Rapporto conflittuale padre-figlio gay: se ne discute nel forum.

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"Tuo padre non ti odia, ti ama silenziosamente!" risponde un utente.

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Mio padre mi odia e secondo me è anche per il fatto che sono gay, anche se non sono ancora certo del mio orientamento.

Questa è quello che dice uno dei nostri utenti sul forum di Gay.It.

Lo stesso utente si chiede:

Quanto può influire sulla propria sessualità aver avuto un rapporto inesistente con il proprio padre, ai limiti dell’odio?

Il tema del rapporto conflittuale padre figlio gay (o bisex o di minoranze LGBT) è sicuramente una delle cose che segna di piu’ la vita di un/una giovane gay. Tutti ci siamo chiesti, almeno una volta, se il rapporto che si genera fra noi e nostro padre, a volte inesistente a volte solo conflittuale, possa aver influito, anche solo leggermente, sulla nostra sessualita’. Giusto o sbagliato che sia. Guardarsi dentro è sempre pieno di contraddizioni, varianti e non è mai scontato.

Gli utenti ne hanno parlato del rapporto conflittuale padre figlio gay sul forum di Gay.it e si sono confrontati a partire da questo post.

DIVENTARE GAY PER PROBLEMI COL PADRE? GRANDISSIMA CAZZATA

Ho un rapporto ottimo con mio padre, come anche con mia madre.
La storia del diventare gay perchè si hanno cattivi rapporti coi genitori o perchè si è avuto un padre assente è una grandissima cazzata, inventata da chi voleva trovare un alibi, una motivazione a tutti i costi, alla propria omosessualità.

Sicuro non esiste il gene gay, questa sì che è una cazzata!

Di questo abbiamo gia’ parlato in un altro post del forum. Ci si chiedeva, Gay si nasce? . Andate un po’ a vedere le opinioni di altri utenti e scoprite anche la nostra.

L’ORIENTAMENTO SESSUALE INFLUENZA I RAPPORTI COI GENITORI, SI, MA NON IL CONTRARIO!

Non sono gay perchè non mi sono identificato in mio padre, ma non mi sono identificato in mio padre perchè sono gay. Sono convinto che il nostro orientamento sessuale sia frutto di una combinazione di caratteri innati, che (forse mischiati all’esperienza, forse no) formano l’ orientamento sessuale. Se l’ orientamento sessuale fosse frutto solo dell’esperienza vorrebbe dire che siamo delle tabule rase su cui ci si può disegnare qualunque cosa, delle tavolozze senza identità, che due persone che abbiano lo stesso percorso e le stesse esperienze verrebbero identiche … invece ognuno di noi ha un’ identità innata, un’ anima, necessariamente unica … e gli elementi innati (che poi costruiscono questa “anima”) possono portare un orientamento o un altro. Sono straconvinto che l’orientamento sessuale si formi nei primissimi tempi della vita e che influenzi molto il rapporto con le figure genitoriali e col loro sesso e non il contrario , come affermano i fautori delle terapie riparative, i quali invertono le cause con gli effetti.

Questo intervento dà moltissimo su cui riflettere e siamo convinti che la sua teoria sia piu’ che giusta.

Sono spesso i nostri orientamenti sessuali “diversi” da cio’ che viene definito come “norma” ad avvicinarci di piu’ alle figure femminili della famiglia, temendo che nostro padre possa non capirci e siamo magari noi stessi a mettere per primi un muro, senza accorgercene. Il che poi va a crescere in dismisura quando nostro padre ci mette del suo.

Per quanto riguarda l’esperienza beh, sicuramente fare esperienza aiuta moltissime persone, ma non per tutti è realmente necessaria per capire chi si è veramente. A volte basterebbe solamente ascoltare il proprio cuore e i propri istinti, il proprio corpo, che non mentono mai, senza paura di ammettere cosa dicono.

TUO PADRE NON TI ODIA, TI AMA SILENZIOSAMENTE.

Quello che addolora un padre è che gli altri ti deridono quando sanno che hai un figlio diverso, con la convinzione, vecchia del passato, che dipenda dall’educazione impartita. La verita’, pero’, è che tuo padre non ti odia, ti ama silenziosamente!

I genitori, i nostri fratelli e sorelle, amici e parenti piu’ stretti soffrono se la gente ci deride e se non ci prende sul serio, e loro stessi in certi casi diventano vittime di bullismo per avere un parente gay (specie quando è cosi stretto). Come dice questo utente, che asserisce un’immensa verita’, i nostri padri sono ancorati ad un tipo di vita nella quale l’omosessualita’ non era pubblica, si vedeva giusto gay o trans in qualche film macchiettistico in tv o al cinema e gli incontri si facevano in batuage notturni o nella super intimita’ di casa propria, lontani da occhi indiscreti.

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Con questa idea radicata della difficolta’ di vita di un gay o LGBT in generale, i padri partono subito prevenuti su cio’che dovranno affrontare loro in primis come bullismo, battutine, occhiatacce e veder bisbigliare la gente davanti a sè, e poi pensano al dolore che patiranno i loro figli e, nella maggior parte dei casi, reagiscono in modo duro, chiuso, quasi a voler essere loro stessi il primo scudo che il figlio dovra’ trovarsi di fronte nella vita.

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