Caso Bibbiano, il Tribunale dei Minori di Bologna conferma: ‘nessuna anomalia’

Secondo i giudici, non ci sarebbe nessuna anomalia. Cadranno le accuse?

Un’estate di fuoco per i giudici del Tribunale dei Minori di Bologna, che hanno passato i mesi scorsi ad analizzare al microscopio cento fascicoli di affidamento riconducibili a quello conosciuto come Caso Bibbiano. Ne avevamo parlato a fine luglio, e i media italiani avevano approfondito il tema per settimane. Ora, sembra che non ci sia nessuna anomalia. I provvedimenti sono legittimi, tutto regolare. In questi mesi, i magistrati bolognesi si sono messi d’impegno per studiare e analizzare gli allontanamenti di alcuni bambini dalle loro famiglie, a seguito di maltrattamenti e abusi.

Chiusa l’indagine “Angeli e Demoni”, è stato il presidente del Tribunale per i Minorenni di Bologna Giuseppe Spadaro a richiedere un vertice per tirare le somme sul caso che ha scosso l’opinione pubblica. Ma non c’è nulla da segnalare. Su 100 fascicoli, in 85 di questi i giudici hanno respinto la richiesta di allontanamento, lasciando i minori a casa assieme alla propria famiglia. Quindi, con una semplice differenza, solo in 15 casi i giudici hanno deciso di allontanare i figli dai genitori, dopo le relazioni dei servizi sociali. Di questi 15, 8 non hanno nemmeno fatto ricorso in appello, accettando la sentenza del Tribunale dei Minori. Gli altri 7 hanno fatto ricorso, senza però ottenere ragione.

La regolarità smonta il “Caso Bibbiano”

Spadaro ha spiegato:

Voi servizi sociali svolgete un delicato e fondamentale ruolo nel nostro Paese di tutela dei minori, non mollate e continuate a lavorare con prudenza, professionalità e coraggio.

E ha continuato, confermando l’opinione di Monica Pedroni, nuova dirigente dei servizi sociali:

Se vi sono state mele marce che hanno tentato di frodarci processualmente devono essere giudicate dalla magistratura e punite in maniera severa. L’assistente sociale è di fatto come la polizia giudiziaria per un pm, dunque chi ha sbagliato dovrà essere punito.

Si chiude quindi una parte delle indagini, mentre rimangono aperte molte altre strade, riguardanti alcuni operatori coinvolti. 

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