Allacciate le cinture, amori e tradimenti con Filippo Scicchitano gay

Esce il nuovo, atteso film di Ferzan Ozpetek girato a Lecce: amori e tradimenti per Kasia Smutniak e Francesco Arca. Filippo Scicchitano è l’amico gay Fabio: “Ho perso dieci chili per questo ruolo”.

Rosso come il desiderio. È l’amore, il grande motore dell’universo, il cuore sacro del bel cinema di Ferzan Ozpetek, che abbiamo scoperto anche regista d’opera lirica – Aida e Traviata – nonché narratore nell’autobiografico ‘Rosso Istanbul’ edito per Mondadori. L’incipit del romanzo è ambientato su un aereo: “Fa caldo. Mi siedo in aereo, allaccio la cintura di sicurezza”. E “Allacciate le cinture” è proprio il nuovo, atteso lavoro del grande Ferzan che si prennuncia melò fiammeggiante ad alta temperatura emotiva ed è visibile da oggi al cinema (non in 3D né in 5D, ovvero non c’è bisogno della cintura di sicurezza in quanto non è ancora prevista la poltrona vibrante). Ma a vibrare sarete voi, perché sono assicurati brividi e sentimenti forti. Come cresce un amore? Come la bellezza può condizionare la forza del sentimento? Quanto la nascita dei figli cambia una relazione? Come risvegliare l’erotismo senza cadere nella tentazione del tradimento? Come reagire alla scoperta di una grave malattia? Grandi domande per un altro tassello di madreperla dell’affascinante mosaico dell’appassionante mondo melodrammatico di Ozpetek i cui riverberi sono garantiti da attori di bellezza sublime come Kasia Smutniak, ora in dolce attesa (aspetta un bimbo dal produttore Domenico Procacci), e Francesco Arca, tronista senese top, puro fascino tirrenico, cavalluccio delizioso da divorare durante un tè con la zia (eccola, zia Viviana o Dora, che importa, è sempre lei: Elena Sofia Rocci, quale gioia rivederla!).

Ma torniamo a loro, ai protagonisti Elena e Antonio, folgorati da un amore proibito che li travolgerà alla stregua di un’onda anomala, cambiando per sempre le loro vite. Elena, bella e malinconica (si intravede come un’ombra sullo splendido volto di Kasia per la tragica perdita del suo Pietro Taricone, quattro anni fa) è una cameriera ambiziosa, figlia dell’ereditiera Anna (la grande Carla Signoris) e fidanzata placidamente con Giorgio (Francesco Scianna). Il fatale incontro con Antonio (Francesco Arca), meccanico omofobo fidanzato con la sua migliore amica Silvia (Carolina Crescentini), metterà in crisi il percorso esistenziale di tutti i personaggi.

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C’è un altro attore che non ha bisogno di parlare nel film: è il Salento, grande bellezza mediterranea, abbacinante terra di sole e mare che non ha bisogno di ulteriori commenti. Un colpo di fulmine per Ferzan, visto che ci ambientò già Mine Vaganti: “Lecce è la mia città preferita con Istanbul e Roma – ha spiegato il regista italoturco – amo le persone che la abitano, mi sento a casa, ho coltivato nel tempo rapporti e amicizie molto profondi”.

L’amico del cuore di Elena è Fabio, quasi un fratellino compagno d’avventure – un triste segreto li accomuna -, collega del bar dove lavora Elena e poi suo socio, morbosamente attaccato alle sue amiche di cui cerca il controllo sulla vita amorosa. Lo interpreta il delicato Filippo Scicchitano, rivelazione di ‘Scialla!’: “All’inizio Ferzan era piuttosto misterioso riguardo alla storia del film – spiega Scicchitano -. Poi, sempre per gioco, fingeva di essere scettico, come se non fossi adatto ad ruolo che ovviamente non conoscevo bene. Ma per fortuna ho superato bene il provino ed è andato tutto nel migliore dei modi. Nella parte iniziale del film siamo nel 2000, Fabio ha 23 anni e coltiva un’amicizia molto forte con Elena, un legame profondo e viscerale che vedremo ancora più rafforzato nella seconda parte della storia ambientata ai nostri giorni. I loro rapporti sono rimasti inalterati nel tempo, paragonabili a una vera e propria storia d’amore platonica: Fabio è un amico molto fedele, solido e coerente. Ma nella prima parte Fabio e Antonio, l’uomo che irrompe nella vita di Elena, si sopportano malvolentieri”.

“Quando ho letto il copione – continua Scicchitano – ho trovato una certa similitudine e affinità di pesniero, ad esempio il fatto che in un primo tempo lui non crede nell’amore di lunga durata. Poi Ferzan mi ha aiutato molto a entrare nel ruolo di Fabio che si rivela un ragazzo credibile e verosimile nella sua concezione dell’amore. Io, Kasia e Francesco siamo rimasti sempre a Lecce per tutto il periodo della lavorazione, anche quando non dovevamo girare le nostre scene, frequentavamo ogni giorno sia il set che Ferzan. Lui mette in moto scientificamente un meccanismo che prevede una sorta di gestione familiare del cast dove tutti si ritrovano soldati al fronte impegnati in un’impresa comune e si muovono come una grande famiglia allargata. Il metodo Ozpetek è quello: durante i pranzi, le cene e le ‘chiacchiere’ collettive, tutto contribuisce a sciogliere le difese e a lasciarsi andare alla naturalezza per poi ‘sfondare’ qualsiasi muro”.

“La lavorazione del film si è volutamente interrotta a metà riprese per cinque settimane – conclude Scicchitano – per permettere ai vari attori di modificare il loro aspetto fisico: Arca è notevolmente ingrassato, Kasia ha perso peso e io mi sono sottoposto ad una dieta ferrea con l’obiettivo di perdere dieci chili: non è stato semplice, però ce l’ho fatta. Inoltre, per segnare il passaggio del tempo, nella seconda fase delle riprese ambientate nel 2013, abbiamo pensato di aggiungere sul mio viso la barba e modificare decisamente il taglio dei capelli: si tratta però di un cambiamento del personaggio soltanto esteriore perché Fabio rimane quello di sempre, forse un po’ più maturo e ragionevole ma estremamente coerente con la propria concezione della vita”.