere fino all’inaugurazione del 26 giugno, ci sarà un preofficial party il 21 giugno allo Spazio Novecento con il team delle notti del Salvation di Londra capitanato dal dj Elliot J. Brown.

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