Milo Yiannopoulos: in California scontri per il supporter gay di Trump

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1500 manifestanti all'Università di Berkeley contro il gay omofobo.

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Nella giornata di giovedì negli Stati Uniti si è parlato molto degli scontri avvenuti presso l’Univerità di Berkeley (California), dove era previsto l’intervento di Milo Yiannopoulos, editor di Breitbart News (sito del consigliere strategico del presidente Usa Donald Trump, Steve Bannon) e conosciuto per le sue posizioni di estrema destra.

Ma la visibilità di Yiannopoulos è dovuta anche al fatto che sia gay dichiarato e abbia annunciato che al più presto di volersi curare dall’omosessualità, nel caso esistesse un rimedio, oltre ad aver definito le persone transuomini gay mentalmente malati che si vestono da donna per avere attenzione”.

Il giornalista è arrivato addirittura a bruciare la bandiera arcobaleno, simbolo della comunità LGBT, invitando a votare per Donald Trump, che lui chiama affettuosamente “daddy. Yiannapoulos concordava in quell’occasione con l’affermazione del magnate secondo la quale “gli eccidi di massa di persone gay come quello di Orlando diventerebbero comuni se fosse eletta Hillary Clinton”. Per concludere questo bel quadretto, Yiannopoulos è stato bannato da Twitter nei mesi scorsi per i suoi commenti razzisti contro la protagonista di Ghostbuster Leslie Jones.

Qualche ora prima del discorso di Milos Yiannopoulos, i manifestanti hanno gettato pietre e transenne contro le finestre dell’ateneo e appiccato il fuoco a un generatore all’ingresso. Alla manifestazione hanno partecipato 1500 persone, anche se di queste un centinaio ha cominciato le violenze. La polizia avrebbe ordinato ai manifestanti di disperdersi e ha chiuso il campus.

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