DIAVOLO DI UNA STREGA

di

Valentina Gautier, dopo aver cantato l'inno del Torino Pride "Be free", esce con l'album "Streghe". Contro l'anticonformismo dei finti eterosessuali. Preti compresi.

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Come mai la scelta di Streghe come titolo del tuo nuovo album? È evocativo di un periodo buio e oscurantista non credi?
Io mi sento una strega ma perchè non mi sento omologata. Sono demonizzata come tutte quelle donne che non entrano nei clichè. Esattamantew come le streghe medioevali erano tali perchè sfuggivano al controllo noi siamo le nuove streghe con la sola differenza che oggi non ci possono più bruciare.

Con cosa non ti riconosci esattamente?
Ci sono donne che non si riconoscono nel modello “mamma del mulino bianco” ne in quello delle veline e tantomeno aspirano ad esserlo. Sono le donne della quotidianità, la stragrande maggioranza. Io sono una di loro.

La notte di Halloween sei stata protagonista alle Messaggerie di Roma. Allora sei proprio una strega! Com’è andata?
Pensa che sono anche mancina e nata di 17, più strega di così! La notte di Halloween ho presentato il disco ed è andata molto bene. È stata una presentazione insolita per un album insolito. Non condividendo il sistema discografico non voglio omologarmi. Ho scelto Platinette come madrina, anzi, madrina e padrino contemporaneamente.

Come mai lei?
Mi assomiglia molto. Di lei amo il suo essere eccessiva, il suo colore, il suo lato provocatorio. Ed è anche una persona molto intelligente. Mauro (vero nome di Platinette, ndr) viene dalla musica e dalla radio e di musica se ne intende molto.

Chi giudichi strega o stregone oltre te? Chi senti più vicino/a a te come modo di essere?
Sicuramente la comunità gay. I gay non sono omologati. Sento vicino a me tutte le persone che lottano per la propria libertà di espressione e per affermare il proprio modo di essere a prescindere dai modelli esistenti. Come sai ho avuto modo di allinearmi alla vostra causa da quando ho cantato Be free al Torino Pride. Ho vissuto da vicino la vostra realtà e mi rendo conto che siete demonizzati esattamente come le streghe di cui parlo nell’album.

Hai visto “Il padre delle spose” con Lino Banfi ieri sera?
Ma tu pensa: ci sono i bambini…

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Hai visto “Il padre delle spose” con Lino Banfi ieri sera?

Ma tu pensa: ci sono i bambini che muoiono di fame, quelli abusati, quelli sono i problemi. Invece mi è toccato leggere dichiarazioni vergongose che mi hanno fatto vergognare di essere rappresentata rappresentata dalla comunità etero. Non mi sento rappresentata nemmeno dalla mia religione mi spiace dirlo. Gesù ha predicato amore, mentre il cardinal Tonini… vorrei stendere un velo pietoso. Sono loro i primi peccatori eppure sono omofobi. L’omosessualità è diffusa anche nel clero, non è un mistero. Ho avuto modo di conoscere sacerdoti palesemente omosex, amici che hanno avuto relazioni con sacerdoti omosex. Non voglio fare pettegolezzo, ma da che puplito viene la predica! Sono le cose che ti fanno arrabbiare di più. Possiamo anche parlare dei casi clamorosi di pedofilia, e poi sai che ti dico?

Cosa?
Che la vita è un lampo. Siamo l’equivalente di caccole nel cosmo. Perchè le persone devono spendere energie nell’inventarsi problemi che non esistono?

Ti assumo come avvocato. Tonando all’album, canti un tipo di disagio, quello che porta all’anticonformismo ma non solo. Ad esempio in “Asini” ti arrabbi contro il maschio di oggi. Mi fai un esempio di maschio-asino?
È una canzone d’amore a loro. Ho dato visibilità a una categoria di uomini precisa. Mi auguro che non siano tutti cosi ma siamo tutti vittime della legge “avere x essere” che ti spinge spesso a crearti un’identità che non hai e a devastare la vita di chi incontri. Non c’è nessuno che non abbia incontrato un asino. Sono mitomani che credono alle loro bugie.

In “Strega” invece rifiuti i preconcetti delle donne protagoniste delle favole. Eppure tutti/e vorremmo vivere una vita da favola. Tu no?
Si ma non vorrei essere Cenerentola! Lei è vittima prima della famiglia e poi del principe. Io sono capace di crearmi una buona vita non dipendendo da nessuno. Vivere una favola non significa necessariamente vivere in una favole di quelle che conosciamo ma possiamo anche costruircele. Ci sono sfumature mai messe in evidenza come ad esempio il fatto che le streghe possono anche non essere cattive. Lo sono state solo perchè demonizzate in quanto indipendenti.

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Titolo di un brano: “Sono insopportabile”. Ma lo sei davvero?
È la mia descrizione. A volte si. Ho un compagno che mi sopporta, ma non è il principe azzurro sia chiaro.

“Un anno d’amore” è la cover di una celebre canzone di Mina. Un tributo alla comunità omosex?
È l’espressione del mio coraggio. Sono un’incosciente di natura per cui non ho sentito il peso della resposnabilità pur facendo la cover di una grande come Mina. Sono l’unica donna che ha scritto una canzone per lei ma stavolta volevo conatare una canzone non mia.

Hai scritto una canzone per Mina?
Si. Ho scritto musica e testo di “Uomo ferito” uscito in “Sorelle Lumiere”. Un’esperienza emozionantissima

Con chi ti piacerebbe duettare?
Con Caparezza. Fa un genere diverso dal mio ma come me è un personaggio sopra le righe. Uno stregone.

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di Daniele Nardini

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