Roberta Bruzzone e i rapporti con integralismo cattolico e neofascisti: intervistata in radio, attaccata il telefono

La criminologa si è trovata in grossa difficoltà.

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Ospite qualche giorno fa in collegamento telefonico nel programma radiofonico campano L’Altra Frequenza. LGBT On Air condotto da Claudio Finelli, Roberta Bruzzone si è trovata in grossa difficoltà quando è stata chiamata a chiarire i rapporti controversi tra l’associazione onlus di cui è vice-presidente, La Caramella Buona, ed alcune realtà di estrema destra e personaggi che hanno fatto dell’omofobia una battaglia.

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L’associazione in cui la nota criminologa è impegnata si spende attivamente da anni nella lotta contro la pedofilia e nel sostegno alle vittime attraverso manifestazioni ed eventi, ma è la stessa associazione che ha patrocinato e che sarà presente il prossimo 10 giugno a Cologno Monzese all’evento Invertiamo la rotta contro la dittatura del pensiero unico: tra i protagonisti della serata figurano l’avvocato Gianfranco Amato (presidente dei “Giuristi per la Vita” e accanito sostenitore della dittatura della fantomatica teoria gender e dell’equiparazione tra omosessualità e pedofilia) e Povia (che nel 2009 attirò i riflettori a Sanremo con il brano – contenente espliciti riferimenti alle teorie riparative dell’omosessualità – Luca era gay).

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Come se non bastasse, poi, alla Bruzzone è stato chiesto di chiarire la relazione, emersa grazie ad un’inchiesta de L’Espresso, tra l’associazione e il gruppo neofascista lombardo Lealtà e Azione: il riferimento è al torneo di calcetto Diamo un calcio alla pedofilia organizzato dalla onlus, con squadre composte proprio da esponenti neofascisti e neonazisti italiani.

Dopo alcune risposte di rito (“Sono attivamente impegnata nella lotta alla pedofilia”, “Le scelte degli ospiti sono di competenza del presidente, non mie”), Roberta Bruzzone ha attaccato la cornetta e non ha più risposto al telefono.

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