TOILET BOYS, GLAM A NEW YORK CITY

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Negli anni 70 a New York non c'era solo lo Studio54 e la disco music o le feste di Andy Warhol, c'erano anche un gruppo di artisti che...

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Negli anni 70 a New York non c’era solo lo Studio54 e la disco music o le feste di Andy Warhol, c’erano anche un gruppo di artisti che vivevano e scrivevano la storia dell’East Village o meglio ancora di St. Mark’s place. Colorati, eccessivi, moderni nell’accettare il capovolgimento dei ruoli uomo donna e ad assumere come stile di vita il trash, i prodotti rifiuto della borghesia di New York uptown, il rifiuto di ogni forma di intellighenzia, insomma rappresentavano tutto quello che il rock meno intelligente poteva rappresentare. Convivevano con il punk ma solo esteticamente avevano poi dei punti in comune, definiti glam, puro spettacolo, puro divertimento. Chitarre colorate, boa di struzzo, cattivo gusto, eyelner, vinile lucido, pelle nera, glitter, vestiti rubati a drag queen, mini t shirt……questa è la prima cosa che colpiva di gruppi musicali come NewYorkdolls, T-Rex, CherryVanilla e mille altri persi fra le strade più malfamate di Manhattan, le avenue A,B,C. La musica vedeva protagonista chitarre distorte, giri di basso elementari, batteria assordante, il punk incontrava il rock californiano dei Beach Boys, David Bowie/Ziggy Stardust era la figura d’oltreoceano che faceva da sacerdote. Un fenomeno lampo come tutte le espressioni più radicali della gioventù ma New York è la città dove tutto nasce e nulla muore e il glam, resuscitato anche dalla moda di oggi nelle sue forme più tranquille, continua ad appassionare i nuovi e vecchi abitanti e frequentatori dell’East Village e continua a fare proseliti del “live fast, die young”. Qui ci sono ancora locali che hanno fatto la storia del rock come il CBGB e qui nascono continuamente nuovi locali dove vivere questi eccessi rock’n’roll; le dragqueen di NY non hanno perso tempo e all’inizio degli anni 90 nasceva li vicino una serata dal nome Squeeze Box e in poco tempo diventava un punto di riferimento per tutti quelli che ancora volevano divertirsi con del buon rock’n’ roll, con il travestimento e con un bel pò di carburnte all’alcool.

Padrona di casa diventava Mistress Formika che si trovò da lì a poco a ospitare non solo tutta la debauchery di Manhattan ma ospiti del calibro di Deborah Harry, Courtney Love, Nina Hagen e i gruppi più famosi che suonavano gratis pure di fare presenza. Questo convivere di ex star, celebrità, teenagers, artisti underground, drogati, neoyuppys in cerca di emozioni forti aveva un solo comune denominatore, il rock’n’roll e il glitter. Quando sul palco non c’erano esibizioni di band o dragqueen per una notte, a mettere la musica c’era Miss Guy la cui musica non era fatta altro che dai dischi che ogni giorno sentiva a casa. Oggi il futuro di questo posto è in forse ma ha lasciato in eredità uno dei gruppi più festosi e divertenti che si possa vedere a New York, i Toilet Boys. Il/la cantante è proprio Miss guy che insieme a Sean, Eddie Electric, Adam Vomit e Rick Rocket continua a fare concerti adrenalinici e finalmente dischi di pura tradizione hard rock. E’ tutto giocato sull’effetto, sul palco ci sono fiamme, fumo, effetti speciali a basso costo e un gruppo la cui immagine è un concentrato puro di vestiti “heavy metal” e accessori strategici; la musica non è per palati fini e forse neanche per intenditori del genere ma gioca su sonorità già sentite in qualche vecchio vinile. Sicuramente non fanno per Mtv (anche se l’industria ha cercato di riciclare i Marylin Manson che stufi del satanismo adesso giocano sul transgender) e neanche per gli amanti della techno, siamo davanti a pochi strumenti e pochi accordi, suoni non certo all’avanguardia.

L’ambiguità è nei testi, negli atteggiamenti, nel cantante in drag che ha come modelli le rockers al posto delle dive/divine hollywoodiane, nelle dichiarazioni vaghe sulle preferenze sessuali, nella voglia di non dichiararsi perchè è tutta una festa. Ai loro concerti si ha l’impressione di essere in un Rocky Horror Show più moderno e metropolitano, il pubblico è fatto di giovani metallari che sembrano usciti da un libro di Dennis Cooper, di travestiti strappati alla strada, di “englishmen in NY”, di gay senza un muscolo, di etero in calze a rete, di raver pentiti ancora in speed, una grande festa dove lasciarsi andare come ad un concerto degli AC/DC. Girare di giorno per St. Mark’s place e ritrovarsi accanto quelli che la sera prima erano sul palco non è per niente inusuale ma NY è così quindi non è da stupirsi se poi a venderti la t-shirt per andare allo Squeeze è proprio il chitarrista al quale hai urlato amore eterno fra un grido e una schitarrata e non stupitevi se il look non cambia, qui si gira in puro stile glam anche alle 11 del mattino.

Come la tradizione newyorkese ama sottolineare, qui la festa non finisce mai, il giorno e la notte si confondono, le mode nascono e sopravvivono agli stessi inventori.

note: per un look glam NYC offre tutto, dalla mutanda alla parrucca al cockring usato come orecchino, basta girare per l’ East Village o fare un salto da “Trash and Vaudville” in St.Mark’s pl., da “House of Patricia Field”, da qualsiasi negozio vintage con le foto dei Kiss in vetrina.

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