Ma i gay fanno ancora sesso?

di

Al contrario di come vorrebbe il luogo comune, i gay fanno molto poco sesso. Fra chattate infinite, appuntamenti rinviati, incompatibilità, trovare qualcuno è una missione ormai impossibile.

3102 0

Ricordo ancora quando mia madre fece coming out con me. Lo so che in genere è il contrario e spetterebbe al figlio gay fare l’annuncio alla mamma, ma visto che io tentennavo è toccato a lei aprire per prima un armadio che ormai aveva le ante di vetro dicendomi: "guarda che lo so che ti piacciono i maschi" (detto con un afflato più drammatico in un discorso ben più complesso).

L’immaginario erotico omosessuale che mia madre aveva era quello che le si era creato nella mente vedendo pochi e tendenziosi film di genere come il controverso Cruise, con Al Pacino, una pellicola che descriveva il sessualmente esuberante mondo omosessuale newyorkese della metà degli anni ’80, periodo durante il quale si faceva sesso ovunque, comunque, con chiunque anche in multipli di 12 e che diede una mano all’integrazione dei gay come Fahrenheit 9/11 alla stima degli americani nei confronti dell’amministrazione Bush. Io me la immaginavo mentre si figurava il figlio di 17 anni incaprettato su una sling in pelle mentre 12 maschi nerboruti se lo passavano l’un l’altro come una grolla di vino caldo.

Beh, mamma, se mai leggerai questo post, tranquillizzati, il mondo gay (purtroppo) non è quella valle selvaggia di sodomiti infoiati che tanta cronaca conservatrice vorrebbe fosse e, salvo circoscritte risacche di sessualmente attivi, qui è tutto fuorché torridamente promiscuo.

"Ma cosa stai dicendo? Non è vero che l’ambiente gay è poi così tanto abbottonato. Forse, più semplicemente sei tu che non interessi a nessuno" (voce fuori campo). Probabile, anzi, quasi certo ma è pur vero che come dice un mio amico costumista quasiaffermato con un eccesso di ottimismo "nel mondo gay chiunque riesce a fare sesso anche se ha una gamba di legno e un una biglia d’alabastro al posto di un occhio, basta trovare il pubblico giusto".

Eppure, sento tanti altri lamentarsi dello stesso problema: si fa molto poco sesso, o, quanto meno, molto meno di quanto i nostri omologhi eterosessuali immaginano quando, con una punta di invidia e pensando a quanto le donne se la tengano ben stretta, ci confessano: "beati voi che potete farlo ogni volta che volete". Ma ogni volta che vogliamo, quando?

Lasciata alle spalle l’era selvaggia descritta da quel filmaccio con Pacino, è possibile che oggi il sesso sia diventato così poco interessante? A giudicare dai "solo per decisi" e "cerco molto dotati" che leggo sui profili delle chat direi di no, eppure.

Sono tornato da quasi un mese dalle vacanze con un risveglio ormonale primaverile piuttosto tardivo e non essendo provvisto di trombamici ho iniziato a battere tutte le chat. Ad eccezione di quelli ai quali direi comunque di no anche se fossi stato appena rilasciato dopo una prigionia di 12 anni in una cella d’isolamento nel carcere di Alcatraz: esclusi amici e conoscenti, quelli con cui sono già stato e quelli che mi hanno detto "no, no e ancora no" resta un numero pur sempre cospicuo di uomini molti dei quali però pipparoli cronici (ndr: ovvero quelli che chiacchiera chiacchiera non arrivano mai al punto).

Dunque, il percorso con loro di solito è il seguente: saltati i soliti convenevoli del "come stai – tutto bene – e tu?" (per cui qualche volta mi verrebbe voglia di dirgli che mi hanno diagnosticato un tumore e ho poco più che 12 ore di vita solo per il gusto di leggere una risposta meno scontata), dopo che gli ho spedito tutte le foto che ho dal battesimo alle vacanze al mare appena concluse, dopo che ho sapientemente dribblato la domanda fatica sul ruolo riuscendo ad adattarmi a ogni richiesta pur di accalappiarlo, dopo che mi mostro disposto ad attraversare una città dalle distanze siderali come Roma, con il caldo, con i mezzi pubblici che solo per quello dovrei essere ricompensato da un’orgia con la nazionale australiana di nuoto, quando sono già con un piede sulla porta e le parti intime sapientemente deterse ed emananti fresche fragranze di Chilly ti scrivono: "però ora non posso, ti andrebbe bene la settimana prossima?". E lì fai un respiro da Pellizzari prossimo all’ennesimo record d’immersione in apnea per non vomitargli addosso che hai voglia adesso e non tra 7 giorni, che per come va il mondo per allora potresti già essere morto e che appuntamenti così lontani non li dà più nemmeno il RECUP per fissare un’ecografia. Ma dissimulo e dico "perfetto, non c’è problema", perché detesto fare la parte di quello che non sa accettare con maturità un semplice rinvio mentre sento che gli ormoni mi esplodono nel basso ventre come una casseruola di pop corn.

Leggi   Milano, incontri sessuali e poi il ricatto: arrestato senegalese

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...