Ivrea è più ‘gaya’ che mai

di

Al via stasera la sesta edizione di 'Ivrea la Gaya', rassegna culturale eporediese contestata da Fabrizio Bertot, sindaco di Rivarolo Canavese. Film, doc e presentazioni di libri fino...

1001 0

Torna Ivrea la Gaya, eclettica rassegna culturale eporediese (presentazioni di film, documentari, libri) arrivata alla sesta edizione ma eclissatasi per due anni per problemi principalmente associativi. «L’assenza è dovuta alla transizione di Arcigay Ivrea in comitato provinciale Arcigay Torino "Ottavio Mai"» ci spiega uno degli organizzatori, Adriano Virone. «Si è ricostituito un nucleo locale che ha ripreso a operare sul territorio. È fondamentale smuovere le acque in provincia presentando una rassegna culturale di alto livello grazie a finanziamenti pubblici e col patrocinio della Regione Piemonte e della Provincia di Torino. Serve anche a contrastare l’egemonia ‘torinocentrica’ che c’è in questa regione. Solo una parte dei gay piemontesi vive nel capoluogo: molti abitano in paesini e in altre città, la nostra iniziativa è fondamentale per farli sentire meno soli».

Una manifestazione che ha già scatenato polemiche anche per le virulente dichiarazioni di Fabrizio Bertot, sindaco di un piccolo centro canavesano, Rivarolo, riguardo ai 1500 euro stanziati dall’Assessorato alle Pari Opportunità della Provincia di Torino: «Se i gay avessero chiesto il culo, Saitta (Presidente della Provincia di Torino, ndr) gliel’avrebbe dato. Almeno avrebbe concesso qualcosa di suo, non i soldi della collettività. Saitta è alla disperata ricerca di consensi. Così, in vista delle elezioni provinciali del prossimo anno, investe in questo tipo di manifestazioni sperando di ottenere i voti dei gay. I cittadini devono sapere che i soldi delle loro tasse finiscono anche in questa rassegna». «Alle volgarità di Bertot non si controbatte nemmeno» sostiene Virone. «La destra non ha mai ritenuto l’omofobia un problema» ribatte invece Andrea Benedino, fondatore di Arcigay Ivrea, ex assessore all’istruzione e promotore di Ivrea la Gaya. «Ha sempre cercato di non affrontare questi temi. Invece la questione riguarda molti ragazzi del territorio. È più facile essere omosessuali in città rispetto alla provincia. Tantissimi suicidi sono dovuti spesso alla non accettazione della propria sessualità».

Ivrea la Gaya si inaugura stasera presso l’ABCinema con l’apprezzato doc Improvvisamente l’inverno scorso di Gustav Hofer e Luca Ragazzi, ormai diventato il manifesto dell’immobilismo politico antigay italiano. Prima della proiezione, alle 21.00, è previsto un dibattito alla presenza, tra gli altri, dell’ex ministro Pollastrini, del Sindaco di Ivrea e del presidente nazionale di Arcigay Aurelio Mancuso.

Tra le presentazioni di libri, da non mancare Pier Vittorio Tondelli, Un ritratto a memoria, riuscito ‘saggio dialogato’ di Andrea Demarchi che sarà presentato giovedì 30 novembre con l’accompagnamento di musiche e canzoni tondelliane eseguite da Maurizio Bonino; giovedì 27 novembre è la volta della gustosa biografia dell’ex onorevole Franco Grillini Ecce omo. 25 anni di rivoluzione gentile (Rizzoli).

Potete trovare l’intero programma della manifestazione all’indirizzo www.ivrealagaya.it.

Leggi   “Cary Grant era bisex”: il documentario presentato al Cinema Ritrovato di Bologna
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...