L’ambasciata rumena nega il nulla osta per l’unione civile a Michel e Silviu

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"Non possono rilasciare nulla, la Romania non tutela i diritti LGBT": il Consiglio di Stato ha risposto prontamente definendo l'unione civile norma di "ordine pubblico".

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+++ AGGIORNAMENTO (19 AGOSTO) +++: Abbiamo sentito Michel è la storia si è conclusa nel migliore dei modi: il comune di Mogliano Veneto ha accolto la loro richiesta di unione civile! In sostanza il sindaco, di fronte al parere del Consiglio di Stato e alle disposizioni del comune di Milano (che ha già attivato le procedure per celebrare unioni civili con stranieri anche solo col certificato di stato libero), dice che per giugno 2017 non vede nessun problema e che si attiverà subito per approfondire il discorso stranieri. Intanto la richiesta è stata presentata e tutto procede per il meglio. Ecco la foto!

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+++ AGGIORNAMENTO (21 LUGLIO – ore 21.47) +++: Il Consiglio di Stato ha chiarito la questione con le testuali parole, contenute nel documento pubblicato sul Sito Istituzionale della Giustizia Amministrativa e consultabile QUI:

La dichiarazione, resa dall’autorità competente dello Stato di appartenenza, di nulla osta all’unione civile, che lo straniero deve presentare all’ufficiale dello stato civile qualora intenda costituire in Italia un’unione civile, non va interpretata nel senso di includere nelle “leggi cui è sottoposto” lo straniero medesimo anche quelle eventuali disposizioni dell’ordinamento dello Stato di appartenenza che vietino le unioni civili tra persone dello stesso sesso. Difatti il diritto di costituire un’unione civile tra persone dello stesso sesso, in forza dell’entrata in vigore della legge, è divenuta una norma di ordine pubblico e, dunque, prevale, secondo l’articolo 16 della legge 31 maggio 1995, n. 218 sulle eventuali differenti previsioni di ordinamenti stranieri.

Anche il giurista Angelo Schillaci di articolo29.it è intervenuto sulla questione, e analizzando il testo del Consiglio di Stato ha individuato un dettaglio molto importante: “Nel parere del Consiglio di Stato vi è un passaggio assai significativo (par. 22), in cui si precisa che tra le leggi cui lo straniero è sottoposto non possono annoverarsi quelle che vietino il matrimonio o l’unione civile omosessuale. Il diritto di contrarre una unione civile va ormai considerato – secondo il parere – norma di ORDINE PUBBLICO, suscettibile di impedire la rilevanza della legislazione straniera che ostacoli l’esercizio del diritto medesimo. A livello pratico, ciò potrebbe comportare l’irrilevanza del nulla osta, in sede applicativa, nella parte in cui faccia riferimento a detto tipo di impedimento: l’ufficiale di stato civile sarà infatti tenuto a dare applicazione prevalente al diritto di contrarre l’unione civile, norma di ordine pubblico. In alternativa, resta aperta la via giudiziaria, come già avviene per i dinieghi di nulla osta al matrimonio (fondati, ad esempio, su ragioni religiose)“.

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È stato da pochissimo reso noto il parere positivo del Consiglio di Stato sui decreti transitori per le unioni civili (> LEGGI QUI <), ma già emergono le prime lacune del provvedimento, che rimarrà in vigore fino all’emanazione dei decreti attuativi di competenza del ministero della Giustizia (con scadenza perentoria al 5 dicembre 2016).

Michel e Silviu sono una coppia composta da un italiano (Michel) e uno straniero (Silviu, rumeno), abbiamo raccontato solo pochi giorni fa la loro storia. I ragazzi vogliono costituire un’unione civile ma, come richiesto dal decreto ponte appena approvato dal Consiglio di Stato (QUI per leggerne un estratto > >), è necessaria una dichiarazione dell’autorità competente del proprio Paese dalla quale risulti che, giusta le leggi cui è sottoposto, nulla osta nell’unione civile. Come ricorda Angelo Schillaci di articolo29.itciò potrebbe creare problemi agli stranieri provenienti da paesi nei quali le unioni omosessuali non siano riconosciute, o peggio nei quali l’omosessualità sia repressa penalmente. Meglio sarebbe stato limitarsi a prevedere una attestazione di stato libero, o inserire una clausola di salvaguardia per questi casi”.

E in effetti per Michel e Silviu ora è davvero un bel problema. “Silviu si è recato allo sportello del Consolato della Romania a Trieste e gli è stato rifiutato il nulla osta“, ci racconta allarmato Michel. Ma andiamo con calma.

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“Silviu aveva un appuntamento allo sportello sostanzialmente per due motivi: il primo riguardava la regolarizzazione del certificato di nascita per richiedere la cittadinanza. Silviu ne possedeva già uno ma era vecchio e andava rifatto. Abbiamo preparato tutti i documenti, ma ora questi vanno approvati dalla Prefettura italiana, che può impiegare fino a 730 giorni per l’approvazione di questi ultimi: sono due anni”, afferma Michel. Silviu quindi diventerà cittadino italiano a tutti gli effetti presumibilmente nel 2018, per cui per celebrare l’unione civile a giugno 2017, data scelta dalla coppia, è necessario il nulla osta dell’Ambasciata rumena. “Questo era il secondo motivo per il quale Silviu si è recato a Trieste: ma lo stesso operatore che era allo sportello a registrare con gentilezza i documenti per il certificato di nascita, è diventato subito freddo e perentorio alla richiesta di un nulla osta per la costituzione dell’unione civile: ‘Non sappiamo niente e non possiamo rilasciare nulla‘, afferma”. Guarda caso, poco dopo essere usciti dal consolato di Trieste, i ragazzi ricevono una mail dalla sede principale dell’Ambasciata rumena a Roma, nella quale viene ribadito, in lingua, l’impossibilità di rilasciare un nulla osta: la Romania non prevede alcun tipo di tutela per le persone LGBT e quindi nulla può essere rilasciato. Ecco la traduzione della mail ricevuta, ovviamente in rumeno, che afferma:

In diritto rumeno non vi è alcuna possibilità di concludere l’unione civile tra persone dello stesso sesso. Quindi i consolati non possono rilasciare l’autorizzazione richiesta in questa situazione.

Il nulla osta, in questo caso come in altri diventa un grave problema. “Anche Micaela Campana ha risposto al nostro appello, affermando che ‘l’obiettivo per i casi come il tuo è quello di predisporre delle norme ad hoc all’interno dei decreti attuativi del Ministero della Giustizia‘. Ci ha messo in contatto col responsabile di un’associazione che si occupa proprio di questo tipo di cose, speriamo di risolvere qualcosa nell’attesa che arrivino i decreti definitivi”.

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