Censimento 2011, appello all’Istat: contare anche coppie gay

L’Istat prepara i questionari per il Censimento del 2011. Campagna di Gay.it per chiedere all’Istituto di contare anche le coppie gay che si dichiareranno conviventi. Nel 2001 diventarono “badanti”.

In queste settimane l’Istat sta mettendo a punto la macchina per il prossimo censimento generale della popolazione italiana previsto per l’autunno del 2010: si appresta infatti a preparare i questionari da sottoporre ai cittadini per conoscere, tra l’altro, le situazioni famigliari di ciascuno. Per questo Gay.it dà il via all’appello da firmare online per chiedere al presidente dell’Istituto di Statistica Enrico Giovannini (in foto) di inserire la possibilità per le coppie che lo vorranno di dichiararsi come conviventi.

 

Nel 2001, in occasione dell’ultimo Censimento, Gay.it fece emergere una situazione di assoluto caos: rilevatori in imbarazzo che non sapevano quanti questionari distribuire alle coppie omosessuali – soltanto uno come per il nucleo famigliare di due eterosessuali o uno ciascuno? -, operatori del numero verde che fornivano indicazioni diverse a seconda di chi in quel momento telefonava per chiedere informazioni, e infine il pasticcio conclusivo. Durante la pubblicazione dei dati raccolti, l’Istat modificò di ufficio tutte le risposte date dai conviventi omosessuali: la casella "convivente dell’intestatario" venne "corretta" in "altra persona convivente senza legami di parentela", al pari di molte altre situazioni di convivenza come quella fra due studenti, fra la badante e l’assistito (dieci anni fa non era ancora esploso il fenomeno della badante come vero e proprio rapporto di lavoro per cui non venivano classificato come rapporto di lavoro) e così via.

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Il caso finì anche in Parlamento. Franco Grillini, all’epoca onorevole per i Democratici di Sinistra, presentò insieme ad altri dodici deputati un’interrogazione al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi alla quale rispose il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento, il senatore Cosimo Ventucci.

 

"Questa volta  – dice il testo dell’appello disponibile alla pagina www.gay.it/contaci – non accetteremo che i nostri rapporti d’affetto vengano declassati: se la politica non vuole darci il matrimonio ponendo il nostro paese in grave ritardo rispetto a tutti gli altri Stati europei, che almeno l’Istituto di Statistica ci consideri per quello che siamo: coppie, coppie di fatto."

 

«Le coppie gay e lesbiche rappresentano un fenomeno sociale e il compito dell’Istat è proprio quello di prendere atto e di rilevare i fenomeni sociali», dice Alessio De Giorgi, direttore di Gay.it. «La statistica è una scienza e come tale deve essere imparziale e stare alla larga dalle valutazioni che delle coppie omosessuali danno parti politiche, concezioni etiche o fedi religiose, per quanto importanti possano essere».

 

Il testo dell’appello, a cui hanno già aderito personalità della cultura, dello spettacolo e dell’associazionismo, è disponibile alla pagina è poi disponibile il gruppo "Contaci!" da condividere con gli amici.