Figli delle famiglie arcobaleno registrati a Torino, ora decide l’Avvocatura dello Stato

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È stata la sindaca Appendino a trasmettere gli atti a Roma, giocando d'anticipo sulla verifica del Viminale.

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Ai legali dello Stato spetterà un giudizio sulla validità degli atti di nascita dei figli delle famiglie arcobaleno registrati a Torino.

Per la famiglie omogenitoriali comincia ora nuova partita per ottenere il riconoscimento dei propri figli da parte delle istituzioni. L’Avvocatura dello Stato è stata infatti chiamata a dare un parere sulla validità degli atti dello Stato Civile a Torino, dove nei giorni scorsi sono stati registrati i figli di tre coppie LGBTI.

Secondo quanto riporta Repubblica, a inviare gli atti a Roma è stata la Prefettura torinese, che li ha ricevuti dalla sindaca Chiara Appendino. La prima cittadina torinese, tra i sindaci più in vista nella “primavera arcobaleno”, ha anticipato la richiesta di verifica che sarebbe arrivata dal Viminale.

Già dalla prossima settimana i legali dello Stato dovrebbero trasmettere un primo parere al Ministero dell’Interno per stabilire se la registrazione dei bambini come figli di coppie omogenitoriali senza che ci sia una sentenza del Tribunale sia stata legittima. Il rischio però, piuttosto concreto, è che alla fine di tutto l’iter a decidere dei figli delle coppie gay sia Matteo Salvini.

Con l’insediamento del nuovo governo infatti al tavolo del Viminale potrebbe sedersi proprio il leader leghista, a cui spetterà decidere se impugnare la decisione della sindaca di Torino e chiedere la cancellazione dei certificati o se considerarli validi.

E Salvini purtroppo non è certo noto per nutrire simpatie verso le famiglie omogenitoriali, a maggior ragione se la loro discriminazione possa servire a riavvicinare Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni al nascente esecutivo giallo-verde.

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