IL FALEGNAME E LA PUTTANA

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Cannes. Due film affrontano il tema della pedofilia. Con ottimi risultati, 'The Woodsman' di Nicole Kassell con un misurato Kevin Bacon. Meno Asia Argento con 'Ingannevole è il...

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CANNES – In un festival pieno di ragazzini e bambinette è inevitabile trovare molti titoli con l’orco cattivo (e non certo ‘Shrek 2‘ che addirittura si accasa con Fiona e vuol conoscere i suoceri): ha suscitato molti entusiasmi ‘The Woodsman‘, notevole opera prima di Nicole Kassell, scoperta al Sundance dove il film era in concorso e vincitore allo Slamdance 2001 del premio per la migliore sceneggiatura, tratta da una pièce teatrale. Alla proiezione ufficiale un boato del pubblico ha accolto i protagonisti Kevin Bacon, Kyra Sedgwick e Benjamin Bratt (il fidanzato di Madonna in ‘Sai che c’è di nuovo‘). «Ma non avete ancora visto il film!» ha giustamente commentato la regista stupita e ripagata ulteriormente alla fine dello stesso da un caldo e convinto applauso di diversi minuti. E a ragione, visto che ‘The Woodsman’ (Il taglialegna) affronta finalmente il problema della pedofilia senza condanne a priori o sensazionalismi, ma raffigurando a tutto tondo e con una sensibilità rara e preziosa un personaggio problematico e torturato.
Walter è un tipo taciturno che dopo dodici anni di prigione per pedofilia trova lavoro in una segheria e cerca di cominciare una nuova vita. Conosce la spiccia Vickie che inizialmente crede lesbica (ma dopo essere stata a letto con lei le chiede: «Ma allora non sei gay?» e Vickie gli risponde «Non stasera»). Lui le racconta il suo passato, lei cerca di aiutarlo ma la segretaria della segheria Mary Kay gli mette contro i colleghi di lavoro. Intanto Walter si rende conto che l’attrazione per le minorenni è in lui ancora viva e, osservando un gruppo di ragazzini nella scuola davanti a casa, scopre un pedofilo gay, giovane, bello e biondo che tenta di adescarli ma non interviene e viene sospettato dall’ispettore Lucas. Più che sviluppare la trama giallo/poliziesca, alla regista interessa analizzare con sobrietà e rigore un’anima succube dei propri desideri (e per una volta il pedofilo non ha solo l’ossessione per le giovanissime ma anche rapporti con una quasi coetanea).

Interpretazione da Oscar di un misurato Kevin Bacon con volto scavato e espressione dimessa e sceneggiatura senza sbavature con due scene magistrali: l’adescamento di un bambino da parte dell’omosessuale fascinoso commentato da Walter come una partita di basket e il dialogo con la bambina del parco che gli rivela a sorpresa di essere stata molestata dal padre. In conferenza stampa Kevin Bacon, con capello più lungo e t-shirt nera con scritta ‘Imagine Peace’ ha dichiarato che «Ogni film è un’esperienza diversa. I personaggi di ‘The Woodsman’ e di ‘Mystic River’ di Clint Eastwood sono molto diversi. Entrambi i film trattano di un segreto e del male fatto a minorenni ma l’analisi dei personaggi è completamente differente e anche lo sguardo della regista».
Pedofilia anche nel medio ‘Ingannevole è il cuore più di ogni cosa‘ di Asia Argento, un po’ meno brutto del precedente ‘Scarlet Diva‘. Con uno stile da film low budget anni ’70, l’attrice/regista ha portato sullo schermo un omonimo libro americano neocult campione d’incassi e adorato da star come Tom Waits e Bono Vox. L’autore è lo stesso di ‘Sarah‘, quel J.T. Leroy efebico ventitreenne e minuto, con caschetto biondo e sproporzionato che inizialmente non rilasciava interviste né faceva apparizioni in tv contribuendo così ad alimentare il mito, fino a farsi definire da ‘The Face’ «una superstar». L’Argento ne è diventata amica al Festival della Letteratura di Massenzio e ha contribuito a promuovere il libro in Europa (in Italia è edito da Fazi).

Nel film interpreta la bionda Sarah, prostituta infantile (dorma col pollice in bocca) che vaga negli Stati del Sud col figlio Jeremiah, passa da un uomo all’altro alternando prestazioni da pochi dollari con camionisti brutali. Il bimbo viene lasciato poi ai nonni fondamentalisti cristiani che lo seviziano ancor di più imponendogli una disciplina marziale e punizioni disumane. La descrizione quasi clinica delle angherie infinite subite dal bambino, che rendevano il libro violentissimo ma a suo modo interessante si riduce nel film di Asia a una sequela anche un po’ monotona di frustate, botte, fughe in auto, ingollate di acidi, dormite improvvisate nella vasca da bagno e femminilizzazione progressiva del bambino che la mamma trucca come una ragazzina e gli fa persino indossare un baby doll. La Argento, che comunque non recita male in americano (vive ormai negli Usa da anni), riduce le parti sull’ossessione religiosa e censura anche i passi più forti come l’erezione che il bambino ha sempre quando lo picchiano e la violenza anale (si vedono solo le due mani che si sovrappongono) con successiva cucitura del sedere in ospedale, sostituita da incubi in cui il bimbo vede due corvacci rossi. Più interessante il cast con camei istantanei di Winona Ryder che fa l’istitutrice e cerca di recuperare il bimbo dopo lo stupro, Ornella Muti e Peter Fonda nei panni dei nonni iperreligiosi e Marilyn Manson in quelli dell’amante Jackson (quasi irriconoscibile senza trucco). Lo scegliere poi ben tre attori per interpretare il ruolo del bambino a sette e poi undici anni, i gemelli Dylan e Cole Sprouse e Jimmy Bennett, non aiuta certo l’equilibrio della storia.
La Argento ha dichiarato in un’intervista fatta allo stesso J.T.: «Non ho reso diabolico nessuno. E’ pieno di film che trattano dell’infanzia maltratta nei quali tutto è nero e bianco. Piccoli angeli adorabili e adulti cattivi.» Il titolo è invece preso da un brano di Geremia 17:9 che termina con la frase: «…e disperatamente malvagio. Chi può conoscerlo?».

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