Daniele e la lotta per riavere il suo ragazzo, espulso dall’Italia

In attesa di sapere il futuro su ddl Cirinnà, ecco una storia di ordinaria…espulsione

Immaginate che ,da un giorno all’altro, vi portino via l’amore della vostra vita. Non c’è festa per Daniele e Jonathan, anche se i due giovani ragazzi stanno insieme da quattro anni, sono innamorati, dichiarati e apprezzati in famiglia e in tutto il loro piccolo paese in Sardegna.

Tutto l’amore e il rispetto del mondo, cose fondamentali per loro, non sono valse a nulla quando i pubblici ufficiali sono venuti a prendere Jonathan, un ragazzo di 21 anni con solo la voglia di lavorare per pagarsi gli studi di ingegneria e vivere qua in Italia con il suo compagno. Gli ufficiali, con forza, lo hanno prelevato e sbattuto in una volante e costretto a tornarsene direttamente in Brasile, suo Paese di origine.

Certo, Jonathan aveva il permesso di soggiorno scaduto. Ma se si fosse trattato di una coppia eterosessuale? Sarebbe stato tutto semplice, si, perchè gli sarebbe bastato sposarsi.

E pensare che non si erano, comunque, mai arresi e avevano provato a chiedere più volte un visto lavorativo che non era mai arrivato. La legge italiana aveva costretto Jonathan alla clandestinità, anche se il loro amore era vivo e ben chiaro a tutto il loro paese. Jonathan aveva provato anche ad autodenunciarsi alla fine, perché non voleva vivere nell’ombra: voleva solo vivere nel nostro Paese quell’Italia, che, però, gli ha sbattuto le porte in faccia.

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Raggiungiamo Daniele al telefono, il compagno di Jonathan, e lo troviamo distrutto. Non mangia da giorni, esattamente da quando gli hanno portato via Jonathan. Dorme pochissimo e ringrazia tutto il suo paese, Monti (Olbia Tempio), che in questo momento gli si è stretto vicino come solo una piccola comunità scossa sa fare. Anche sua madre è distrutta, oramai era come un figlio per lei.

Eppure Daniele non si da pace. I due pensavano di potercela fare a unirsi civilmente, la loro udienza era fissata per fine Maggio. Daniele continua a ripetere la loro sorpresa nell’assistere ad un’accelerazione che sa di beffa, della freddezza e dell’inumanità di un sistema burocratico che distrugge delle vite, le stravolge, le fa naufragare senza il minimo tentennamento, senza mostrare un briciolo di umanità. E pensare che sarebbe bastata una legge, magari sarebbero bastati pochi giorni se davvero la proposta Cirinnà vedrà l’approvazione del Parlamento. E invece siamo costretti a raccontarvi una storia di ordinaria espulsione.

Certo, per loro non sarà di nessuna consolazione, ma noi speriamo che questo possa davvero essere l’ultimo caso di separazione forzata di una coppia che sia ama, con l’unica colpa di essere dello stesso sesso e di diversa nazionalità. Adesso Jonathan è in Brasile, lontano migliaia di chilometri dalla persona che ama e con la quale conviveva e stava costruendo la sua vita, esiliato dal nostro Paese e per almeno cinque anni non potrà farvi ritorno.

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Ma Daniele non si darà per vinto, la sua battaglia è solo all’inizio!.

4 commenti su “Daniele e la lotta per riavere il suo ragazzo, espulso dall’Italia

  1. ma si puo’? Questa storia mi puzza un po’ eh… Ma se non espellono i marocchini pluriomicidi in Italia e vanno espellere questo ragazzino , per giunta studente di ingegneria ?

  2. Mi dispiace molto, sono queste le storie che ci fanno capire quanto poco valgano i nostri diritti in Italia e quanto la legge ci consideri diversamente dagli altri. Forse dico una sciocchezza, ma non avreste potuto considerare l’idea di sposarvi in un altro stato, tipo la Spagna? Da quanto ne so, sono in molti a farlo se la minaccia dell’espulsione è alle porte.

  3. purtroppo….pur offrendo un contratto di lavoro ad una persona straniera priva del permesso di soggiorno non si può, in base alla normativa vigente, “sanare” la situazione di irregolarità.
    La strada del matrimonio all’estero è stata tentata in molti casi simili…ed ha funzionato, tant’è che alcuni compagni di cittadini italiani hanno visto il rilascio del permesso di soggiorno per coesione familiare da parte della Questura interpellata ( non so se in via diretta..o dopo un contenzioso, ma comunque ci sono diversi precedenti simili in Italia ). Sul fatto che l’espulsione sia stata immediata, senza nemmeno attendere il ricorso al Giudice di Pace dove si sarebbero potute rappresentare le ragioni della coppia….è indubbiamente anomalo. Non riesco nemmeno io a comprendere lo “zelo” della Questura, in assenza di precedenti penali e con la possibilità di provare che la storia durava da 4 anni. Mi dispiace molto per quanto vi è accaduto Daniele. Credo tu abbia già incaricato dei legali per provare a fare qualcosa, ma se hai bisogno di qualche consiglio, contattami pure, mi occupo di diritto dell’immigrazione da diversi anni oramai. Un abbraccio

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