INFLUENZA + HIV = AIDS?

di

“Il mio ragazzo Hiv+ non in trattamento, ha preso l’influenza. Significa che è in Aids conclamata? Deve prendere i farmaci?”. L’esperto: “Nessuna paura. I sieropositivi son tipi tosti”.

1534 0

Buona sera, la mia domanda è per il dottor Allegrini.
Da un mese ho conosciuto un ragazzo, con il quale sto iniziando una relazione sentimentale, che ha scoperto da due mesi di essere sieropositivo (il suo medico gli ha detto che le sue difese immunitarie sono perfette e per ora gli fa prendere solo delle vitamine, il virus dell’HIV l’ha contratto dal suo precedente ragazzo poiché ha avuto rapporti solo con lui). Da ieri ha contratto una leggera influenza. Le mie domande sono le seguenti:
– è sufficiente che abbia contratto questa leggera influenza per passare dallo status di soggetto sieropositivo a soggetto con AIDS?
– in base a quali criteri si passa da sieropositivo a soggetto con AIDS conclamata?
– è abbastanza questa influenza perché sia considerato tale e quindi inizi una cura antiretrovirale? Ho trovato molte informazioni in internet, molte delle quali discordanti tra loro. Spero che mi possa rispondere e aiutare a fare chiarezza.
Grazie per la cortese attenzione, Teo

Caro Teo,
per prima cosa auguro a te ed al tuo ragazzo di consolidare la vostra storia e di formare una nuova coppia 🙂
Inizio a rispondere dalla tua seconda domanda. Una persona sieropositiva viene classificata in AIDS conclamata solo quando viene fatta diagnosi di una o più malattie presenti in un elenco di 26 diverse malattie. Questo elenco è stato stabilito in una Conferenza Internazionale nel 1993 e contiene malattie molto diverse l’una dall’altra: si va da malattie “banali” e facili da curare come per esempio la Candida dell’esofago a tumori come i Linfomi. La comparsa di queste malattie non dipende dalla presenza del virus HIV (infatti le stesse malattie possono comparire anche in chi non ha il virus) ma dal livello dei linfociti CD4+ (le difese immunitarie) tanto è vero che esiste un gruppo di sieropositivi (circa il 5%) che pur avendo il virus mantengono per 20 e più anni un normale livello di linfociti in assenza di terapia e proprio per questo vengono definiti “long term non progressor” (cioè che non progrediscono per lungo tempo).
Da quanto ho scritto è chiaro che una semplice influenza non solo non fa passare il tuo ragazzo all’AIDS conclamata ma anche che avere l’influenza non c’entra nulla con il fatto di essere sieropositivo. Quello che voglio dire è che non bisogna pensare che se uno è sieropositivo è più esposto ad avere tutte le malattie ma che la probabilità di avere una di quelle 26 malattie (non qualsiasi malattia!) dipende dal numero dei linfociti. Inoltre la terapia antiretrovirale non si inizia quando uno si ammala ma quando i linfociti scendono sotto una certa soglia e prima che ci si ammali, proprio per questo ogni 3-4 mesi si fanno le analisi del sangue per verificare quanti sono i linfociti CD4+ e quindi per decidere se iniziare o meno una cura (usiamo il termine cura per consuetudine ma in realtà dovremmo parlare di profilassi dato che le medicine le diamo prima di ammalarsi allo scopo di rialzare i linfociti e quindi allontanare la probabilità di ammalarsi in futuro).
E’ del tutto normale che una persona che ha saputo da poco di essere sieropositivo abbia una estrema attenzione a tutto quello che capita al suo corpo e che tenda ad attribuire all’HIV qualsiasi cosa gli capiti e proprio per questo bisogna spiegare bene che non è affatto così e che non bisogna spaventarsi: l’influenza non l’ha forse avuta anche negli anni precedenti quando magari non era affatto sieropositivo?, dunque…
Caro Teo quando il tuo ragazzo ha l’influenza stagli vicino e fagli le coccole ma non pensare (e non farlo pensare a lui!) che sia più fragile solo perché è sieropositivo, ti assicuro che i sieropositivi sono dei tipi tosti 🙂
Ciao!
dr. Francesco Allegrini

Leggi   Charlize Theron e la lotta all'HIV-AIDS nel suo Sudafrica: "Ci penso tutti i giorni"

di Francesco Allegrini

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...